Cinque anni di sofferenza e di menzogne: LETTERA APERTA di Padre Daniel ai Governanti Occidentali

Nell'anniversario infausto dei 5 anni della 'rivoluzione siriana' , padre Daniel scrive dal Monastero di Mar Yacub in Qara una 'Lettera aperta' al Signor D. Reynders, Ministro belga degli Affari Esteri 

La riproponiamo ai governanti di ITALIA e di tutti paesi occidental

 

Deir Mar Yakub, Qâra, Siria - 11 marzo 2016

Eccellenza,

Sono un belga residente in Siria, mi riferisco a Lei, onorato ministro del nostro amato paese, per fornirVi informazioni sulla mia situazione e inoltre per chiederVi di continuare a collaborare alla nostra protezione e anche alla protezione del popolo siriano. Nel 2010, io, padre Daniel Maes, sacerdote norbertino dell’ abbazia Fiamminga Postel - Mol sono venuto in Siria, al servizio della comunità religiosa di Mar Yakub in Qâra, Qalamoun. Ero arrivato con molti pregiudizi e sospetti. Il contatto con la popolazione e il paese, tuttavia, mi ha fatto subire uno shock culturale.

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La battaglia per Aleppo e le menzogne dei giornalisti di regime

 

Desta veramente scandalo ed indignazione il cumulo di menzogne spudorate con cui i giornalisti dei principali canali TV e dei maggiori quotidiani descrivono le operazioni militari in Siria che potrebbero segnare una svolta nel corso della guerra che insanguina il paese da quasi 5 anni. L’apice dello scandalo è raggiunto nella descrizione, del tutto capovolta rispetto alla realtà, della battaglia per Aleppo, che potrebbe rivelarsi decisiva per le sorti della guerra.

La grande città industriale, posta nel Nord della Siria, è stata sempre la capitale economica del paese. Nel 2012 la città fu attaccata da bande jihadiste di diversa tendenza, in buona parte costituite da jihadisti e mercenari stranieri, che riuscirono a circondarla quasi completamente, ad occupare alcuni quartieri periferici comprendenti varie industrie e le centrali elettrica ed idrica, e ad infiltrarsi anche in alcuni quartieri centrali.

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Assedio. Su Aleppo la fabbrica delle balle

 

L’assedio di Aleppo. Forse non lo sapevate ma in questi ultimi giorni, e solo in questi ultimi giorni, il mondo delle persone perbene, di coloro che hanno a cuore la libertà, è angosciato dall’assedio di Aleppo. Il che è un po’ curioso, perché Aleppo è sotto assedio da tre anni e mezzo. Guardate la cartina qui pubblicata: raffigura la situazione di Aleppo dal 2012 fino a un mese fa. Com’è facile notare, il verde circonda su tre lati il rosso. E il verde erano le forze dei ribelli. Che quindi per tre anni e mezzo hanno stretto la città in una morsa aperto solo verso Sud. Un assedio quasi perfetto.

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Il settarismo o il fallimento di una prospettiva democratica in medio oriente

 

Il ruolo della monarchia saudita

          La recente felice conclusione della delicatissima trattativa sul programma nucleare iraniano ha suscitato sconcerto e preoccupazione in seno alla casa regnante saudita ai cui occhi l’evento ha costituito l’ulteriore conferma della fondatezza dei timori provati circa il progressivo allentamento della relazione strategica tra Washington e Riyadh.

          La caduta del regime sunnita di Saddam Hussein, conseguente all’invasione dell’Iraq da parte degli anglo-americani nel 2003, rimpiazzato da un governo a direzione sciita, fatto assolutamente inedito nella realtà araba, e il fallito tentativo di “regime change” in Siria dove l’intervento russo, iniziato lo scorso autunno, ha significato l’allontanarsi nel tempo di un obiettivo del cui mancato conseguimento i sauditi attribuiscono in buona misura la colpa all’“irresolutezza” dell’Amministrazione Obama, hanno fatto trapelare alla monarchia saudita la materializzazione di un arco sciita in grado di coprire l’immenso spazio tra il porto iracheno di Basra sul Golfo Persico e la capitale del Libano, Beirut.

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Yemen: fondato un nuovo Club per coordinarsi coi BRICS e la Nuova Via della Seta

14 gennaio 2016

 

Il 31 dicembre 2015 è stato fondato ufficialmente lo “Yemeni Club for Coordinating with the BRICS” (il Club dello Yemen per coordinarsi coi BRICS) nella sede del Ministero delll’Industria e del Commercio a Sanaa, capitale dello Yemen. La registrazione ufficiale seguirà all’inizio del 2016. L’iniziativa è guidata da Fouad Al-Ghaffari, ex funzionario del ministero per i Diritti Umani e giovane attivista e capo dell’ONG Gedar Human Rights, che ha deciso di agire nonostante i bombardamenti anglo-sauditi e la guerra terroristica contro il suo paese.

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