La presentazione del libro di Enrico Vigna “KOSOVO 1999. Albanesi e milizie di Autodifesa per la Jugoslavia” a Trieste

 

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L’Unione dei Serbi in Italia ha organizzato lo scorso 16 novembre, presso la sala della Comunità religiosa serbo-ortodossa di Trieste, sita in via Genova 12, la presentazione del libro di Enrico Vigna “KOSOVO 1999. Albanesi e milizie di Autodifesa per la Jugoslavia

Enrico Vigna è stato accolto a Trieste, la sera del 15 novembre, dalla presidente dell’Unione dei Serbi in Italia, Lidija Radovanović. Giovedì 16 novembre mattina, la presidente lo ha accompagnato al Consolato Generale della Repubblica di Serbia, dove è stato ricevuto dalla Console generale Ivana Stojiljković, in segno di gratitudine del popolo serbo nei suoi confronti. Il particolare impegno di Enrico Vigna nel far emergere la verità su quanto realmente accaduto in Kosovo e Metohija – dai bombardamenti NATO del 1999 ad oggi, svolto attraverso la raccolta dei numerosi documenti storici e delle testimonianze, rese soprattutto dagli albanesi del Kosovo e Metohija che si opposero, assieme ai serbi, alla propaganda omicida dei terroristi delle milizie paramilitari albanesi dell’UCK – è soltanto uno dei meriti che ha voluto sottolineare la Console generale Stojiljković durante l’incontro. Ha auspicato che i libri scritti da Enrico Vigna possano essere tradotti in lingua serba in modo da permettere anche agli studiosi serbi di poter usufruire di queste preziose raccolte di documenti e testimonianze, che parlano anche delle terribili conseguenze provocate dall’uranio impoverito ai danni dei civili, sia in Serbia che in Kosovo e Metohija, ma anche ai danni dei militari italiani della KFOR, che arrivarono in Kosovo e Metohija dopo i bombardamenti NATO con le bombe all’uranio.

L’incontro con il pubblico si è svolto alle ore 18, presso la sala della Comunità religiosa serbo-ortodossa di Trieste, ed ha visto la partecipazione anche delle autorità tra cui: il Consigliere Regionale della Regione FVG, Michele Lobianco, la Console della Serbia a Trieste Marina Lozar, la ex presidente della Comunità religiosa greco-orientale di Trieste Maria Kassotaki, il presidente della Comunità religiosa serbo-ortodossa di Trieste Zlatimir Selaković, la presidente dell’Associazione culturale serba di Trieste “Pontes Mostovi” Dragana Antonijević, la rappresentante dell’ ACGS – Associazione culturale giovanile serba Nastja Preradović Višić. Hanno partecipato anche Debora Desio, produttrice triestina del film “Oscurità/Mrak” del regista serbo Dušan Milić, candidato Oscar 2023, che narra la storia della misera vita dei serbi nelle Enclave del Kosovo e Metohija, e Marino Andolina, il medico chirurgo e pediatra, che per anni ha curato ed operato i bambini, anche serbi, durante le guerre in ex Jugoslavia e non solo.

Hanno condotto la serata e il dibattito la presidente dell’Unione dei Serbi in Italia Lidija Radovanović ed il referente per la cultura dell’Unione dei Serbi in Italia Nikola Sandić.

Il conflitto nel cosiddetto “Kosovo” e nella ex Jugoslavia ci dice molto di quanto accade oggi alle frontiere orientali dell’Europa e nel resto del mondo.
Le potenze occidentali fecero del “Kosovo” un laboratorio per definire il modus operandi con cui in questi anni è stata pianificata la destabilizzazione di Libia, Siria, Venezuela, Nicaragua, Iran, Kazakistan, Ucraina ecc.
Le conseguenze del conflitto sulla popolazione e sul territorio interessato, in termini di distruzione di vite umane, di infrastrutture e dell’ambiente, con la contaminazione da uranio impoverito, che continua a mietere vittime, sono quanto osserviamo ancora oggi, ad esempio, in Ucraina.
Osservare il passato è indispensabile per comprendere il presente e smascherare la propaganda bellicista che ci vuole arruolare nell’escalation promossa dalla NATO.

