Sostegno a Julian Assange

 

Il giornalista J. Assange nel corso della sua carriera ha rivelato ciò che presidenti, primi ministri e CEO non vogliono che si sappia. I giornalisti hanno il diritto, anzi l’obbligo di condividere le informazioni, in particolare quelle che i potenti vogliono tener nascoste.

Ecco perché da sei anni egli è prigioniero nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Ha cercato asilo là temendo a ragione che un’accusa contro di lui – ora caduta – di violenza sessuale in Svezia l’avrebbe consegnato nelle mani delle autorità americane.

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Senato degli Stati Uniti per vietare forniture di armi degli Stati Uniti alla Turchia su potenziale acquisto del sistema russo S-400

28 giugno 2018

                       


Il 19 giugno il Senato degli Stati Uniti ha adottato una legge sulle autorizzazioni sulla difesa nazionale per l'anno 2019, che obbliga il Segretario alla Difesa a presentare un rapporto speciale riguardante il potenziale acquisto da parte della Turchia, del sistema di difesa aerea / missilistica S-400 dalla Russia. Nel documento è dichiarato che:
“…Non oltre 60 giorni dopo la data di entrata in vigore della legge, il Segretario della Difesa, in consultazione con il Segretario di Stato, deve presentare alle commissioni parlamentari competenti, un rapporto sullo stato delle relazioni degli Stati Uniti con la Repubblica di Turchia.

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Le origini naziste della NATO

22 Aprile 2018

 


Potete trovare facilmente sul web la storia delle ratline (sentieri dei ratti) e di come il Vaticano partecipò alla sua logistica. Consisteva in una serie di vie, punti di transizione e di destinazione, per alcuni personaggi nazisti che il governo degli Stati Uniti assunse, che facilitarono il loro reclutamento attraverso la clandestinità. Da qui il riferimento ai ratti.

Questa conversione dal nazismo alla parte occidentale contro il comunismo è stata solo formale, dal momento che il Reich cercò nella seconda guerra mondiale di sconfiggere l'Unione Sovietica. Come sappiamo, non ci riuscì. Ma alti comandanti militari nazisti furono riciclati nella struttura della principale coalizione transatlantica guidata dagli Stati Uniti contro il blocco sovietico.

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Siria: Testimonianze dirette dei Padri da Damasco e Aleppo.

“La popolazione vuole vivere in pace e non sotto l’incubo delle bombe”.

Padre Bahjat Elia Karakach è francescano della Custodia di Terrasanta, superiore del convento francescano di Damasco, principale parrocchia cristiana di rito latino della capitale.

Le parole, ma soprattutto l’audio, in italiano, sono molto esplicativi. Di una schiettezza sconcertante ed emozionante. (Tiziano Tussi)

Siamo stati svegliati alle 4 di notte dal sibilo dei missili e abbiamo capito che gli attacchi erano in corso. Si sono udite delle esplosioni nei dintorni di Damasco. Qui al centro tutto è tranquillo ma la gente è preoccupata per il futuro”.

Così padre Bahjat Elia Karakach, , racconta l’attacco missilistico. “Sapevamo che esisteva l’intenzione di bombardare da parte degli Usa dopo il presunto attacco chimico alla Ghouta orientale ma la speranza era riposta in un’indagine oggettiva sull’uso di armi chimiche e che per questo non ci sarebbero stati lanci di missili”, dichiara il frate che spera non si ripeta quanto già avvenuto in Iraq che fu invaso nel 2003(da una coalizione formata per la maggior parte da Stati Uniti e Regno Unito, e con contingenti minori di altri Stati, ndr) perché il regime di Saddam Hussein era stato accusato di possedere armi di distruzione di massa. Armi che non furono mai trovate. La volontà è distruggere la Siria. Il progetto va avanti con le bombe. Non ci resta che pregare per la pace ora più che mai.

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La verità sulle operazioni militari Statunitensi in Niger

 

Non c'è stata alcuna effettiva discussione nei media ufficiali statunitensi e in quelli controllati dal governo sul motivo per cui Washington stia intensificando la sua presenza nello stato del Niger in Africa Occidentale.


Le notizie sulla morte di quattro berretti verdi statunitensi sono incentrate esclusivamente sulle nozioni di "una guerra al terrorismo", che ora sta raggiungendo il continente africano. In seguito la polemica si è spostata su una serie di accuse su quanto è stato detto durante una telefonata del presidente Donald Trump alla famiglia del soldato Afro-Americano ucciso, il sergente di 25 anni La David Johnson.

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