Kosovo Notizie - Corte Eulex

Su Eulex in Kosovo sono pendenti le accuse di sentenze – tassametro

 

L’avvocato inglese Maria Bamieh è molto decisa e le sue accuse determinate, precise. Quindi, o la donna soffre di qualche disturbo che la fa sentire vittima, o un bel pezzo di uffici giudiziari di Eulex in Kosovo dovrebbero essere trasferiti semplicemente in carcere. O clinica o galera. Quando?

L’alternativa è drammatica e seppellisce comunque la credibilità residua della missione giudiziaria europea in Kosovo: o clinica psichiatrica o prigione. Il sito inglese ‘dailymail.co.uk’ ovviamente dà attenzione e credito alla denuncia fatta dalla sua concittadina. Con un disegno kosovo di fattura anglosassone meritevole di attenzione: «Quindici anni dopo il conflitto, il Kosovo rimane una regione senza legge, con gangster, politici corrotti e criminali di guerra che minacciano l’integrità delle frontiere dell’UE». Traduzione dall’inglese, sia chiaro, pur se il Kosovo è prodotto americano.

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Jugoslavia distrutta dall’Occidente, serbi demonizzati

Intervista a Radovan Karadzic   -    9 gennaio  2015

 

 

La guerra in Bosnia si concluse il 14 dicembre 1995 con la firma dell’Accordo di Dayton, in cui era prevista la cessazione delle ostilità, l’intangibilità delle frontiere così come erano definite al tempo della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, il ritorno della Slavonia, ancora in mano ai serbi, alla Croazia e la divisione della Bosnia ed Erzegovina in due entità amministrative, la Federazione Croato-Musulmana, consistente nel 51% del territorio nazionale e la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina (Republika Srpska), che avrebbe controllato il 49% della superficie del paese.

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Scozia: speciale Referendum Indipendenza

Agosto 2014

Yes Scotland/Better Together

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Il campo di sterminio di Gaza

1. Israele e la Striscia di Gaza

La Striscia di Gaza costituisce poco più del 2% della Palestina. Fino al 1948 è stata parte integrante e naturale del paese. La sua collocazione presso il mare e sulla Via Maris tra l'Egitto e il Libano portò con sé prosperità e stabilità, finché questa vita fu turbata e quasi distrutta dalla pulizia etnica israeliana del '48.

Tra il 1948 e il 1967 Gaza divenne un enorme campo profughi fortemente limitato dalla politica israeliana ed egiziana: entrambi gli Stati non consentivano infatti l'uscita da Gaza. Nei primi vent'anni dell'occupazione israeliana fu permesso a decine di migliaia di palestinesi di entrare nel mercato del lavoro israeliano come lavoratori non qualificati e sottopagati. Il prezzo richiesto da Israele per questo mercato schiavistico era l'abbandono totale di qualunque lotta o programma nazionale. A questa richiesta il popolo di Gaza ha detto no e il “dono” israeliano del movimento della manodopera è stato abolito. Con gli accordi di Oslo lo status della Striscia è diventato quello di una entità geopolitica separata, isolata anche dalla Cisgiordania.

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Gaza, Palestina 2014

11-07-2014

Scrivo alle ore 22 del 10 luglio e non so quali saranno gli sviluppi dell’attacco a Gaza nei prossimi giorni. So che in questo momento i morti, tutti civili, sono oltre 100 e proseguono i bombardamenti israeliani in una striscia di terra di 10 km. per 40 abitata da quasi 1.700.000 abitanti. Un formicaio è stato definito in cui è impossibile il cosiddetto omicidio mirato senza fare “danni collaterali”, espressione orrenda che denota le vittime innocenti.

Ricostruiamo questa follia del sionismo ebraico, perché di questo si tratta, e di tutti i suoi complici. I colloqui di pace sono falliti, e lo sapevamo in anticipo, a causa della pretesa di Israele di non riconoscere l’illegalità delle colonie e del furto di terra palestinese. Non solo: ha preteso per sé il totale controllo del futuro stato palestinese, delle sue frontiere e risorse e la continuazione all’infinito di un controllo militare in Cisgiordania dentro uno stato a sovranità limitata e smilitarizzato. In questo contesto avvengono alcuni fatti degni di nota. L’Unione Europea ed alcuni stati, tra cui Italia, avvisano di non fare investimenti nei Territori occupati da Israele che sono giudicati illegali dal diritto internazionale e dovranno essere restituiti. Intanto proseguono gli insediamenti illegali e le uccisioni di palestinesi, il trattenimento delle tasse prelevate da Israele come ricatto, la limitazione delle risorse idriche, la mancanza di energia a Gaza, la limitazione della zona di pesca a ridotta a 3 miglia dalla costa costringendo i gazawi alla fame, alla disoccupazione e a mendicare la sopravvivenza dalle organizzazioni umanitarie, come avviene da molti decenni. Aumentano le condanne contro Israele in tutte le sedi internazionali per la sua protervia a calpestare tutte le risoluzioni dell'ONU e i diritti umani fondamentali.

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