Libia: Aysha Gheddafi, nuova leader della Resistenza popolare contro NATO e ISIS

"Siamo pronti per una battaglia mortale, in cui i terroristi si troveranno ad affrontare una nazione e un popolo. Io vendicherò mio padre, i miei figli, i miei fratelli, mio marito e la Libia!"

 

Maja Orlic, giornalista investigativa serba, scrive su Southfront: “Lei è tornata! La figlia di Muammar Gheddafi torna a guidare la resistenza contro la NATO e gli altri terroristi libici”.

Aysha si sarebbe quindi messa alla guida della resistenza e sarebbe in procinto di creare un nuovo governo in clandestinità. In un momento cruciale per il Paese e alla vigilia del nuovo intervento della NATO, che in Italia i nostri “alleati” hanno deciso a Roma, Aisha Gheddafi ha garantito, prosegue la Orlic, che nei prossimi mesi si formerà un "governo clandestino" di "personalità libiche famose ", fedeli al colonnello Gheddafi e che fungerà da mediatore nel paese e all'estero. 

Analizzando la situazione attuale, Aisha ha criticato l'ex esercito per "un mix pazzesco di caos" che ha prodotto, scelte di fare la guerra sul principio di chi pagava di più. Li ha accusati di usare la bandiera verde della Jamahiriya per reclutare sostenitori, oltre a rafforzare i governi tribali, sotto la cui ombra si sono uniti gli islamisti dei Tuareg e Toubou, che cospirano contro il governo di Tobruk.

Aisha Gheddafi ha invitato poi i soldati delle forze armate libiche a mantenere il loro giuramento al Comandante Supremo, al fine di ripristinare lo stato del popolo. "Il mio nome mi dà un dovere e il diritto di essere in prima linea in questa battaglia.", ha detto colei che durante la guerra ha perso il marito e due figli. 

Oggi è pronta a diventare un "simbolo della nazione e il simbolo della missione per ristabilire l'unità nazionale ", e accanto al ritratto di Muammar Gheddafi a diventare un "simbolo della missione per ripristinare l'unità nazionale". E' una lotta per i suoi figli, dichiara. "Siamo pronti per una battaglia mortale, in cui i terroristi si troveranno ad affrontare una nazione". Come tenente generale dell'esercito popolare libico ha giurato fedeltà al suo leggendario padre e ha esortato i libici a rialzarsi e lottare per ottenere la vittoria e ripristinare "il governo della Jamahiriya".

Secondo alcune fonti, volantini e stampati di questa appello è stato clandestinamente distribuito e diffuso nelle principali città della Libia, a Tripoli e Tobruk. E secondo indiscrezioni, sarà possibile un suo discorso su televisioni locali a breve.

 

Fonti: L’ antidiplomatico , Southfront e Elespiadigital