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I palestinesi non hanno altra scelta: restare e lottare

1 febbraio 2020

 

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Palestinesi fronteggiano soldati israeliani il 29 gennaio durante una protesta contro il piano Trump (Reuters

 

Una nuova ondata di lotte deve ora iniziare per ottenere la parità dei diritti in uno Stato che comprenda tutta la Palestina storica

Per anni sulla strada dei piani messianici di Benjamin Netanyahu per stabilire lo Stato di Israele fra il fiume e il mare, c’è stata una trappola per elefanti.

Si tratta del dato demografico secondo il quale, in quello spazio, c’erano più palestinesi che ebrei. Secondo i dati dell’Ufficio Centrale di Statistica (CBS) del 2016 forniti alla Commissione di Difesa e Affari Esteri della Knesset israeliana, fra il fiume Giordano e il mar Mediterraneo c’erano 6,5 milioni di mussulmani e 6,44 milioni di ebrei, anche se quei dati ora sono superati. La commissione si riferiva ai musulmani, non ai palestinesi, escludendo perciò i palestinesi cristiani.

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L’Esercito acquista 800 missili da Israele per armare blindati e carri armati

26 gennaio 2020

 

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L’Esercito italiano fa incetta di missili in Israele. Nell’ambito del programma di ammodernamento ed approvvigionamento di nuovi sistemi d’arma “tecnologicamente avanzati”, lo Stato maggiore dell’Esercito ha comunicato che acquisterà 126 lanciatori controcarro e 800 missili “Spike” prodotti dalla Rafael Advanced Defense Systems Ltd, società leader del complesso militare-industriale israeliano.

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Onestà iraniana, arroganza (e altre porcherie) statunitensi

11 gennaio 2020

 

Profile

 

Iran, 12 gennaio 2020 - Quando la marina USA abbatté un aereo di linea iraniano nel 1988, l'allora vicepresidente George HW Bush affermò che "gli Stati Uniti non si sarebero mai scusati. Mai. Qualsiasi cosa avessero fatto" (nella foto, il volo MH17 abbattuto nei cieli del Donbass)

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Soleimani. Un assassinio dalle inquietanti conseguenze

14 gennaio 2020

 

Risultati immagini per soleimani 

Premesse.

L’eliminazione fisica di Qassem Soleimani, comandante della branca esterna (Quds Force) del Corpo iraniano delle Guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) avvenuta con un attacco di droni USA partiti da Qatar all’aeroporto internazionale di Bagdad lo scorso 3 gennaio, ha suscitato preoccupazione e sgomento nell’intera regione medio-orientale, a livello sia delle Potenze regionali sia di Potenze a proiezione globale quali la Russia e la Cina, interessate ad una progressiva stabilizzazione di una regione sconvolta da guerre e distruzioni. La gravità di quanto avvenuto non è da dimostrare, trattandosi di un attacco perpetrato contro la Repubblica islamica, Stato sovrano, violando la sovranità di un altro Stato sovrano, l’Iraq, nella cui capitale Soleimani, di fatto numero due della gerarchia politica iraniana, ha visto tragicamente concludersi la sua esistenza.

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Il trauma di mandare da soli i minori di Gaza a farsi curare

'Phisician For Human Rights Israel (PHRI)’  -  11 gennaio 2020

 

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Nel 2019 un maggior numero di genitori di Gaza ha potuto viaggiare coi propri figli per ricevere cure fuori dalla Striscia. Ma i numeri non prendono in considerazione un aspetto cruciale della vicenda.

Secondo le statistiche del Coordinatore delle Attività di Governo nei Territori (COGAT), l’ente militare israeliano responsabile di amministrare l’occupazione e il blocco [di Gaza], nel 2019 un numero inferiore di bambini di Gaza rispetto all’anno precedente è stato separato dai propri genitori quando sono stati curati fuori dalla Striscia. Questo sembra essere un miglioramento, ma ciò che i dati non mostrano sono l’ansia e il trauma inflitti a questi bambini e alle loro famiglie in conseguenza alle restrizioni di movimento da parte di Israele.

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