Un nuovo laboratorio per la lotta contro il Covid19, donato dalla Cina alla Serbia, costruito in 5 GIORNI

19 maggio 2020

 

Otvorena laboratorija u KCS za 2.000 korona testova po danu: Evo ... IZA KULISA "VATRENOG OKA" Molekularni biolozi OD JUČE rade 24 sata ...

Otvorena laboratorija u KCS za 2.000 korona testova po danu: Evo ... IZA KULISA "VATRENOG OKA" Molekularni biolozi OD JUČE rade 24 sata ...

 

Il laboratorio nella capitale serba è stato costruito con una rapidità miracolosa. L’accordo era stato firmato il 12 aprile e tre giorni dopo, l'attrezzatura è arrivata dalla Cina. Il 20 aprile, esperti cinesi hanno iniziato ad addestrare i loro colleghi serbi a lavorare sull'attrezzatura.

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Ponte aereo per la salute nella rotta Belgrado – Pechino

26 marzo 2020

wzivadin

 

 

Intervista di Z. Jovanovic all'agenzia di stampa cinese Xinhua

Di recente, alcuni politici statunitensi hanno collegato il nuovo virus corona alla Cina e stigmatizzato la Cina, e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il "virus cinese" sui social media. L'Organizzazione mondiale della sanità e la comunità internazionale sono chiaramente contrarie a collegare il virus a paesi e regioni specifici.

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In attesa di un vaccino, una terapia possibile e poco costosa per il Covid-19

7 aprile 2020

 

Coronavirus: l'uso offlabel di clorochina fosfato efficace nella ...

 

In attesa di un vaccino, una terapia possibile e poco costosa per il Covid-19

La pandemia di Covid-19 sta mettendo a nudo i disastri che le politiche neoliberiste hanno creato nella sanità pubblica in numerosi paesi ed in particolare nel nostro, col taglio di finanziamenti, personale, posti letto, posti in terapia intensiva…. (1)

L’uscita da questa crisi è molto lontana, poichè dipende da un eventuale vaccino che verrà realizzato tra molti mesi, forse un anno. Anche in questo caso, comunque, il Covid-19 potrebbe non scomparire, ma diventare endemico. Ma cosa hanno fatto, e stanno facendo, vari paesi per contenere e battere l’infezione ? E cosa fare adesso, nell’attesa di un vaccino che, nella migliore delle ipotesi vedremo tra sei mesi ?

 

Cina

Il caso della Cina è particolarmente interessante.

 

2020 coronavirus patients in China.svg

 

Come si vede nel grafico (2), risulta veramente impressionante il numero di persone guarite (ad oggi, circa il 90% del totale). Viene da chiedersi come i cinesi siano riusciti ad ottenere questi eccellenti risultati.  Fin dall’inizio dell’epidemia i cinesi hanno testato una serie di medicinali e terapie (Favipiravir, Chloroquine Phosphate, Tocilizumab, Arbidol,  Convalescent Plasma, Traditional Chinese Medicine, Remdesivir, Stem Cell Trial, Blood Purification).

Molte di queste sono adatte ai casi di gravità pesante (14%) o critica (5%), ma uno in particolare ha mostrato effetti molto positivi per i casi leggeri o ordinari (81%). A seguito di un rapporto del 4 febbraio in cui si rilevava in vitro l’efficacia di una ‘’vecchia medicina’’, la clorichina fosfato (o idrossiclorochinaHCQ), nell’inibizione della sindrome respiratoria acuta indotta dal Covid-19,  si avviava la sperimentazione clinica di questo trattamento in più di 10 ospedali, e già il 15 febbraio 2020 questo veniva incluso nella 6a versione delle « Covid-19 Treatment Guidelines » della Commissione Nazionale della salute della Repubblica Cinese (3) come antivirale per i casi leggeri (500 mg x2 al giorno, per 10 giorni al massimo).

