Decolonizzare la Palestina storica

Decolonizzare la Palestina storica è l'unico modo

per evitare che Israele, uno Stato criminale e fascista,

continui la sua politica di aggressione, minacciando la pace nel

Mediterraneo e nel mondo.

 

La retorica dell'impotenza

Alcuni comunicati diffusi in queste ore utilizzano nei titoli l'esortazione Fermiamo Israele.

Siamo seri, non li abbiamo mai fermati, né li fermeremo questa volta. Solo gli Hezbollah li

hanno fermati. I movimenti di solidarietà e i movimenti antiguerra non sono mai stati così

impotenti. Privi di un minimo comune denominatore, divisi su ogni questione sia strategica

che tattica, minati al loro interno da manovre di manipolazione e di diffamazione del

dissenso antisionista, non hanno la capacità di indire nemmeno una manifestazione

nazionale o europea per contrastare le infami dichiarazioni della signora Catherine Ashton,

alto rappresentante per la politica estera e di difesa dell'Unione Europea: Hamas deve

cessare il lancio dei razzi, Israele deve assicurare che la risposta sia proporzionale, o di

Mario Monti: L'Italia ha un rapporto speciale con Israele.

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Il Presidente dell'Iran, Ahmadinejad incontra una delegazione di rabbini antisionis

Il Presidente dell'Iran, Ahmadinejad incontra una delegazione di rabbini antisionisti

 

27 Settembre 2012 - New York City

 

Una delegazione di rabbini anti-sionisti si è incontrata Giovedi 27 settembre 2012 con il Presidente Iraniano durante la sua visita a New York per l’ONU. Il Presidente insieme a un entourage scelto, che comprendeva l'Ambasciatore Iraniano alle Nazioni Unite, ha accolto calorosamente la delegazione; le parti hanno poi conferito per circa una mezz'ora.
Il Presidente ha onorato il capo della delegazione, il Rabbino Senior Moshe Dov Beck, un sopravvissuto all'Olocausto, prima di aprire la riunione. Il rabbino ha parlato in yiddish mentre il suo collega, il rabbino Yisroel Dovid Weiss ha tradotto in inglese.
Il rabbino ha esordito salutando il Presidente e ringraziandolo per aver concesso del suo tempo prezioso, che, il rabbino ha osservato, dimostra il suo calore per il popolo ebraico, non solo nella sua paese, ma anche all'estero.

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Le immagini di Gaza

ANGELO D’ORSI – Le immagini di Gaza

 

Guardo le foto. E mi sembra un macabro scherzo. Guardo le foto. E non riesco a crederci. Le riguardo, mi soffermo sui volti color cenere, le macchie della pelle, gli occhi ora sbarrati, ora socchuisi, ora, infine, chiusi e destinati a mai più riaprirsi. Le foto dei bambini di Gaza.

 

 

Quelli più grandicelli – forse 7-8 anni – sono rivesti della bandiera della Palestina, quelli più piccini, in verde islamico, con decorazioni; i neonati fasciati da lenzuolini bianchi, piccoli sudari. Guardo i volti severi, composti, pieni di dolore contenuto, dei loro genitori; una di queste immagini rappresenta un corteo funebre. Due corpicini portati delicatamente tra le braccia dei loro padri: un terzo uomo (sono tutti molto giovani), al centro, regge le teste, le piccole teste, ricoperte da un velo candido; sono i corpi senza vita di Jumana e Tamer, la cui vita è stata fermata prima che raggiungesse il quarto anno. Gli uomini camminano, non piangono, non mostrano neppure odio, ma intuisci dietro le maschere facciali, ferme, come inerti, intuisci disperazione: un’assoluta, semplice disperazione.

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44mo anniversario della Rivoluzione del 17- 30 luglio 1968

Comunicato del Partito Arabo e Socialista Baath in occasione del 44mo anniversario della Rivoluzione del 17- 30 luglio 1968

 

In quest’occasione l’identità di lotta del Baath si radica e conferma la sua nobile missione.

Figli Moujahid del nostro popolo!

Figli della nostra Nazione Araba Gloriosa!!

Celebriamo oggi il 44mo anniversario della grande rivoluzione del 17-30 luglio: la rivoluzione del Baath in Iraq che ha espresso attraverso le sue grandi realizzazioni l’identità di lotta, patriottica, nazionale democratica e socialista. Questa rivoluzione ha incarnato essa stessa il carattere e l’identità rivoluzionaria del popolo iracheno e fu, a dire il vero, il lato raggiante delle due rivoluzioni del luglio del 1958 e dell’8 febbraio 1963. In effetti, fu il Baath che affrontò le tendenze deviazioniste del tiranno Abdel Karim Passim, che svierà dagli obiettivi patriottici e nazionalistici della Rivoluzione del 1958, allorquando il Baath intraprese una lotta senza tregua per circa 5 anni coronata con la rivoluzione dell’8 febbraio del 1963 che mise fine alla dittatura di Qassem. In seguito, quando Abdelsalam Aref e la sua cricca hanno tradito le loro promesse e si sono impadroniti del potere il 18 novembre 1963, i valorosi militanti del Baath li affrontarono con determinazione per 5 anni, coronati con la Rivoluzione del 17-30 luglio che realizzò tramite sforzi immensi il grande edificio del Movimento Rivoluzionario Arabo moderno: con la liquidazione della rete di spionaggio sionista nel 1969, una profonda riforma agraria, la rivoluzione agricola e il provvedimento dell’11 marzo 1970 che permetterà la soluzione pacifica e democratica della questione Kurda e instaurerà un’autonomia per i figli del popolo Kurdo. Inoltre, come dimenticare la decisione storica di nazionalizzare il petrolio l’1 luglio 1973, che fu il motore di uno sviluppo gigantesco e senza eguali, all’interno dell’edificio socialista aperto sugli immensi orizzonti della Nazione che portava al suo seno il frutto di una vera democrazia del popolo.

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Il dovere di non dimenticare

Settembre 1982-Settembre 2012… Sabra e Chatila

IL DOVERE DI NON DIMENTICARE

 

 

   

 

- Maggio 2003…: Jenin, Palestina

“…il paesaggio sfida qualsiasi descrizione. Un incarnazione dell’orrore, una visione dopo un uragano. Case distrutte, in tutto o in parte, rottami di cemento e di ferro, grovigli di fili elettrici. Auto polverizzate dai carri armati o dai missili, aggiungono una dimensione di barbarie a questo spettacolo spaventoso. Un puzzo acre di cadaveri aleggia sulle macerie…”

( A.Kapeliouk- LeMondeDiplomatique, Maggio 2003)

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