Associazione vittime dell’uranio impoverito: “Con le esercitazioni Nato in Sardegna è in atto un massacro”

 

Le forze Nato, con la complicità attiva del Ministero della Difesa, stanno compiendo un vero e proprio massacro in Sardegna (e non solo), dove militari e civili si ammalano e muoiono a causa dell’uranio impoverito. Lo sostiene l’Associazione nazionale vittime dell’uranio impoverito, secondo cui le bonifiche previste non hanno lo scopo di rendere più salubre l’ambiente ma solo quello di rendere possibili nuove esercitazioni.

Sardegna – L’Associazione nazionale vittime dell’uranio impoverito da diversi anni si impegna nella lotta per la verità e la giustizia per tutti i militari che sono stati contaminati dall’uranio impoverito e da metalli pesanti durante le cosiddette e surrettizie missioni umanitarie all’estero, ma anche a seguito dell’addestramento nei poligoni di guerra Nato, sul suolo italiano, come denuncia anche Emanuele Lepore portavoce dell’associazione.

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L’ultimatum dell’Occidente alla Serbia

Belgrado 21 gennaio 2023 

 

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Anche se il testo dell''Accordo di base' presentato dai “Grandi Cinque” occidentali (Ue, Usa, Germania, Francia, Italia) su Kosovo e Metohija, che circola da tempo sui media albanesi e dal 20 gennaio anche sui social network serbi, è molto vicino a quello autentico, non può essere visto come una sorta di accordo, ma piuttosto come un ultimatum che costringe la Serbia a riconoscere de facto la secessione forzata della sua provincia.

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Notiziario Patria Grande - Gennaio 2023

 

NOTIZIARIO GENNAIO 2023

 

 

 

COMITATO BERTA VIVE

Comunicato sulla crisi nella Valle del Aguán

 

ALAI INFO / LATINOAMERICA / LA NUOVA ONDATA DI GOLPE

Golpe reale e caricatura di golpe: una intervista a Hector Bejar

 

CIVG - Patria Grande / LATINOAMERICA / CELAC

La doppia CELAC latinoamericana

 

RESUMEN LATINOAMERICANO (CUBA) / ESTERI / CELAC

Gigantesco corteo delle organizzazioni della CELAC Sociale

 

GRANMA (CUBA) / ESTERI / BRASILE

Lula eredita un Brasile in difficoltà

 

GRANMA (CUBA) / ESTERI / BRASILE

Jair Bolsonaro e il remake del colpo fallito

 

CIVG / PERU’ / PROTESTE POPOLARI

Perù, manifestazioni contro il governo fantoccio di Dina Boluarte

 

GRANMA (CUBA) / ESTERI / CUBA PRESIEDE IL G77

Cuba Presidente del G77 + Cina dal 12 gennaio

 

GRANMA (CUBA) / ESTERI / ANA BELEN

Ana Belén Montes libera dalla detenzione nelle carceri degli Stati Uniti

 

GRANMA (CUBA) / ANALISI / SINISTRA LATINOAMERICANA

Riflessione, allerta e speranza

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Liste d’attesa (in Lombardia), lo strano caso del signor Antonio e della colonscopia

30 gennaio 2023

 

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COMUNICATO STAMPA

Milano, 30 gennaio 2023. “Non è pensabile che in Lombardia ci siano liste d’attesa interminabili per esami e visite specialistiche nel Servizio Sanitario pubblico, con enormi disagi per gli utenti, mentre saltino su come funghi ampie disponibilità per gli stessi esami nelle stesse strutture pubbliche ma soltanto in solvenza, e cioè a pagamento”, ha dichiarato Vittorio Agnoletto, medico e conduttore di 37e 2, la storica trasmissione sulla salute di Radio Popolare.

Il riferimento è in particolare alla vicenda del signor Antonio e del suo esame di colonscopia, rinviato più volte dal servizio sanitario pubblico, ma miracolosamente disponibile all’ospedale Niguarda a pagamento. Una specie di gioco delle tre carte, che di divertente non ha proprio niente.

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Turchia, il terremoto colpisce le minoranze da sempre represse: Curdi e Aleviti

Appena sei mesi fa mi trovavo a visitare le zone interessate al terremoto di magnitudo 7.8 che nella notte tra 5 - 6 febbraio 2023 ha colpito l’area tra la Siria e la Turchia meridionale, con epicentro a Gaziantep. Le città più colpite sono Gaziantep, Kahramanmaras, Malatya, Osmaniye, Iskenderun, Antakya e Adana,  danni significativi anche  a Sanliurfa e Diyarbakir, tutte province in cui è stato proclamato lo stato di emergenza di tre mesi, abitate da minoranze di Curdi e Aleviti.

 

CURDI – DIYARBAKIR e GAZIANTEP.

Dalla Rivoluzione dei Giovani Turchi (luglio 1908), le minoranze etniche di Turchia - che già vivevano con l’Impero Ottomano condizioni di emarginazione e sottosviluppo - sono state oggetto  di repressione e assimilazione da parte della politica governativa più volte sfociata in bagni di sangue. La riforma linguistica del 1928 di M. Kemal Atatürk vietò la lingua curda; ai Curdi fu imposto un processo di de-nazionalizzazione con l’assunzione di nomi di ascendenza turca. Fin dalle scuole elementari programmi di rieducazione avvicinavano i giovani curdi agli ideali del Panturchismo.

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