La clorochina è un vecchio farmaco antivirale usato da 70 anni come antimalarico, ma ha anche un ampio spettro di prorietà antivirali ed effetti sulla risposta immuniatria. E’  forse il medicinale più prescritto al mondo, utilizzato da più di un miliardo di persone, sia come terapia che come profilassi (ad es. chi si recava in zone malariche la assumeva fino a 2 mesi dopo il ritorno). Inoltre un suo derivato, la idrossiclorochina o clorochina fosfato viene utilizzato da decenni per trattare patologie autoimmuni (artrite reumatoide e lupus eritematoso). E’ difficile trovare un prodotto che ha un migliore profilo di efficacia e di tollerabilità della clorochina, in più con un costo è modesto, e quindi l’HCQ è il medicinale meno caro e più semplice per trattare il Covid-19 (5 € la confezione di Plaquenil con 30 compresse, contro le centinaia di € di altri antivirali). Inoltre, la clorochina non è sottoposta a brevetto, ormai scaduto.

Più del 90% dei pazienti cinesi sono stati così sottoposti al trattamento antivirale e iI risultati ottenuti, anche in confronto ad altri gruppi di pazienti con trattamenti diversi, hanno mostrato l’efficacia dell’idrossiclorochina per contenere l’evoluzione della polmonite, migliorare lo stato dei polmoni e abbreviare la durata della malattia. Clinicamente, era stato così osservato con certezza l’effetto terapeutico, qualunque sia la gravità della malattia, la febbre, lo stato dei polmoni, la durata della malattia…. Secondo i responsabili cinesi ‘’benchè la Covid-19 sia una nuova malattia infettiva, essa è evitabile e trattabile’’ (4).

Il 17 febbraio, tre ricercatori cinesi pubblicavano su una rivista scientifica un articolo dal titolo ‘’ Breakthrough: Chloroquine phosphate has shown apparent efficacy in treatment of COVID-19 associated pneumonia in clinical studies’’ (5) in cui riferivano dell’esperienza cinese.

 

Francia

Il 15 febbraio, il dottor Didier Raoult pubblicava con altri due colleghi lo studio ‘’Chloroquine for the 2019 novel coronavirus SARS-CoV-2’’ (6), e il 26 febbraio, un video di enorme risonanza dal titolo ‘’Coronavirus, fine di partita, perchè non fidarsi dei cinesi ?’’ (il titolo è stato cambiato a seguito di una denuncia di Le Monde) (7). Didier Raout è reputato il più grande esperto mondiale in materia di malattie trasmissibili (8), e dirige l’IHU (Institut Hospitalier Universitaire) Méditerranée-Infection de Marseille, che con più di 800 collaboratori, costituisce uno dei migliori centri di competenza in infettologia e microbiologia al mondo.

Raoult collabora da anni con i cinesi (che tra parentesi reputa anni in avanti nella ricerca e nell’organizzazione del sistema sanitario) sul tema delle polmoniti Sars ed è stato il primo ad utilizzare per diversi anni  l’idrossiclorochina nel trattamento di alcune malattie infettive, acquisendo un’enorme esperienza nel dosaggio di questa molecola. Nel 2007 pubblicava una ricerca sull’uso della clorochina per le malattie virali e per 4 tipi di coronavirus. A fine febbraio Raoult metteva a punto un protocollo terapeutico composto da HCQ (3x200 mg al giorno per 10 giorni) e azitromicina (300mg il primo giorno poi 250 mg/giorno per 5 giorni - un antibiotico che combatte le infezioni batteriche), protocollo destinato ai casi asintomatici o leggeri, ma poco o per nulla utile per i casi gravi, in cui i polmoni sono ormai compromessi. Testava poi il protocollo su un gruppo di pazienti e rilevava, come già i cinesi,  nella maggior parte dei pazienti non solo una remissione della malattia ma anche una diminuzione e scomparsa della carica virale entro i 5-6 giorni (il che riduce la loro capacità infettiva e quindi la durata del loro isolamento). Ad oggi (6.4.2020) l’IHU ha trattato 2179 registrando solo 9 decessi (4 x mille), mentre a Marsiglia sono state testate piuù di 20.000 persone.

Il ‘’protocollo Raoult’’ veniva subito accolto con scetticismo e anche sarcasmo dalla comunità scientifica francese. Raoult veniva definito un santone, un guru, un genio del marketing…. , e la clorochina un ‘’miraggio’’ o una ‘’falsa speranza’’.

