Osservatorio Italiano sulla Nuova Via della Seta

 

L'Osservatorio Italiano sulla Nuova Via della Seta si occupa di approfondire le ricadute sugli scenari internazionali della 'Belt and Road Initiative', attraverso lavori tradotti e contributi originali, dossier e iniziative pubbliche, senza tralasciare aspetti storici, religiosi e culturali della Cina. Nel mare magnum di riviste e centri studi, il nostro lavoro vuole essere, prima ancora che analitico, informativo, fornendo al lettore una documentazione il più possibile completa su un progetto e su un Paese in continua evoluzione.

 

 

Ponte aereo per la salute nella rotta Belgrado – Pechino

26 marzo 2020

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Intervista di Z. Jovanovic all'agenzia di stampa cinese Xinhua

Di recente, alcuni politici statunitensi hanno collegato il nuovo virus corona alla Cina e stigmatizzato la Cina, e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il "virus cinese" sui social media. L'Organizzazione mondiale della sanità e la comunità internazionale sono chiaramente contrarie a collegare il virus a paesi e regioni specifici.

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Guardando al futuro della cooperazione fra Cina e paesi dell’Europa centro-orientale (China-CEEC 17+1)

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Il blocco dei paesi dell’Europa centro-orientale rappresenta un collegamento naturale fra i due poli del territorio eurasiatico. La combinazione della Belt and Road Initiative con la strategia UE di connessione Europa-Asia è alla base della piena realizzazione del ruolo strategico di questi paesi.

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L’emergenza coronavirus mostra i limiti del modello neoliberista

 

 

 

Ringraziamo Fabio Massimo Parenti, Professore Associato di Politica Economica Internazionale presso la China Foreign Affairs University di Pechino e autore di numerosi articoli e saggi dedicati alla Cina, per averci concesso una lunga intervista sull’emergenza coronavirus. Ne abbiamo estratto i passaggi più importanti, che proponiamo ai nostri lettori.

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Speciale Nuova Via Della Seta - gennaio 2020

Xinjiang: una serata (contro)informativa con la studiosa Maria Morigi

 

 

Il 12 dicembre scorso, presso la Libreria Belgravia di Torino, l’Osservatorio Italiano sulla Nuova Via della Seta/CIVG ha organizzato una serata dedicata alla presentazione dell’ultimo saggio di Maria Morigi: “Xinjiang: nuova frontiera. Tra antiche e nuove vie della seta” (Anteo Edizioni).

Lo Xinjiang è una regione che da decenni è teatro di attacchi terroristici contro la popolazione civile condotti secondo modalità che in Europa abbiamo imparato a conoscere solo recentemente. L’instabilità di quest’area ha delle profonde conseguenze sulla proiezione globale della Repubblica Popolare Cinese e in particolare sulla piena realizzazione della tratta terrestre della Belt and Road Initiative. Le dinamiche che coinvolgono questa remota regione asiatica possono essere efficacemente comprese solo se collocate in uno specifico quadro storico-religioso, prima ancora che politico. Ovvero, ciò che i media nostrani non fanno o fanno in modo estremamente superficiale, al contrario di quanto invece è stata in grado di fare la ricercatrice Maria Morigi. Nel suo libro infatti, prima di passare alle problematiche attuali, l’autrice (che di formazione è archeologa) dedica ampio spazio alla storia antica dello Xinjiang. Il saggio è pertanto unico nel suo genere, e merita di essere annoverato come il lavoro in lingua italiana più documentato attualmente disponibile sul tema.

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Iniziativa seminariale del Gruppo di lavoro del CIVG “Osservatorio italiano del Silk Road Connectivity Centre”

Si è svolta sabato 9 novembre l’iniziativa seminariale del Gruppo di lavoro del CIVG “Osservatorio Italiano Sulla Nuova Via Della Seta”.

 

 

  

 

 Una iniziativa che ha riscontrato un inaspettata presenza di partecipanti e un livello di relazioni dei quattro relatori, altamente qualitativo.

