AFGHANISTAN, UNA ULTERIORE DOLOROSA CONFERMA

16 settembre 2021

 

 

           Precedenti storici

La guerra di vent’anni è terminata com’era inevitabile che terminasse.   Una guerra voluta, inutile, costata la vita a 240.000 afghani, in maggioranza civili, ed a 2.500 militari USA, apparentemente scatenata per punire l’Emirato afghano per il rifiuto frapposto da Kabul nel 2001 alla richiesta americana di consegnare Usama bin Laden, ritenuto reo del massacro delle Torri Gemelle in ordine al quale lati oscuri tuttora persistono.

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La realtà dell’Afghanistan

guerra-in-afghanistan: documenti, foto e citazioni nell'Enciclopedia  Treccani laborwaveaesthetic Instagram posts - Gramho.com

 

Risulta sempre istruttivo ed illuminante avvicinarsi all’universo islamico nelle sue differenziate articolazioni utilizzando metri di giudizio ed analisi affrancati da pregiudizi e verità scontate. Questo è indubbiamente il merito del prezioso contributo di pensiero e di conoscenza fornito dall’autrice di questo testo attraverso il quale si può toccare con mano la complessità ed il rigore culturale della realtà afghana.

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Gaza. L’ennesima aggressione ed un punto di svolta

27 maggio 2021

 

La Striscia di Gaza tra Israele e l’Egitto

 

Il Levante ha registrato in questo mese di maggio il quarto cruento episodio delle aggressioni perpetrate da Israele contro la Striscia di Gaza, il luogo più densamente popolato al mondo dove 2 milioni di palestinesi vivono miseramente, esposti alle conseguenze del blocco aereo, terrestre e navale imposto da Tel Aviv e dall’Egitto del dittatore al-Sisi a partire dal momento in cui Hamas ha assunto le redini del governo nel 2007 in esito al responso favorevole scaturito da una consultazione elettorale. L’unica prova elettorale di cui il popolo palestinese ha potuto beneficiare a tutt’oggi!

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Importanti sviluppi sulle due sponde del Mar Rosso

14 marzo 2021

 

          

  Evoluzione inarrestabile

   

     Le distinzioni dettate dalla geografia e dagli spazi territoriali non corrispondono più alla realtà politica scaturita dall’intreccio sempre più profondo delle relazioni createsi tra le due sponde di un mare ricco di storia millenaria.

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Nuove pericolore tensioni in Iraq

19 ottobre 2020

 

Iraq, coalizione a guida Usa ridimensionerà azioni anti-Isis - Il Sole 24  ORE

      Contesto turbato

 La situazione sembra di nuovo peggiorare in Iraq in larga misura come conseguenza dell’assassinio del capo della Forza Quds iraniana Qassem Soleimani e del capo delle milizie sciite irachene Abu Mahdi al-Muhandis avvenuto lo scorso 3 gennaio all’aeroporto internazionale di Baghdad ad opera di un drone statunitense.

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Somalia e Africa orientale: tra geopolitica ed estremismo religioso. Intervista ad Angelo Travaglini.

 

La liberazione di Silvia Romano ha portato sotto le luci dei media italiani una nazione, la Somalia, che raramente assurge agli onori della cronaca. E insieme a lei emerge un altro elemento, accuratamente rimosso: l’espansionismo turco in questa regione. Una sopresa per molti, anche se l’impero ottomano all’apice della sua espansione lambiva la Somalia; nulla di nuovo insomma. Come si dispiega l’influenza turca in Africa orientale e con quali mezzi?

 

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Yemen: dramma senza fine dai rilevanti risvolti

21 aprile 2020

 

Prima regola da seguire:

“Non infognarti nello Yemen,

Seconda regola da seguire:

Non infognarti nello Yemen”.

Anonimo “patriota” yemenita

 

Coronavirus Pandemic Forces a Cease-Fire in Yemen

 

Retroterra storico

 

a) Periodo monarchico

Il dramma dello Yemen continua ad essere assurdamente al di fuori delle attenzioni dei media internazionali, ora più che mai in presenza del disastrato quadro generale offerto dalla pandemia del COVID-19. A prima vista non si potrebbe giustificare un tale distacco alla luce di quella che è stata definita dalle Nazioni Unite “la più grande catastrofe umanitaria dalla fine del secondo conflitto mondiale”. A prima vista abbiamo detto, evitando di porre attenzione al particolare, che colpisce anche il più superficiale osservatore, che dietro questa immane tragedia si celano gravissime responsabilità occidentali che in verità continuano a manifestarsi in maniera non patente ma nondimeno impattante e devastante.

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Soleimani. Un assassinio dalle inquietanti conseguenze

14 gennaio 2020

 

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Premesse.

L’eliminazione fisica di Qassem Soleimani, comandante della branca esterna (Quds Force) del Corpo iraniano delle Guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) avvenuta con un attacco di droni USA partiti da Qatar all’aeroporto internazionale di Bagdad lo scorso 3 gennaio, ha suscitato preoccupazione e sgomento nell’intera regione medio-orientale, a livello sia delle Potenze regionali sia di Potenze a proiezione globale quali la Russia e la Cina, interessate ad una progressiva stabilizzazione di una regione sconvolta da guerre e distruzioni. La gravità di quanto avvenuto non è da dimostrare, trattandosi di un attacco perpetrato contro la Repubblica islamica, Stato sovrano, violando la sovranità di un altro Stato sovrano, l’Iraq, nella cui capitale Soleimani, di fatto numero due della gerarchia politica iraniana, ha visto tragicamente concludersi la sua esistenza.

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Yemen: sviluppi in un’area periferica ma nevralgica

27 settembre 2019

 

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Premesse.

L’aggressione contro il poverissimo Yemen dura ormai da più di quattro anni. Una vera catastrofe umanitaria ordita da Mohammed bin Salman, il vero padrone del Regno saudita, figlio dell’attuale anziano e malato re, Salman bin Abdel Aziz, ed avallata dal suo mentore, altro ambizioso autocrate, Mohammed bin Zayed, di fatto alla guida degli Emirati arabi uniti, fratellastro di Khalifa bin Zayed, tuttora nominalmente Presidente, vittima nel 2014 di un grave problema di salute che lo ha, anche fisicamente, allontanato dalla direzione politica del suo Paese.

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Inquietanti sviluppi nell’area del golfo

settembre 2018

 

 

Premessa    

 L’area bagnata dal Golfo Persico, dove la concentrazione di interessi contrapposti da parte di potenze regionali e globali è tra le più alte al mondo, una mina vagante per la pace dell’intero pianeta, subisce da qualche tempo gli effetti delle politiche autoritarie e brutalmente espansive adottate principalmente da due Paesi arabi, molto diversi in quanto a dimensione territoriale ma affini sotto il profilo delle politiche interne, biecamente repressive, con obiettivi, come vedremo più avanti, per converso differenziati nella loro proiezione esterna.

 Intendiamo riferirci all’Arabia saudita, dove imperversa il giovane figlio del sovrano, Mohammed bin Salman, e agli Emirati arabi uniti (UAE) dove domina la personalità dell’altrettanto intollerante autocrate, Mohammed bin Zayen al Nayan, anch’egli principe ereditario, di fatto alla guida del Paese, viste le precarie condizioni di salute del Presidente Khalifa bin Zayed al-Nahyan, suo fratellastro, a riposo forzato (e dorato) in una lussuosa villa nella ridente Costa Azzurra francese, essendo stato vittima di un ictus quattro anni fa.

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