Giornaloni come Le Monde, organo supremo dei globalisti francesi, Liberation, l’Agence France Presse (9), reti televisive pubbliche e private (come BFM Tv), qualificavano le ricerche del professor Raoult di esagerazioni o Fake News, criticando il fatto che non si era fatta una sperimentazione con tutti i crismi scientifici, la debolezza metodologica, la sottovalutazione dei possibili gravi effetti secondari, la pericolosità dell’uso in automedicazione, l’inaffidabilità degli studi cinesi, ecc. Le Ministère de la Santé negava l’efficacia della clorochina, e l’Haut Conseil de Santé Public raccomandava di non usare la clorochina se non per i casi gravi, contrariamente a quanto sostiene Raoult. Nei telegiornali vengono ospitati di preferenza gli esperti foraggiati dall’industria farmaceutica, personalità (come il famoso pedofilo Cohn-Bendit) contrarie al ‘’metodo Raoult’’. Didier Raoult riceve anche minacce di morte.

Tra gli antagonisti del dottor Raoult vi è l’importante INSERM (Institut National de la Santé et de la Recherme Médicale), diretto da Yves Lévy, marito della ex ministra della Salute Agnés Buzyn che il 20 gennaio aveva inserito (guarda caso) Plaquenil (idrossiclorochina) tra le ‘’sostanze velenose’’, dopo che era in libera vendita nelle farmacie da 50 anni. (Lo stesso istituto aveva collaborato alla creazione del laboratorio P4 di Wuhan). Naturalmente, contro questo protocollo  si sono uniti gli interessi delle grandi case farmaceutiche e le gelosie di esperti che ambiscono a onori (magari il Nobel) e riconoscimenti (anche economici) per le loro scoperte nella lotta contro il Covid-19.

La guerra mediatica infuria. Il governo prima ignora, poi minimizza, poi boicotta, autorizzando dal 27 marzo solo l’uso ‘’compassionevole’’ (per chi è in fin di vita), poi promettendo uno studio scientifico ‘’indipendente’’ della durata di alcune settimane, ….. Molti, sia privati che medici ed esperti, denunciano lo ‘’scandalo di Stato’’, che porta ad ignorare un rimedio facile e poco costoso, mentre muoiono migliaia di persone e di sanitari.

Di fronte alla passività dei poteri pubblici, il 22 marzo il dott. Raoult e i suoi colleghi si appellano al giuramento di Ippocrate e decidono di applicare autonomamente il protocollo (non autorizzato) a tutti coloro che si rivolgono all’IHU.

Si forma un gruppo Facebook di sostegno al dottor Raoult (10) che già oggi supera i 425.000 iscritti che riporta numerose testimonianze positive sull’uso dell’idrossiclorochina  mentre l’ex ministro della salute e medico Douste-Blazy ha lanciato una petizione ‘’Traitement Covid-19, non perdiamo più tempo’’ che ha già raggiunto 391.000 firme (al 7 aprile) per il libero utilizzo del protocollo Raoult da parte dei medici di famiglia.  ‘’In un momento in cui le nostre strutture mediche sono sature, perché vietiamo ai medici sul campo di curare, come hanno sempre fatto, caso per caso, i loro pazienti che conoscono bene, con medicine di cui conoscono perfettamente eventuali controindicazioni e dosaggi?’’ Qualcuno addirittura vuole che Macron sia messo in stato di accusa per ‘’epidemia colposa’’.

A seguito della pressione popolare il governo ha fatto d’urgenza inserire (sotto la direzione dell’INSERM) l’HCQ nella sperimentazione europea ‘’Discovery’’ di 5 diverse modalità di trattamento destinata a coinvolgere 800 malati francesi.

Intanto il protocollo fa furore in molti paesi (Belgio, Svizzera, Israele, Corea del Sud, Algeria, Senegal…..) e addirittura (apriti cielo) il Presidente Trump lo indica come trattamento promettente per gli USA. Il dottor V. Zelenko di New York riporta di aver trattato 699 pazienti con HCQ, azitromicina e zinco con la guarigione del 100% dei casi, senza morti e intubazioni.

 

E in Italia?

