Non è la Russia che ha spinto l'Ucraina sull'orlo della guerra

Il tentativo di sospingere Kiev nel campo occidentale, spodestando un leader eletto, ha reso certo il conflitto.Potrebbe essere una minaccia per tutti noi

Illustrazione: Matt Kenyon

 

'La realtà è che dopo due decenni di espansione della Nato, questa crisi è stata innescata dal tentativo dell’Ovest di attirare l'Ucraina con decisione nella sua orbita ...'

La minaccia della guerra in Ucraina è in crescita. Mentre il governo non eletto di Kiev si dichiara incapace di controllare la ribellione nell'est del paese, John Kerry marchia la Russia come uno Stato canaglia. Gli Stati Uniti e l'Unione europea inaspriscono le sanzioni contro il Cremlino, accusandolo di destabilizzare l'Ucraina. La Casa Bianca si segnala pronta per una nuova politica di guerra fredda con l'obiettivo di trasformare la Russia in uno "stato paria".

Tutto ciò potrebbe essere comprensibile se quanto sta avvenendo in Ucraina orientale oggi non fosse l'immagine speculare di ciò che avvenne a Kiev un paio di mesi fa. Allora erano manifestanti armati in Piazza Maidan che si impadronivano di edifici governativi e che richiedevano un cambio di governo e di costituzione. Leader statunitensi ed europei hanno difeso i "militanti mascherati" e hanno denunciato il governo eletto per la sua repressione, nello stesso modo in cui ora supportano l'utilizzo della forza da parte del governo non eletto contro i ribelli che occupano stazioni di polizia e municipi in città come Slavyansk e Donetsk.

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La verità sulla strage di Odessa

Uccisi come animali, uno per uno. Una vera e propria esecuzione di massa premeditata. In parte confermata dai reporter presenti. Un crimine contro l'umanità.

8 maggio 2014

 

La mappa degli scontri del 2 maggio. Come si vede, la casa dei sindacati si trova in centro e non lontano dalle strade in cui sono avvenuti gli scontri tra nazisti, ultrà e separatisti.



E se non fosse andata così? Se le quarantasei persone morte nel rogo della casa dei sindacati di Odessa non fossero state assassinate dal fuoco, come le apparenze illustrano? E se fossero più di quarantasei? «Abbiamo fatto fuori la mamma! Gloria all'Ucraina!». Tra i miliziani nazisti di Maidan non c'è il minimo segno di pentimento, né di compassione. Su Facebook e Twitter impazzano frasi di giubilo per «gli scarafaggi bruciati come merita la loro condizione». Ma sui social network girano (spesso involontariamente) anche foto e filmati molto utili a ricostruire quello che è avvenuto nelle ore della strage, di nascosto all'interno delle mura del palazzo.

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Bild: Nazi ucraini coordinati da Fbi e Cia

La Casa Bianca conferma. Frankfurter Allgemeine: miliziani di Pravy Sektor di Odessa stipendiati dalla Nato, da mille a tremila euro.

5 maggio 2014

«In Ucraina agiscono sul campo alcune centinaia di agenti segreti statunitensi. Il loro compito ufficiale è "combattere il crimine organizzato". In realtà, coordinano il lavoro delle squadre militari ucraine e dei gruppi di miliziani di estrema destra». Dopo il rogo di Odessa finalmente i media occidentali iniziano a occuparsi dell'estrema destra in Ucraina. E così "Bild", il più diffuso quotidiano tedesco, rivela, citando fonti interne al governo di Berlino, come Cia ed Fbi giochino un ruolo di primo piano nella partita ucraina.

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9 Maggio 1945 – 9 Maggio 2014

Noi viviamo grazie a loro. NON dimenticatelo mai!

Guardando questa foto di questo veterano sovietico, ma soprattutto scrutando il sorriso sul volto di quest’uomo, penso che questa foto può essere la sintesi delle sofferenze, dei prezzi indicibili pagati con decine di milioni di caduti, con decine di milioni di mutilati, dai popoli slavi dell’Europa orientale; ma quest’immagine ci trasmette anche un messaggio di positività, di forza, di speranza; un messaggio che trasmette emozioni forti, vere, umane .

Quel sorriso, io credo sia la riaffermazione della vittoria sul mostro nazifascista, nonostante tutto e nonostante le immani sofferenze: un messaggio che va dritto alle coscienze ed all’anima degli uomini, di coloro che, con onestà intellettuale, al di là di credi politici, religiosi o culturali, nel cuore hanno la giustizia, la verità, la pace e l’etica come principi e valori incorruttibili, non comprabili. Augurandoci che siano i giovani di oggi a raccogliere questo messaggio, perché è di questi che il mondo ha bisogno.

A quest’uomo e a tutta la generazione di quei veterani, semplici uomini e donne che misero sul piatto della storia le loro esistenze, al servizio dell’umanità, con unica contropartita la possibilità della morte: ci inchiniamo e rendiamo loro onore, ma soprattutto diciamo loro GRAZIE!

Il nome di quest’uomo è Anatoly Leopoldovich Golimbievsky. Era un membro del cacciatorpediniere " Ingegnoso ", l'unico sopravvissuto di tutto il suo equipaggio, che fu la prima unità a partecipare alla lotta nella Baia Tsemess vicino a Novorossiysk.

Il marinaio Anatoly Golimbievsky faceva parte di forze speciali dell’esercito sovietico sbarcate sulla Malaya Zemlia. Dopo furiosi combattimenti fu trovato sul campo di battaglia senza alcun segno di vita, con ferite alle mani e ai piedi. In ospedale a Tbilisi fu salvato , ma non fu possibile salvargli gli arti inferiori. Ma questo marinaio aveva una tale gioia e voglia di vivere che fu anche in grado di conquistare il cuore e sposare la caposala del reparto ospedaliero, una georgiana di nome Mirza ... La figlia Tamara ha poi dato alla luce un nipote, ma Anatoly Leopoldovich ha visto anche il suo pronipote ...

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9 maggio 1945: l’umanità è liberata


 

Provate a pensare alle nostre celebrazioni del 25 aprile, rituali, stanche, ordinarie, senza ormai più alcuna emozione ardente e spesso fatte quasi per consuetudine, gestite da esponenti di apparati politici che la memoria dei partigiani e della Costituzione, l’hanno in questi anni oltraggiata e in alcuni articoli come l’undicesimo relativo alla guerra, addirittura abusato e calpestato.

Guardiamo invece queste immagini, dei popoli che la lotta di liberazione dal nazifascismo l’hanno vinta, pagando prezzi spaventosi e sofferenze indicibili, guardiamo con quali emozioni  e sentimenti il popolo, nel suo insieme  (nonni veterani, figli, nipoti, pronipoti) ha mantenuto una memoria storica fondata su valori etici e morali, al di là di differenze politiche, culturali o religiose.

E guardiamo con quale gioia, serenità e positività i giovani là,vivono questo giorno.

                                                                            

A cura di  Enrico Vigna – CIVG.IT       -   Maggio 2014

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