CIVG Informa N°14 - Iraq Notizie: Aprile 2013

Aprile  2013

   IRAQ NOTIZIE  

a cura del Centro Iniziative Verità e Giustizia

 

 

    Iracheni caduti     ….FINO al dicembre 2012

 

 

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Che cosa accade veramente sulla “linea della resistenza” nel Vicino Oriente?

 

A quasi due anni dall'inizio della cosiddetta «rivolta siriana» ed a meno di quattro mesi dalle elezioni parlamentari in Libano e presidenziali in Iran, il quadro politico (e la dimensione militare, per qual che concerne il caso siriano) interno ai Paesi facenti riferimento al menzionato «Asse della Resistenza» nel Vicino Oriente, può considerarsi più che mai in evoluzione. Il 21 febbraio 2013 l'edizione serale del telegiornale del secondo canale della tv pubblica italiana (Tg2), attribuiva sostanzialmente alla reazione popolare, spontanea ed autonomamente organizzata, della «società civile» siriana, al pestaggio, da parte della polizia, di alcuni adolescenti rei di aver apposto murales «anti-regime» per le vie della città di Deraa (situata nella Siria meridionale, al confine con la Giordania), l'origine del «conflitto civile» che dal marzo 2011 insanguina il Paese. Una disamina dei fatti, se così la si poteva definire, scadente finanche nel grottesco, se non fosse che a proporla quale «verità rivelata» era stato un autorevole notiziario pagato con i denari del contribuente e non un qualsivoglia ciarlatano del chiacchiericcio giornalistico in vena di grette banalizzazioni e distorsioni palesi dei fatti storici a scopo politico-propagandistico. A meno che, nell'ambito della precedente definizione, non si voglia includere l'intera «offerta informativa» e di «approfondimento politico» del servizio pubblico radio-televisivo italiano[1].

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Lettera aperta a Beppe Grillo 2.0

Caro Beppe, sono padre Benjamin. Oltre ai miei complimenti per la tua performance e quella degli eletti M5S, voglio dirti quanto fai bene non concedere interviste ai giornalisti della stampa e televisione. Si sa che nelle loro Redazioni devono rendere conto agli ordini venuti dall’alto e seguire le “istruzioni dell’Azienda”. Ben pagati (dalle lobby dell’informazione) devono obbedire o tornare a casa. Per questo, i giornalisti della RETE sono liberi di scrivere e di raccontare il vero. Anche a me stanno sulle palle questi giornalisti che proclamano il falso per denigrare, per offendere, per screditare e distruggere i testimoni di verità. Come si divertono sulle tue spalle in questi giorni! Mi è rimasto sullo stomaco il criminale George W. Bush, che ha la lingua nera per gli effetti delle sue menzogne e la coscienza più nera ancora, e sta tranquillo nel suo ranch del Texas quando Tareq Aziz, che aveva dichiarato la verità, sta morendo in carcere a Baghdad. Hai mai sentito un giornalista in televisione raccontare il vero sull’Iraq, sulla Libia, su quello che sta realmente accadendo in Siria, in Mali e soprattutto nella grande democrazia dell’Arabia Saudita, dove stano accadendo un sacco di cose interessante in un perfetto silenzio stampa? Nel 2007 hai pubblicato sul tuo blog la mia lettera sull’IRAQ http://www.beppegrillo.it/2007/09/una_lettera_di_1.html nella quale denunciavo una prassi disgustosa di manipolazioni delle coscienze di giornalisti che hanno promosso, senza vergogna, le bugie pronunciate in 935 discorsi da George W. Bush e dalla sua criminale Amministrazione sulle armi di distruzioni di massa di Saddam Hussein e altre montagne di menzogne.

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Armi croate per i ribelli siriani

27-02-013

NEW YORK/ZAGABRIA | L’Arabia Saudita potrebbe aver finanziato l’acquisto di massicce forniture d’armi d’assalto provenienti dalla Croazia da usare per armare i ribelli siriani e sostenerli nella loro lotta contro il regime di Damasco, presieduto da Bashar Hafez al-Assad. La notizia è stata data dal New York Times (NYT), che si richiama a funzionari americani e occidentali.
Le fonti del quotidiano statunitense sostengono che le armi destinate agli insorti sono giunte in Siria attraverso la Giordania. Proprio gli armamenti in questione avrebbero consentito ai ribelli di mettere in difficoltà le truppe regolari e le milizie fedeli al presidente Assad. La fornitura di armi destinate ai ribelli svelerebbe la volontà di alcuni governi di assumere una posizione più attiva nei confronti della sommossa, che in circa due anni, stando all’ONU, avrebbe causato sui 70mila morti.
Stando al quotidiano newyorchese gli armamenti sarebbero destinati in primo luogo ai gruppi moderati, mentre si tenterebbe di escludere dalle forniture i gruppi jihādisti. Proprio per paura che le armi finissero in mani sbagliate, ossia in quelle dei gruppi terroristici l’Occidente avrebbe evitato per mesi di aiutare gli insorti. Ora però lo scenario sta mutando in quanto si teme che i jihādisti possano assumere un ruolo predominante nelle file dei ribelli.

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Lettera aperta di Jean Marie Benjamin a Tareq AzizEx Vice Primo Ministro del Governo della Repubblica d’Iraq, attualmente ancora prigioniero

Ringraziamo Padre J.M. Benjamin per aver accordato al CIVG l’autorizzazione alla pubblicazione di questo suo testo, datato ma, purtroppo, attuale.

Alla luce dei dolorosi avvenimenti che ogni giorno colpiscono la popolazione irachena, di cui lei non è a conoscenza, dal momento che nella sua prigione di Baghdad non è autorizzato a leggere giornali, a guardare la televisione o ad ascoltare la radio, le invio questa lettera. E’ un paradosso delle società occidentali democratiche e degli Stati di Diritto, ma purtroppo è così: quelli che dicono la verità vengono imprigionati da coloro che hanno mentito al mondo intero, da coloro che hanno ingannato e discreditato il Consiglio di sicurezza, gli ispettori delle Nazioni Unite e l’opinione pubblica mondiale. Lei è detenuto per aver detto la verità e aver accettato tutte le condizioni del Consiglio di sicurezza. Ricordo quello che mi diceva all’indomani della sua udienza con il Papa Giovanni Paolo II, il 14 febbraio 2003: “ho ripetuto al Santo Padre che noi non abbiamo più alcuna arma di distruzione di massa. Nel 1993 le avevamo già tutte distrutte”. Sono coloro che hanno bombardato unilateralmente e in violazione delle Leggi internazionali la popolazione irachena e fatto più di 110.000 morti, quelli che occupano militarmente l’Iraq dopo aver rovesciato il governo di un Paese membro fondatore dell’ONU, quelli che hanno torturato i detenuti nelle prigioni irachene, proprio loro rimproverano al suo governo di aver eliminato gli oppositori!

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