Un precedente interessante: Andrea Savarino, un virologo italiano che oggi lavora all’Istituto Nazionale della Sanità, dal 1994 ha studiato la clorochina e i suoi potenziali utilizzi nella lotta a diverse malattie infettive. Durante lo scoppio dell’epidemia della SARS del 2003, - anche quello un Coronavirus – egli dimostrò nella ricerca di laboratorio, in vitro, che la clorochina può essere un’utile arma contro di essa. Ma al tempo della pubblicazione della ricerca su The Lancet nel novembre 2003, la Sars era stata debellata e quindi non vi erano dei casi umani su cui testare. La sua intuizione è alla base delle attuali profilassi. Oggi Savarino reputa molto importante l’utilizzo della Clorochina contro il Covid-19.

Le polemiche francesi non sono passate inosservate in Italia. I grandi giornali hanno preso naturalmente le parti dei “colleghi” francesi, cercando di ridicolizzare o almeno sminuire le ricerche del dott. Raoult (11). Solo ultimamente, di fronte all’evidenza del successo di questa profilassi, hanno adottato toni più moderati, anche se sempre non manca un’ombra di dubbio (12).

Negli ambienti medici si stanno moltiplicando i casi in cui, senza naturalmente nessuna indicazione o aiuto, o meglio ‘’contro” le indicazioni degli organi superiori (Prevenzione Civile, ISS, Ministero della Salute, AIFA, OMS, EMA …. ) dei dirigenti ospedalieri o di ASL hanno adottato il protocollo ‘’incriminato”, destinato a combattere la malattia attraverso i medici di famiglia e quindi ad alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere. Di fronte alla pressione ‘’dal basso’’ si è fatto comunque un notevole passo avanti: con Determina n. 258 del 17 Marzo, l’Aifa finalmente ha autorizzato l’utilizzo e la rimborsabilità anche in regime domiciliare e a carico del SSN per tre mesi dei medicinali Clorochina, idrossiclorochina per il trattamento dei pazienti affetti da infezione da SARS-CoV2 (COVID-19).

Ed ecco alcune esperienze sul campo che potrebbero, in teoria, indicare una via promettente di risposta all’epidemia, associata ad una attività determinata di depistamento (e isolamento) dei casi positivi.

Nell’articolo del Fatto Quotidiano del 3 aprile ‘’Coronavirus e idrossiclorochina: il punto sulla sperimentazione domiciliare con i medici che la stanno portando avanti’’ (13) il Direttore dell’ASL di Alessandria Roberto Stura e quello della USL di Piacenza Luigi Cavanna relazionano sui risultati molto positivi riscontrati nella loro pratica.

A Bologna, presso il Policlinico di Sant’Orsola il direttore Pier Luigi Viale ha avviato con successo il Piano “Se avete febbre, aspettateci” che prevede la somministrazione a domicilio di cloro china (14)

Pietro Luigi Garavelli è il primario di Malattie Infettive all'ospedale universitario "Maggiore della Carità" , che tra l’altro sostiene che il 70-80% di noi contrarrà il virus Covid-19, prescrive a casa la clorochina per i contagiati (15)

Naturalmente c’è anche qualcuno che cerca di appropriarsi i meriti della terapia. Per esempio il famoso Burioni a “Che tempo che fa”, afferma di stare portando avanti delle sperimentazioni con l’HCQ, come se queste non fossero già state effettuate: ‘’Non correte a comprare il Plaquenil e non assumetelo di testa vostra: mentre l’efficacia non è ancora certa, gli effetti collaterali del farmaco sono comunque possibili”. Prima bisogna avere il suo benestare.

Quello che è chiaro, comunque, è che manca una politica nazionale sul tema delle terapie, che vengono lasciate all’iniziativa delle singole realtà. E purtroppo, visto le esperienze tragicomiche (più tragiche che comiche) delle mascherine e dei tamponi, che hanno messo in luce l’assoluta impreparazione e incapacità previsionale dei responsabili del nostro sistema sanitario (il migliore del mondo), è facile prevedere che, quando finalmente risulterà evidente l’utilità di una terapia generalizzata ed economica per i malati di Covid-19 in forma leggera o addirittura come misura profilattica, verranno a mancare le medicine a base di idrossiclorochina, salvo in quelle strutture sanitarie o Asl che ne stanno facendo scorta.

