Quale Eritrea? Parla il braccio destro del presidente eritreo

Il seguente articolo è stato scritto da Fulvio Grimaldi e pubblicato sul sito http://www.fulviogrimaldicontroblog.info/
Chiediamo scusa all'autore per l'involontario errore di attribuzione, ora corretto, avvenuto durante la prima pubblicazione

 

 

 

 

 

Isaias e Yemane

Eritrea, ex-colonia italiana, poi sotto una brutale occupazione etiopica, liberatasi con trent’anni di guerra di popolo e oggi al tempo stesso unico Stato dell’Africa a rifiutare i modelli politici sociali ed economici dell’Occidente e qualsiasi presenza militare Usa o Nato, e al tempo stesso paese più diffamato e sanzionato del Continente. Per molti sta all’Africa come Cuba rivoluzionaria stava all’America Latina. In ogni caso un paese inviso a imperialismo e neocolonialismo, sottoposto a costante aggressività dal gendarme occidentale in Africa, l’Etiopia, povero, ma in rapido ed equilibrato sviluppo, improntato al principio dell’autosufficienza e della giustizia sociale.

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CIVG Informa N°105 - Speciale Anna Tuv

SOS DONBASS

Centro Informazione e Solidarietà con il

DONBASS e l’Ucraina resistente – CISDU

 

 Riuscita serata con Anna Tuv Giovedì 2 Febbraio a Torino

 

La testimonianza dell’atrocità della guerra di aggressione contro il popolo del Donbass, attraverso il toccante racconto di Anna è stato un alto momento informativo e solidale, che ha, per oltre un ora, tenuto in attentissimo ascolto tutti i presenti alla serata.

Dopo un saluto da Kiev di Viktoria Shilova, del movimento ucraino contro la guerra AntiVoyna con cui siamo gemellati, è stato presentato il lavoro e i Progetti di Solidarietà concreta di SOS Donbass/CISDU e presentato Anna Tuv.

Dopo la sua testimonianza, Enrico Vigna ha sottolineato il tipo di lavoro e le prospettive di impegno contro la guerra non solo nel Donbass, ha poi portato un saluto Padre Ambrogio della Chiesa Ortodossa Russa.

La serata si è conclusa con la consegna di un contributo economico a Anna Tuv di SOS Donbass/CISDU e ringraziato Ennio Bordato dell’Associazione “Aiutateci a Salvare i Bambini”, che ha portato in Italia la Tuv, dopo aver raccolto il denaro per permettere l’impianto di una protesi che dovrà permettere a Anna di cercare una prospettiva di vita lavorativa e non assistenziale.

Alla fine, in un momento conviviale, grazie a Piera Bellone e Piera Tacchino è stata portata una bellissima torta in onore di Anna.

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Incontro con Anna Tuv

CIVG Informa N°104

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Non possiamo rimanere in silenzio
Alex Zanotelli

13 gennaio 2017

L’anno 2016 ha visto trionfare la normalità della guerra, la Terza Guerra mondiale a pezzetti, come la chiama papa Francesco, una guerra spaventosa che ha il suo epicentro in Medio Oriente e ha mostrato tutta la sua ferocia, disumanità e orrore nell’assedio della città martire, Aleppo. Una guerra che attraversa anche l’intera zona saheliana dell’Africa, dalla Somalia al Sudan (Darfur e Montagne Nuba), dal Sud Sudan al Centrafrica, dalla Nigeria (Nord) alla Libia, dal Mali al Gambia. Senza dimenticare i massacri nel cuore dell’Africa, in Burundi e Congo (Beni). Siamo davanti a desolanti scenari di guerra che si estendono dallo Yemen all’Afghanistan, guerre combattute con armi sempre più sofisticate e a pagarne le spese sono sempre più i civili. “Come è possibile questo? – si chiede papa Francesco. È possibile perché dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere, c’è l’industria delle armi che sembra essere tanto importante”.

