Assassini del Donbass

17 ottobre 2018

Il 13 ottobre, una madre e una figlia sono state assassinate dai battaglioni neonazisti della giunta di Kiev a Maryevka, nella Repubblica Popolare di Lugansk

 

 

Il 13 ottobre a seguito di uno dei quotidiani bombardamenti sui civili, di cui nessuno in occidente ormai parla più, alle 17,45 la diciassettenne Anastasiya e sua madre Larisa Kovtun, sono rimaste uccise dai proiettili di  un mortaio da 122 mm, sparato dall’area di Zolotoye su Maryevka. Anastasiya è morta per le lesioni da esplosione di proiettile, che ha provocato un trauma cranio cerebrale  con danno cerebrale e una ferita da schegge su entrambi i fianchi con i vasi sanguigni lesi. La mamma Larisa è morta per le ferite da esplosione dei proiettili, con una ferita da schegge sul parte sinistra del torace, con danni agli organi interni e ferite da schegge che l’hanno dilaniata sulla coscia sinistra con danni ai vasi sanguigni.

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Chiediamo al governo...

SOS –SIRIA/CIVG 

 

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Lo speaker del Parlamento di Kiev definisce Hitler "il più grande democratico"

10 Settembre 2018

 

 

Nota introduttiva di Mauro Gemma

Ricordate l'incontro tra l'ex presidente della Camera, Laura Boldrini, e lo speaker della Rada Suprema (il parlamento di Kiev)? In quell'occasione si sprecarono gli omaggi e gli onori nei confronti di questo personaggio e l'assicurazione della presidente di respingere come “fake news” tutte le critiche che venivano, da più parti, portate al regime arrivato al potere con il colpo di Stato del 2014.

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Zakharchenko, Presidente della Repubblica Popolare di Donetsk assassinato dalla giunta nazifascista di Kiev. Chi era e cosa rappresentava per il popolo del Donbass

Alexander Vladimirovich Zakharchenko è stato ucciso la sera del 31 agosto 2018 a seguito di un'esplosione di un ordigno esplosivo posto all’interno del caffè "Separ" nel centro di Donetsk , che gli ha procurato un trauma cranico e la morte.

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Il dominio della politica di forza. Testimonianza.

 

                             

L'accordo tecnico-militare è una delle testimonianze più significative del dominio della politica di forza nelle relazioni, che non portarono mai nulla di buono né alla Serbia né all'Europa, né al mondo intero. La Serbia fu la prima vittima di una strategia di dominio e interventismo che, dopo il 1999 e il 2000, assunse un carattere globale.

L'aggressione della NATO del 1999, fin dall’inizio, non ha portato i risultati sperati dai pianificatori di Washington, Londra e Bruxelles, in quanto la S.R.J. (Difesa della Serbia) ha dimostrato di essere molto più forte e più dura di quanto da essi auspicato.

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