Morire di freddo ... e non solo (da Cortina a Taranto).
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- Scritto da Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
Se a Crans-Montana il killer del profitto ad ogni costo (umano) è stato il fuoco, a Cortina d’Ampezzo (“la perla delle Dolomiti”) è stato il freddo micidiale e il super sfruttamento a causare la morte di un lavoratore.
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Amianto a Casale Monferrato: la crociata (con il Mossad) per salvare il boia.
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La scorsa domenica 4 gennaio Report ha trasmesso un servizio sulla tragedia dell’amianto a Casale Monferrato dove - come ha denunciato un’oncologa della cittadina - ogni settimana continuano ad essere denunciati altri casi di mesotelioma pleurico, non più solo degli ex lavoratori della Eternit ma sempre più di semplici cittadini.
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Pietre tombali: le stragi del traghetto Moby Prince e del treno pendolari a Pioltello
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Martedì 25 febbraio scorso il procuratore del PM del tribunale di Livorno ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l'archiviazione dell'inchiesta sul disastro del Moby Prince, il traghetto andato a fuoco il 10 aprile del 1991, dopo la collisione con la petroliera Agip Abruzzo davanti al porto di Livorno.
140 morti asfissiati o bruciati, l’intero equipaggio e i passeggeri, un solo superstite.
Il PM ha spiegato che dopo 34 anni sono cadute in prescrizione (ma và....) tutte le ipotesi di reato tranne quella di “strage dolosa”, e quindi ha chiesto l’archiviazione del procedimento.
140 morti senza verità né giustizia, come spesso è accaduto nel nostro Bel Paese delle stragi impunite.
Anche qui, dopo anni di tentativi di attribuire la responsabilità della più grande tragedia e del più grave incidente sul lavoro della navigazione mercantile alla condotta dell’equipaggio della Moby Prince, scende una pietra tombale.
Sul fatto che quella notte, in rada, c’erano navi militari statunitensi non autorizzate (ben 9) che caricavano e scaricavano armi (siamo vicini alla base militare USA di Camp Derby),un’altra imbarcazione appartenente ad una flotta Somala (che 3 anni dopo sarà oggetto di un’inchiesta della giornalista Ilaria Alpi e del suo fotografo Milan Hrovatin che finirà.... con la morte – anch’essa misteriosa – dei due), un elicottero non identificato che volava sul mare neanche una parola. La colpa è... della nebbia che non c’era, come affermato da numerosi testimoni anche davanti alla Commissione parlamentare.
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L’estate nera delle vittime del profitto
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19 settembre 2025
L’8 e il 9 settembre scorsi, in due giorni , sono sette i morti di profitto, da Torino a Catania, da Monza a Roma. Caduti da ponteggi, schiacciati da macchinari, stroncati dalla fatica, asfissiati pulendo fosse biologiche e simili, investiti mentre escono dal lavoro.
Luglio e agosto ne hanno registrati rispettivamente 121 e 78: le vittime del profitto non vanno in vacanza, semplicemente non tornano più a casa. Non troverete questi dati nei siti dell’INPS, che ignora completamente quelli sul lavoro nero, che nel 2021 (i numeri arrivano sempre con ritardo...) era stimato in circa 3 milioni di lavoratori.
(Esselunga): pagheranno (forse) gli ultimi della fila e intanto .... (porto di Genova ) si continua a morire.
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9 Febbraio 2025

Qualche giorno fa la procura di Firenze ha indagato ufficialmente 3 dipendenti della società abruzzese che effettuavano alcuni lavori nel cantiere Esselunga dove, per il crollo di un pilastro, un anno fa morirono 5 operai e altri 3 rimasero feriti. Secondo i PM i calcoli dei carichi erano sbagliati, l’armatura del cemento insufficiente e il personale “non adeguato”.
Neanche una parola, però, sul caos del cantiere, dove pare operassero circa 30 ditte appaltatrici, che neppure sapevano l’una cosa stessero facendo le altre.
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