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La Siria è un regime alawita?
Andrea Bulgarelli - CIVG

La guerra civile siriana prosegue ininterrotta da ormai 5 anni. Inizialmente essa ci è stata presentata come “una pacifica rivolta di un popolo contro un corrotto dittatore”. In seguito è diventato chiaro che la rivolta non solo era tutto men che pacifica, ma che i suoi protagonisti erano in buona parte gruppi islamisti più o meno radicali; allora la narrazione dei media ha cominciato a parlare di “guerra settaria”, “scontro religioso”, “lotta tra potenze sciite e sunnite”. Si tratta di una tecnica ben collaudata: prima si propone uno schema semplice, quello dei Buoni Democratici (preferibilmente giovani e dotati di connessione wi-fi) e dei Dittatori Cattivi. Quando lo schema manicheo è del tutto screditato, gli opinionisti occidentali lo mettono in soffitta e avanzano una nuova, sofisticata analisi, riassumibile con “la Siria è un casino”. Persone che non sospettavano nemmeno l’esistenza di una ventina di confessioni in un Paese di 22 milioni di abitanti finiscono per ridurre tutto al “caos etnico-religioso” che nella mentalità occidentale media domina tutto il resto del pianeta. Ma un cattivo deve essere comunque identificato. Nel caso della Siria è ovviamente il “regime alawita” o “sciita” (i due termini vengono usati disinvoltamente come sinonimi) degli Assad, colpevole di opprimere la maggioranza sunnita. Perfino molti mezzi di “controinformazione” accettano questa lettura, almeno per quanto riguarda l’esistenza di un governo ad egemonia alawita in Siria. In che cosa consista questo regime “alawita” non viene di solito precisato.

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L’esodo di massa dall’Ucraina alla Russia: 80.000 a settimana preferiscono Putin all’Europa
Eugenio Cipolla

 

Ci sono due numeri che, al netto della propaganda occidentale su quanto sia brutta, sporca e cattiva la Russia per gli ucraini, parlano chiaro. Il primo è 1,1 milioni e sono i cittadini ucraini che dall’inizio della guerra in Donbass hanno lasciato la regione dell’est Ucraina per rifugiarsi in territorio russo. Il dato è fresco fresco ed è stato reso noto la settimana scorsa durante una seduta del Consiglio russo per le relazioni interetniche da Aslambek Paskachev, capo della Ong “Congresso dei popoli del Caucaso”. Paskachev ha aggiunto che sono più di 4 mila i ragazzi proveniente da famiglie di rifugiati accolti nelle scuole e nelle università del paese. Numeri importanti che non a caso sono stati attenzionati dal governo di Mosca attraverso un decreto firmato nel mese di maggio da Vladimir Putin, dove si prevedevano procedura semplificate e meno burocratiche per il rilascio dei permessi di soggiorno in favore dei rifugiati ucraini in Russia. “Per loro la Russia è stata, è e sarà sempre una seconda patria”, aveva detto Dmitri Medvedev in quell’occasione, commentando il provvedimento fortemente voluto da Putin.

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2.000 Mercenari stranieri arrivati nel Donbass
Enrico Vigna

Circa 2.000 mercenari, alcuni dei quali parlano l'arabo, sono stati inviati nella zona del villaggio di Luhansk dal Comando ucraino, ha riportato il portavoce della Milizia popolare il maggiore A. Marochko, della Repubblica Popolare di Lugansk (LPR).

 

 

 "…Circa 2.000 mercenari, vestiti in uniforme nera, sono arrivati ​​nella zona del villaggio di Luhansk. Alcuni di loro comunicano in lingua araba. Tutti i mercenari arrivati ​​sono stati collocati in campi estivi per bambini e case private vuote ", ha detto Marochko.
"…Inoltre abbiamo rilevato l'arrivo di più di 100 estremisti delle unità neonaziste di Pravy Sector  nella zona del villaggio di Mironovka per il rafforzamento della linea del fronte della 54a Brigata", ha aggiunto. Marochko ha anche osservato che molto probabilmente, nel caso di ritiro delle forze armate ucraine dalla linea di delimitazione dei confini, Kiev utilizzerà queste unità di Pravy Sector per l’ attuazione di provocazioni e atti terroristici contro la popolazione civile, accusando poi la Repubblica Popolare.

