Quanto è distorta l'informazione sulla Siria. Intervista a Mons. Nazzaro

25-10-2013

C’è sempre il rischio di appassionarsi ad una grande tragedia del mondo e poi relegarla nel dimenticatoio. E’ il pericolo che sta correndo adesso la Siria. Ci può essere ancora un altro rischio, ovvero quello di farsi idee errate di episodi veri, o indignarsi per fatti mai esistiti nella realtà. La Siria può essere uno di questi casi e allora abbiamo chiesto a Monsignor Giuseppe Nazzaro, Vicario Apostolico di Aleppo dal 2002 fino alla scorsa primavera, di aiutarci a capire meglio cosa sia la Siria e cosa stia realmente avvenendo.

Monsignor Nazzaro, ci descrive la vita del popolo siriano e dei cristiani prima e dopo la rivolta?
Prima della rivolta si viveva in pace, vi erano delle differenze culturali e di religione ma c’era rispetto reciproco. Tenga presente che i cristiani si trovano in Siria da più di duemila anni, infatti dopo la predicazione del Vangelo di Gesù, iniziarono le persecuzioni e molti si rifugiarono in Siria. Il sinedrio mandò poi Saulo di Tarso (Paolo) a catturare i seguaci della dottrina cristiana per imprigionarli e portarli a Gerusalemme. Poi Paolo a Damasco si convertirà e diverrà uno di loro. Gli islamici arrivano in Siria nell’ottavo secolo e da subito hanno convissuto con i cristiani in maniera pacifica tanto che le famiglie cristiane sono rimaste come factotum della nuova amministrazione pubblica islamica. Il caso più eclatante è la famiglia dei Mansour, da cui discese anche San Giovanni Damasceno. Tale famiglia ha collaborato per molti anni con l’amministrazione musulmana. Ancora oggi si convive, tanto che gli oppositori del regime, che non sono i cosiddetti “ribelli”, non hanno nulla contro i cristiani.

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Il blocco dei BRICS, uno "tsunami economico", che diventa più grande all'orizzonte degli Stati Uniti

5 dicembre 2013

Gli Stati uniti non si rendono conto del potere delle cinque nazioni BRICS che diventeranno la prossima superpotenza economica del mondo superando gli Stati Uniti, dicono gli esperti.

"Secondo tutti i dati disponibili, sembra che questo gigante economico vada dritto nella direzione di guadagnare sempre più forza", scrive Michael Payne analista indipendente in un articolo Opednews.

L'analista, i cui articoli coprono una vasta gamma di argomenti, dall'economia alla politica estera, cita i seguenti indicatori economici: la popolazione totale del BRICS ammonta a circa 3.000 milioni di persone (43% della popolazione mondiale) e ha presentato un PIL complessivo di 15.000 miliardi di dollari nel 2012 quasi identico al PIL degli Stati Uniti che è di 15.680 miliardi nel 2012, secondo la CIA World Factbook [pubblicazione annuale della CIA che riporta i dati statistici fondamentali].

"La cattiva notizia per gli Stati Uniti è che il PIL di questi paesi continuerà a crescere costantemente nel futuro, mentre quello degli Stati Uniti è destinato a crescere lentamente nel migliore dei casi", dice Payne.

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L'Iran e la "carta dei diritti umani" dell'Occidente

In un articolo recentemente pubblicato da Fox News Benjamin Weinthal, un membro della Federazione per la Difesa della Democrazia (FDD) residente a Berlino, ha criticato la situazione dei diritti umani in Iran. I suoi argomenti hanno lo scopo di dimostrare l'impossibilità di negoziati con l'Iran, che sarebbe un regime "indegno" di negoziati. Tutto ciò consiste nel trasformare le notizie sulle violazioni dei diritti umani delle minoranze religiose (cristiane in particolare) in una leva geopolitica per ostacolare i negoziati resi possibili dalle aperture diplomatiche dell'Iran, ed i protagonisti di questa operazione sono interessi legati alle grandi compagnie della finanza, specialmente se essi si accompagnano alla diretta collaborazione degli Stati Uniti e dei loro alleati, tra i quali si annovera uno dei più oppressivi regimi del Medio Oriente (e del mondo), ovvero l'Arabia Saudita.

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Per Tarek Aziz


Appello alle Nazioni Unite da Padre Miguel d' Escoto Brockmann , ex Presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per la liberazione del signor Tariq Aziz , vice primo ministro iracheno prima dell’invasione del 2003

Sono, per dirla semplicemente, estremamente triste e arrabbiato per vedere un'altra grande ingiustizia perpetrata dagli Stati Uniti, che, nel mio paese Nicaragua, ha in anni recenti promosso, diretto, armato e finanziato una guerra non dichiarata di aggressione che ha provocato la la morte di 50.000 persone.

Questa volta, l'azione che a cui mi riferisco è stata presa nei confronti di un carissimo amico, un cristiano, con il quale andavo spesso in chiesa: Tareq Aziz , ex primo ministro dell'Iraq.

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Patrioti serbi contro l'aggressione alla Siria

ex ambasciatore, presidente del Movimento per la Serbia

              

Noi rappresentiamo una parte delle forze patriottiche in Serbia che aspirano a creare un fronte patriottico perché c'è bisogno di un fronte di liberazione che riunirà tutti coloro che non hanno paura di esprimere il loro punto di vista, e cioè che la Serbia ha bisogno di perseguire una politica indipendente nel proprio interesse, e di liberarsi della letale influenza straniera. Perché tutto il male che ci è successo in questi ultimi decenni deriva da loro.

Il momento è molto difficile, molto drammatico, molto temibile e pericoloso per tutto il mondo. Il loro obiettivo è un paese amico, ma anche se fosse un qualsiasi paese sotto una tale minaccia, varrebbe la pena di esprimere solidarietà e condannare la minaccia. La Siria e il popolo siriano sono sotto questa minaccia da circa due anni e mezzo. Per loro è stato applicato lo stesso scenario: uno scenario che gli artefici occidentali ammettono apertamente: quello che è stato usato nel caso del Kosovo, il tentativo di martoriare il paese e il suo popolo Quando non sono riusciti a realizzarlo mandandoci mercenari, gangster e i cosiddetti ribelli, quando non sono riusciti a destabilizzare il paese, allora sono passati alle minacce di un'aggressione militare.

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