Il libro “KOSOVO 1999. Albanesi e milizie di Autodifesa per la Jugoslavia” ricostruisce nel dettaglio la collaborazione con l’Occidente della malavita UCK di matrice terrorista, il cui unico scopo era la secessione di Kosovo e Metohija attraverso il terrore propagato anche nella stessa comunità albanese.

Questo libro, pieno di documenti e testimonianze (raccolti di persona da Enrico Vigna in Kosovo e Metohija negli ultimi 25 anni) testimonia la resistenza, la dignità e la difesa della civiltà, composta dai serbi e dagli albanesi che non volevano la guerra. Il libro è dedicato soprattutto a Ibraj Musa e a Muharem Musa, suo coraggioso figlio e alla sua famiglia, veri rappresentanti del popolo dignitoso albanese del Kosovo e Metohija.

Il conflitto in cosiddetto “Kosovo” e nella ex Jugoslavia ci dice molto di quanto accade oggi alle frontiere orientali dell’Europa e nel resto del monto.

Le potenze occidentali fecero del “Kosovo” un laboratorio per definire il modus operandi con cui in questi anni è stata pianificata la destabilizzazione di Libia, Siria, Venezuela, Nicaragua, Iran, Kazakistan, Ucraina ecc.

Le conseguenze del conflitto sulla popolazione e sul territorio interessato, in termini di distruzione di vite umane, di infrastrutture e dell’ambiente, con la contaminazione da uranio impoverito, che ancora oggi continua a mettere le vittime, sono quanto osserviamo ancora oggi, anche in Ucraina, ad esempio.

Osservare il passato è indispensabile per comprendere il presente e smascherare la propaganda bellicista che ci vuole arruolare nell’escalation promossa dalla NATO.

Pagine di orrore ma anche di dignità dei resistenti. Le assurdità della non democrazia: i sindaci del cosiddetto “Kosovo”, eletti con il 4% di votanti, subito riconosciuti dall’ambasciatore americano, l’unico titolato a distinguere il “bene” dal “male”.

Sin dagli anni Ottanta del secolo scorso, l’USA e l’Occidente incoraggiano la persecuzione e il terrore in Kosovo e Metohija contro i serbi che decisero di resistere e rimanere nella loro terra sacra e contro gli albanesi fedeli alla Jugoslavia. I serbi, gli altri slavi del Sud e le comunità dell’Aquila (gli albanesi) vivevano in pace, sino all’arrivo del dollaro e delle sue congiure egemoniche.

Enrico Vigna è stato portavoce per l’Italia del nord del Tribunale Ramsey Clark (ex Ministro della Giustizia USA) per i crimini di guerra nella ex-Jugoslavia e delegato del WPC (World Peace Council, Consiglio Mondiale della Pace). Attualmente è cofondatore del Centro Iniziative per la Verità e la Giustizia, oltre che Presidente dell’Associazione di Solidarietà SOS Yugoslavia-SOS Kosovo Metohija e collaboratore dello Xinjiang Report per l’ONU del Laboratorio BRICS, dell’International Diplomatic Institute (IDI), dell’EURISPES e del Centro Studi per Eurasia-Mediterraneo (CeSEM), portavoce del Forum Belgrado per un Mondo di Eguali per l’Italia, collaboratore di numerose testate italiane e internazionali, Istituti, siti web e giornali in Russia, USA, Serbia, Francia, Germania, Inghilterra, Siria, Donbass.

Enrico Vigna, collaboratore di, ha scritto numerosi libri di cui citiamo soltanto alcuni:
Jugoslavia 2001, atti e misfatti” – Manes Edizioni;
“Afghanistan, ieri e oggi 1978-2021” – La Città del sole Edizioni
“Kosovo liberato”- La Città del Sole Edizioni;
“Le Chiese d’Oriente ed il regime siriano” – Zambon edizioni;
“Ucraina, Donbass crimini di guerra e crimini contro l’umanità” – Zambon Edizioni;
“I palestinesi e la guerra in Siria” – Edizioni La Città del sole;
20 Anni di SOS Yugoslavia-SOS Kosovo e Metohija SOLIDARIETA’ “ – Edizioni La Città del sole.
“Kosovo 1999. Albanesi e milizie albanesi di Autodifesa per la Jugoslavia” – Edizioni La Città del sole.

 

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Lidija Radovanovic,  presidente dell’Unione dei Serbi in Italia, 28 Novembre 2023        Unione dei Serbi