3-11-2016

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Democrazia significa libertà, uguaglianza e informazione neutrale
Zivadin Jovanovic

Intervista rilasciata a People's Daily da Zivadin Jovanovic, Presidente del Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali.

D: Molte persone sono rimaste scioccate dai risultati delle elezioni presidenziali statunitensi dello scorso novembre.  Alcuni esperti sostengono che ciò sia un difetto della liberal-democrazia. Quali sono le principali colpe o errori delle democrazie occidentali?

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Hebe De Bonafini, Presidente dell’Associazione Madri de Plaza de Mayo, è stata nuovamente minacciata di morte
Hebe De Bonafini

 

Hebe De Bonafini in un video ha denunciato che dopo aver scritto una lettera a Papa Francesco le hanno tagliato le comunicazioni telefoniche, isolandole il cellulare e il telefono di casa, ed è poi stata minacciata di morte. Nella suddetta lettera al Pontefice, la Presidente delle Madri di Plaza de Mayo chiedeva aiuto perché il «popolo ha paura».

«Quando si è saputo che avevo scritto una lettera per il Papa, hanno isolato il mio cellulare e silenziato il mio telefono di casa - ha raccontato la Bonafini attraverso un video pubblicato su internet. Una mattina alle 2.30 mi hanno suonato anche il citofono. Impaurita mi sono alzata e una voce mi ha detto: "Vecchia di merda, cagna, finiscila, ci stiamo stufando, stiamo per scoppiare, stiamo per ridurti a una palla, ti uccideremo, se non la smetti veniamo a ucciderti, finiscila con le lettere al Papa e con le offese e gli insulti al nostro Presidente"».

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Un campo per bambini dei “ Vendicatori Azov" organizzato sul modello della "Gioventù hitleriana”, in Ucraina.
Enrico Vigna

                      

Come allevare un bambino sotto le tradizioni nazifasciste della "Gioventù hitleriana", se n’è parlato al campo dei bambini "Vendicatori Azov", organizzato in uno dei sobborghi di Kiev, lo scorso agosto.
In rete è girato un video scioccante in cui i bambini partecipanti al campo, leggono insieme "La preghiera del nazionalista ucraino."

" la chiamata dei legami della mia fede è granitica, fa crescere il desiderio, il potere della volontà di andare combattere come eroi, per voi, per vendicarsi di chi ha tradito il sangue e la morte eroica degli eroi della nazione ucraina, della Rivoluzione nazionale ucraina, come  il colonnello Eugene Konovaltsia Basarabovoi, Golovinskiy, Shukhevych, Bandera (ndt: tutti condannati storicamente come criminali di guerra, genocidi e collaborazionisti dei nazisti) e la morte gloriosa di Danylyshyn e Bilas, e migliaia di altri a noi sconosciuti, che le loro ossa sono sparse o sepolte in segreto". Queste parole sono ferocemente ripetute dai figli dei militanti del battaglione "Azov", che forse, neanche comprendono il significato di simili terribili parole.

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Kadyrov Ramzan: “Io lo penso veramente!”
TASS

28 novembre 2016

Il leader della Cecenia in una intervista speciale alla TASS parla della paura, dei nemici e degli amici, di Boris Nemtsov e delle guerre.

 

A. Vandenko: E’ da molto tempo che non registro una intervista in una palestra. Di solito le mie interviste si svolgono alla scrivania di un ufficio.

R. Kadyrov: Sono qui semplicemente per una salutare sudata. Per cui non vi preoccupate, va bene così. Risponderò comunque ad ogni domanda, qualunque essa sia.

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Piena solidarietà e sostegno per Riccardo Antonini, in prima linea per la verità del crimine ferroviario di Viareggio
Cassa di Solidarietà tra Ferrovieri

11 gennaio  2017

Mentre, a fine mese (il 31.01) è prevista la sentenza di primo grado per il crimine ferroviario di Viareggio del 29.06.2009, continua il calvario di Riccardo Antonini reo di aver sostenuto la richiesta di verità delle popolazioni colpite dalle inadempienze dei diversi soggetti imputati nel processo che vede anche Medicina Democratica tra le parti civili.

