Baluchistan: la guerra al terrorismo tra Iran e Pakistan

Gennaio 2024

 

In depth: Sistan-Baluchestan | News | Al Jazeera The Baloch Insurgency in Pakistan and the Chinese Connection – Kulturní  studia / Cultural Studies

 

Del 18 gennaio 2024 la notizia che Il Pakistan risponde agli attacchi in territorio pakistano dell’esercito di Teheran. Per il Pakistan sono stati colpiti “covi di terroristi”, per l’Iran sono morti donne e bambini.

Eppure appena due giorni prima al Forum economico mondiale di Davos il ministro degli Esteri dell'Iran, H. Amir-Abdollahian, a proposito della recente incursione in Pakistan delle guardie di frontiera di Teheran, ha dichiarato : "In territorio pakistano abbiamo affrontato solamente terroristi iraniani… nessun civile del Pakistan, Paese amico e fratello, è stato colpito da missili e droni iraniani. E' stato bersagliato il gruppo Jaish al-Adl, un gruppo terrorista iraniano che si rifugia in  luoghi della provincia pakistana del Baluchistan".

Il Baluchistan  è una regione geografica, arida e montuosa che si affaccia sul Mar arabico e si estende a cavallo di tre confini (Iran, Pakistan e Afghanistan). É abitata dalla comunità etnica Baloch per lo più nomade che si considera emarginata – nonostante le ricchezze del territorio in gas naturale, carbone e minerali – ed esclusa dai vantaggi economici e commerciali offerti dal porto di Gwadar, punto d’arrivo del corridoio economico intermodale Cina- Pakistan (CPEC), ramo della Nuova Via della Seta (BRI). Il Baluchistan è la provincia più grande del Pakistan per area, con capitale Quetta.

L’indipendentismo in Baluchistan ha avuto inizio nel 1948 con la cessione al Pakistan del preesistente dominio britannico, il Khanato di Kalat. Il trattato di cessione, infatti, pur garantendo l’indipendenza del Khanato, rimetteva al Pakistan tutte le funzioni di governo, così la regione ha vissuto una serie di insurrezioni separatiste/irredentiste, tese a realizzare il "Grande Baluchistan". In Pakistan è la provincia più a rischio terrorismo, dove sono esplose rivolte nel 1948, 1958–59, 1962–63 e 1973–1977. Una nuova insurrezione a bassa intensità a partire dal 2003 ha dato grossi problemi di sicurezza non solo al Pakistan, ma anche all’Iran, entrambi chiamati a confrontarsi con i locali gruppi e movimenti del jihadismo sunnita. Le rivendicazioni etno-nazionaliste per una maggiore autonomia dal Pakistan si sono in tal modo saldate con le proteste relative alla distribuzione delle risorse, che il governo pakistano è accusato di sbilanciare a favore della maggioranza etnica Punjabi. Nella zona si stanno rafforzando, oltre all’estremismo jihadista di matrice sunnita, anche l’irredentismo anti-indiano.

 Il Baloch Liberation Army (BLA), più grande gruppo nella galassia di movimenti indipendentisti del Baluchistan, è la formazione militante che ha prodotto e ancora produce un pesante tributo di sangue, sia per l’Iran sia per il Pakistan. Il movimento BLA, nato nel 2000, raccoglie l’eredità dei movimenti  indipendentisti degli anni ‘70; leader è Khair Bakhsh Marri, appartenente ad una delle due potenti tribù (Marri e Bugti) che occupano vaste aree nel nord (Marri) nelle principali zone estrattive e nel sud (Bugti) vicino allo strategico porto di Gwadar sul Mare Arabico.

Ai separatisti e nazionalisti sunniti rappresentati dal BLA da una decina di anni si aggiungono altre formazioni, come Jaish al-Adl, “Armata della Giustizia”, fondata nel 2012  che opera principalmente in Iran combattendo per l'indipendenza delle province iraniane del Sistan e del Baluchistan, e Ansar Al-Furqan  un altro gruppo armato iraniano Baloch sunnita e anch’esso operativo in Iran.

Ed è dal 2013, anno del primo attacco di militanti del gruppo Jaish al-Adl, che Iran e Pakistan si guardano con sospetto a causa delle ripetute operazioni contro le forze di sicurezza iraniane e pakistane. Ciascuna parte incolpa l'altra di aver chiuso un occhio sui militanti. Il Pakistan afferma di aver condiviso prove con l'Iran sulla presenza in Iran dei separatisti Baloch che lanciano attacchi transfrontalieri contro le truppe pakistane e sostiene di aver arrestato alcuni membri di Jaish al-Adl responsabili di molteplici attacchi in Iran. Il gruppo spesso prende di mira le forze di sicurezza iraniane vicino al confine pakistano e i militanti entrano in Pakistan nonostante la protezione del confine con posti di blocco.

Jaish al-Adl, designata organizzazione terroristica da Iran, Giappone, Nuova Zelanda e USA, ha collaborato con gruppi separatisti curdi in Iran e ha denunciato l’intervento iraniano nella guerra civile siriana. Secondo i media iraniani, è sostenuta finanziariamente da Pakistan, Arabia Saudita e Stati Uniti.

A questo punto non sfugge agli osservatori la “frattura” che si sta creando nell’ambito dell’alleanza BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, SudAfrica). Se infatti dal 1°gennaio 2024 Egitto, Etiopia, Arabia Saudita, Emirati Arabi uniti - e soprattutto Iran - sono entrati ufficialmente a far parte dei BRICS, anche il Pakistan ha richiesto di partecipare. E la Cina da parte sua raccomanda a tutti moderazione, spendendosi per attenuare le frizioni, come da intento degli Stati fondatori dell’alleanza. Comprensibile dunque la soddisfazione con cui i media occidentali denunciano questo accendersi di conflitti a causa terrorismo in un’area prossima al focolaio  Israele – Palestina – Libano – Yemen - Mar Rosso.

Di fatto tutto ciò è l’ineludibile conseguenza della politica occidentale che ha armato dovunque gruppi terroristi anti-sciiti e condotto senza tregua un devastante impatto neocoloniale di sanzioni su molti Stati.

 

 

Balochistan region in pink