A cui dai presenti al termine, è stato tributato un caloroso e sincero riconoscimento per il contributo fornito e la chiarezza e  precisione di esposizioni delle realzioni.

Con questa iniziativa, in cui stato anche presentato il primo Dossier “Nuova Via della Seta”, si è dato avvio ad una serie di impegni informativi e documentativi, che avranno già il 12 dicembre un altro evento con la presenza di una studiosa in specifico di questo tema, che sarà pubblicizzata a breve. Per contatti, info, collaborazioni o incontri, scrivere a info@civg.it.

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In Eurasia e oltre. La Nuova Via della Seta in Pakistan e America del Sud.

 

China-Pakistan Economic Corridor. Una nuova prospettiva.

 A cura di Angelo Travaglini

 

 

Risultati immagini per China-Pakistan Economic Corridor

 

Il “China-Pakistan Economic Corridor” rappresenta per la Cina ed il Pakistan un investimento di strategica importanza nella misura in cui consentirebbe ai due Paesi inserimenti e vantaggi logistici tanto più preziosi quando si pensi all’attuale generale contesto geopolitico e del sub-continente asiatico in particolare. Il valore del progetto si aggirerebbe al momento intorno ai $50 miliardi ma secondo alcuni analisti sarebbe destinato a salire.

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Energie rinnovabili: aumenta l’impegno cinese lungo la Nuova Via della Seta, ma il carbone resiste…

agosto 2019

 

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In un recente rapporto, Greenpeace ha evidenziato come gli investimenti cinesi in impianti energetici solari, eolici e a carbone lungo le rotte della Nuova Via della Seta siano aumentati del 1370% dal 2014 al 2018, in particolare nel Sud e Sud-Est Asiatico, dove si concentra il 93% dell’impegno finanziario.

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SILK ROAD NOTIZIE - OTTOBRE 2018

La Nuova Via della Seta e l'Italia.

Intervista a Diego Angelo Bertozzi

 

 

 


Pubblichiamo questa bella intervista di Nicola Tanno a Diego Angelo Bertozzi sul blog  materialismo storico e riportata dall'Antiplomatico.


La Nuova Via della Seta è il grande progetto della Cina del XXI secolo. Rifacendosi all’antica via commerciale del secondo secolo d.C. della dinastia Han, la Belt and Road Initiative (BRI) è un piano per la costruzione di infrastrutture di trasporto e logistiche che coinvolge decine di paesi di tutto il mondo per un valore di più di mille miliardi di dollari. Di questo ambizioso progetto ne ha parlato Diego Angelo Bertozzi in La Belt and Road Initiative. La Nuova Via della Seta e la Cina globale (Imprimatur). In questa intervista Bertozzi, già autore di altri volumi sul paese orientale, ha discusso sulle prospettive della BRI e sul futuro della Cina.

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SILK ROAD NOTIZIE – GIUGNO 2018

Interviste

Alessia Amighini sulla Belt and Road Initiative

 Fonte: Il Sole 24 Ore (12/6/2018)

 

Che cos’è la Belt and Road Initiative?

 

La cosiddetta Nuova via della seta – Belt and Road Initiative (BRI) si propone di creare un grande continente eurasiatico connesso via terra e via mare. Anche se la versione cinese si riferisce a due sole direttrici principali – una continentale attraverso l’Asia centrale e il Medio Oriente, e una marittima che collega il Mediterraneo all’Oceano Indiano – in realtà, secondo Stratfor Intelligence, sono previsti almeno sei corridoi di intermodalità, che abbinano mare e terra: la Transiberiana e i corridoi attraverso Kazakhstan, Iran, Turchia, Pakistan, oltre che quelli per Indocina, Bangladesh, India e Myanmar. Dietro “l’aura romantica – e pacifica – della leggendaria Via della seta”, ci sono ingenti risorse finanziarie veicolate attraverso il Silk Road Fund (40 miliardi di dollari) e la Asian Infrastructure Investment Bank (100 miliardi di dollari), entrambe iniziative cinesi destinate a finanziare gli investimenti per realizzare BRI.

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