 

Comunicato della Cassa dei Ferrovieri

MERCOLEDÌ 18 GENNAIO, ALLE ORE 10.00

PRESSO LA CORTE DI CASSAZIONE DI ROMA, PIAZZA CAVOUR 95

UDIENZA CONTRO IL LICENZIAMENTO DEL NOSTRO COLLEGA RICCARDO ANTONINI

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Il Battaglione Azov e i Servizi di Sicurezza Ucraini (SBU) hanno occupato e perquisito gli uffici del PSPU (Partito Socialista Progressista di Ucraina) a Kiev
PSPU

11/11/2016

 

Il Servizio Stampa del PSPU ha emesso un comunicato di denuncia circa l’occupazione e la perquisizione dei propri uffici, nonché il sequestro subito di diversi materiali. Il raid è avvenuto il 28 ottobre a Kiev ad opera del Battaglione Azov e dei Servizi di sicurezza ucraini.

Il Battaglione Azov è una formazione armata che fa parte del movimento nazifascista Pravy Sector (Settore Destro), determinante nel violento colpo di stato del febbraio 2014 in cui fu rovesciato in Ucraina il legittimo presidente Victor Yanukovich. Quest'anno, Azov si è registrato come partito politico col nome “Corpo Nazionale”.

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Bombe molotov contro una Chiesa del Patriatcato di Mosca in Ucraina
Interfax

Alcuni sconosciuti non identificati, hanno attaccato con bombe molotov la Chiesa di Cyril e Methodius della Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Mosca a Pavlograd, nella Regione ucraina di Dnipro.

 

 

L’attentato è avvenuto alle 2 di notte, e sono state lanciate tre bottiglie incendiarie dentro l’edificio.

La galleria del coro e i libri sacri sono andati completamente bruciati e considerevoli danni hanno subito la parte centrale della chiesa con I dipinti, le icone, le vetrate decorate e il sistema acustico.

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Terrorismo dove è NATO e chi lo USA
Claudia Berton

Edizioni Dissensi     

140 pag. – 12 Euro

 

Molti sostengono che sia già iniziata la III guerra mondiale, ma che noi,

cittadini dei paesi occidentali, non ne siamo consapevoli.

Io non sono di questo avviso, sostengo che la II guerra mondiale in realtà non è mai finita, la pace ha avuto un ruolo formale privilegiando solo alcuni stati, i quali, non hanno avuto sul loro territorio nemici combattenti, ma questi stati in pace, hanno agito costantemente, dal 1945 ad oggi, guerreggiando in altre parti del mondo, a volte in luoghi a loro lontani, a volte in luoghi a loro vicini.

E’ pur vero che la storia dell’umanità è anche una storia di guerre e di conflitti continui, interrotti da momenti di tregua più o meno lunghi.

Considerando gli ultimi due secoli c’è solo una nazione, che dalla sua fondazione e fino ad oggi, è stata costantemente in guerra e non ha mai visto aggressioni al suo territorio, salvo una sola volta, quando subì un attacco a Pearl Harbur da parte del Giappone.

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Dottor Liza, l’angelo dei bambini vittime della guerra e degli ultimi, è volata via

AD Memoriam, dicembre 2016

 


                                                                          

Il 25 dicembre 2016 è caduto sul Mar Nero in Russia un aereo Tupolev TU –154 del Ministero della Difesa russo con 92 persone a bordo, tutte decedute.

Era diretto in Siria per portare un carico di aiuti umanitari destinati all’Ospedale Tishreen e a quello di Lattakia. A bordo c’era una parte del coro dell’Armata Rossa, che avrebbe cantato il 31 dicembre in un concerto per le truppe russe. Sull’aereo vi erano anche 9 giornalisti tra cui tre reporter del Canale Uno di Russia e tre del canale televisivo Zvezda Tv.

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