Ultima ora, finalmente un cambio di rotta? Da Repubblica 7.4.20 articolo di Michele Bocci: (titolo) Clorochina, il farmaco della speranza. Ora anche l’Italia lo vuole produrre. (Sottotitolo) Il Ministero della Salute si affida allo Stabilimento chimico militare per avere scorte della molecola antimalarica.Oggi si usa per l’artrite, ma solo i privati la commercializzano. I test però indicano forti controindicazioni

 

B. Gandino, 7.4.20 per CIVG.IT

 

Note

1) https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/covid-19-tagli-servizio-sanitario-nazionale-chi-li-ha-fatti-perche/b18749f6-736d-11ea-bc49-338bb9c7b205-va.shtml

 

2) https://en.wikipedia.org/wiki/2019%E2%80%9320_coronavirus_pandemic_in_mainland_China#/media/File:2020_coronavirus_patients_in_China.svg

 

3) http://www.gov.cn/zhengce/2020-02/19/content_5480958.htm (in cinese, ma traducibile automaticamente) National Health Commission of the People's Republic of China - COVID-19 treatment guidelines (6th version).

 

4) http://www.nhc.gov.cn/xcs/yqfkdt/202002/f12a62d10c2a48c6895cedf2faea6e1f.shtml (in cinese, ma traducibile automaticamente)

 

5) https://www.jstage.jst.go.jp/article/bst/14/1/14_2020.01047/_article

 

6) https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0924857920300662?via%3Dihub - ’Chloroquine for the 2019 novel coronavirus SARS-CoV-2

 

7) https://www.youtube.com/watch?v=mJl2nPHAo2g

 

8) http://expertscape.com/ex/communicable+diseases

 

9) https://factuel.afp.com/coronavirus-la-chloroquine-une-piste-tres-preliminaire-prendre-avec-prudence-selon-des-experts

 

10) https://www.facebook.com/groups/DidierRaoultVsCoronavirus/

 

11) https://www.ilfoglio.it/salute/2020/03/17/news/cosa-sappiamo-davvero-del-farmaco-anti-malaria-che-potrebbe-curare-il-covid-19-306662/

 

12)Elena Dusi – La Repubblica 6/4/2020 – Meno ricoveri più guarigioni. E ora si punta a terapie mirate

 

13) https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/03/coronavirus-e-idrossiclorochina-il-punto-sulla-sperimentazione-domiciliare-con-i-medici-che-la-stanno-portando-avanti/5759037/

 

14) http://www.bolognatoday.it/cronaca/cure-domicilio-coronavirus-emilia-romagna.html

 

15) https://www.radiopnr.it/notizia?t=1&id=12072-garavelli-epidemia-difficile-stabilire-quando-ci-sara-il-picco.html

 

Biotecnologia cubana: il precursore

SCIENZA / INTERFERONE ALFA2B

 

Genoma Editing: biotecnologie e agricoltura sostenibile al Dafne ...

 

Ottenere l’interferone da leucociti umani a Cuba, è stata un'impresa avveratasi in meno di cinque mesi. Un piccolo gruppo di professionisti, intervistato dalla rivista Bohemia (bohemia.cu), ebbe il privilegio portare con successo a termine il compito affidato loro e supervisionato direttamente da Fidel Castro, autore intellettuale del lavoro scientifico che iniziò il suo percorso di sviluppo 35 anni fa.

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Coronavirus: ideato in Russia un ventilatore per aiutare a respirare quattro pazienti contemporaneamente

3 aprile 2020

В ФМБА России разработана технология обеспечения и вентиляции ...

 

Mentre nel “grande paese Italia, siamo ancora alla ricerca delle “mascherine” e valorosi infermieri e medici, stanno supplendo alla tragica situazione sanitaria del paese, che fortunatamente non ha (ancora?) investito l’Italia meridionale, con le sue ataviche carenze dell’apparato sanitario, la scorsa settimana è stato presentato ai media russi, dal capo dell'Agenzia Federale Medico Biologica (FMBA) Russa e Ministro della Sanità, Veronika Skvortsova, un dispositivo di ventilazione polmonare artificiale (IVL), ideato all’interno dell’Agenzia, che può aiutare contemporaneamente quattro pazienti.

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