Le milizie islamiche, alleate con i ceceni, aiutano l'Ucraina nella guerra contro i ribelli
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- Scritto da Andrew E. Kramer
7 luglio 2015

Membri delle truppe cecene che combattono contro i ribelli in Ucraina
Mariupol, Ucraina. Vestito con una tuta mimetica,con una folta barba sale e pepe fluente sul petto e un coltello da caccia prominente dalla cintura, l'uomo è una figura temibile nel ristorante quasi deserto. I camerieri si aggiravano con apprensione nei pressi della cucina e cercavano il più possibile che l'uomo che si fa chiamare il Muslim, un ex signore ceceno della guerra, non li chiamasse per chiedere ancora del tè. Anche per uomini induriti da più di un anno di guerra contro i ribelli, l'apparire dei combattenti islamici, per la maggior parte ceceni nelle città di confine, è sempre qualcosa di particolare e per qualche ucraino, essi sono benvenuti.“Ci piace combattere i russi” ha detto il ceceno che si è rifiutato di dire il suo vero nome,”Li abbiamo sempre combattuti”.
Siria, XII Congresso del PCU: «Difesa della patria e lotta al terrorismo»
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- Scritto da lantidiplomatico
Il Partito Comunista Unificato siriano (PCU) ha inaugurato, oggi, i lavori per il XII Congresso ribadendo il proseguimento della lotta con il popolo, l’esercito e il Governo guidato dal presidente Bashar al-Assad.
Il segretario generale del PCU, Hunein Nemer, ha sottolineato a tutti i membri del partito e agli ospiti del Congresso, che il compito principale ora è quello di difendere la patria e continuare a lottare per eliminare i gruppi terroristici che operano in Siria dal 2011.
Ha sottolineato che i comunisti siriani difendono da un lato la ricerca di soluzioni politiche e pacifiche alla crisi, ma dall’altro ribadiscono l’appoggio alla resistenza e alla lotta contro il terrorismo, per ripristinare la sicurezza in tutti i territori.
Nel suo discorso, Nemer ha reso omaggio ai martiri della guerra siriana imposta al Paese arabo, e alle decine di militanti comunisti uccisi nella difesa della patria.
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Il rabbino Ahron Cohen: “Occorre giungere alla dissoluzione dello Stato di Israele”
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- Scritto da Mohamed El-Ghazi
Intervista di Mohamed El-Ghazi, Algerie Patriotique, 19 ottobre 2015
Algèrie Patriotique: Assistiamo negli ultimi giorni ad una ripresa delle ostilità contro la popolazione della Cisgiordania: Più di una ventina di morti e diversi feriti. Il numero è destinato a crescere. Quale la sua reazione a tutto questo?
Rabbino Ahron Cohen: Noi restiamo orripilati di fronte a questo spargimento di sangue per ogni dove. L’unica vera soluzione per porre termine a tutto questo sarebbe un accordo per la dissoluzione pacifica e totale dello Stato illegittimo conosciuto col nome di “Israele” e la sua sostituzione con un governo che sia accettabile per i Palestinesi. Al momento questo è solo un sogno. E tuttavia, più l’idea circolerà in seno alla comunità internazionale, prima finirà con l’essere considerata come la sola strada da seguire.
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I giovani palestinesi dicono NO all’occupazione e al razzismo
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- Scritto da Rana Ismail
18 ottobre 2015
Parla monsignor Atallah Hanna - Intervista di Rana Ismail

Domanda: Eminenza, cosa pensa dell’alleanza Siria-Russia-Iran-Iraq contro il terrorismo e fino a qual punto, secondo lei, l’intervento russo nei cieli siriani ha seminato confusione nel campo dei nemici della Siria?
Risposta: Mi permetta di approfittare di questa domanda per indirizzare ai nostri fratelli siriani saluti di cuore dalla Palestina, da Gerusalemme, in nome del nostro popolo e di quel che abbiamo di più sacro, insieme ai nostri auguri che la Siria possa prevalere sui suoi nemici; quegli stessi nemici che complottano per la liquidazione della questione palestinese e della città santa, serbando un silenzio assoluto sulla rivolta dei nostri giovani contro l’occupazione.
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L'approccio cinese in Siria
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- Scritto da Southfront
14 ottobre 2015

E' chiaro che le grandi potenze mondiali seguono da vicino le attività delle forze aeree russe in Siria. Una di queste grandi potenze è la Cina. Seguendo le azioni diplomatiche cinesi e le informazioni dei media sul tema potremmo concludere che la Cina ha osservato che la coalizione anti-ISIS guidata dagli Usa non aveva raggiunto alcun risultato sostanziale, e che la maggior parte delle forze anti-Assad si erano già unite all’ISIS e ad al Nusra. Di conseguenza, la Cina fornisce un sostegno diplomatico e analizza con attenzione le azioni militari russe nella regione. Gli esperti e i media cinesi sono giunti a conclusioni cruciali.
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