La nostra solidarietà concreta continua – Gennaio 2025 Kosovo Metohija

 

S.O.S. KOSOVO METOHIJA

 

 

Descrizione: https://www.civg.it/images/02016/34/14SOSYUStudKiM/14SOSYUStudKiM_image001.png

 

Grazie all’enorme e difficoltoso impegno delle nostre Radmila e Gordana si è conclusa la campagna disolidarietà con le famiglie più in difficoltà in Kosovo e tra i profughi a Nis, dell’Associazione  Srecna Porodica (vedove e profughe di guerra) e dell’Associazione Madri dei Rapiti e Scomparsi del Kosovo Methoija di Nis

 

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COMUNICATO stampa del Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali,sulla situazione in SERBIA

 

Di fronte alla grave crisi interna che sta travolgendo il governo e la società serba in queste settimane, che potrebbe definitivamente travolgere le istituzioni, lo stato e la società serba, portando a scenari di “colonizzazione” del paese su tutti i fronti,  e all’occupazione straniera dei punti nevralgici politici, economici, militari e culturali: il Consiglio centrale del BF, ha emesso questo comunicato in cui precisa e propone passi e azioni basilari per salvaguardare e contribuire al futuro delle Serbia e del popolo serbo.

 

https://tse3.mm.bing.net/th?id=OIP.icIPtZeMp00bzoJ1s5qnVgHaJ2&pid=Api&P=0&h=180

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I poteri occidentali, dalla UE, alla NATO, agli USA, stanno muovendo con risolutezza verso Belgrado! Cosa succederà alla Serbia?

2 febbraio 2025

 

Persone con le torce dei loro cellulari accese durante una protesta a Novi Sad, in Serbia, sabato 1 febbraio 2025 (AP Photo/Armin Durgut) Vučić, Vučević e Brnabić annunciano importanti notizie ai cittadini della  Serbia

 

Il governo serbo è sotto dure pressioni. Dalle proteste di piazza continue da tre mesi, ai tentativi di secessione della Vojvodina, alle intimidazioni in Kosovo, ai ricatti economici della UE, alle minacce della NATO e all’ultimatum di Trump. Lo scenario è da tipica “rivoluzione colorata”. Se questo governo cede, il paese sarà definitivamente in mani straniere. Fortissime preoccupazioni a Mosca. 

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Ucraina: neonazisti di Azov assaltano la Chiesa Ortodossa Ucraina PM di Cherkassy , feriti il metropolita e i fedeli.

Enrico Vigna

I fedeli della Chiesa ortodossa ucraina difendono la cattedrale di San Michele a Cherkasy, in Ucraina, durante un attacco da parte dei sostenitori della Chiesa ortodossa ucraina sostenuta da Kiev. (Social media) https://cdn.politnavigator.news/wp-content/uploads/2024/10/photo_2024-10-17_15-33-52.jpg

 

Il mese scorso, un centinaio di neonazisti in passamontagna e mimetica hanno fatto irruzione nella cattedrale dell'Arcangelo Michele della Chiesa ortodossa ucraina Patriarcato di Mosca, mentre si svolgeva la liturgia notturna. I criminali hanno rotto finestre e porte, demolito le telecamere di sorveglianza, picchiato i parrocchiani e poi li hanno gettati fuori dal tempio. Sono poi entrati nei locali dell'amministrazione diocesana, terrorizzando i bambini presenti, che hanno un età compresa tra 3 mesi e 8 anni. Quando il capo della diocesi, il metropolita Teodosio di Cherkassy e Kaniv, si è frapposto all’irruzione con un gruppo di credenti, questi banditi hanno aperto il fuoco su di loro con gas lacrimogeni, granate stordenti, sparato con una pistola a gas, rubando icone, documenti e 60.000 $.  Il metropolita ha riportato una commozione cerebrale e ustioni. Molti parrocchiani sono rimasti ferito in conseguenza dei pestaggi emolti hanno riportato ustioni alle cornee a causa delle sostanze tossiche.

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Solo il primo ministro slovacco Fico, s'interessa del futuro energetico della UE...?

28 dicembre 2024

 

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Dopo la visita a Mosca di Robert Fico, il 23 dicembre u.s., per discutere sulla decisione ucraina di interrompere l'afflusso di gas russo all'UE, dal 1° gennaio 2025, Fico ha  affermato che questa decisione porterà  alla crisi non solo la Slovacchia ma molti altri Paesi europei.

La Slovacchia valuterà la situazione del gas dopo il 1° gennaio e prenderà in considerazione la possibilità di adottare misure di ritorsione contro l'Ucraina, compresa la possibilità di interrompere le forniture energetiche a Kiev. Lo ha dichiarato recentemente il primo ministro slovacco Robert Fico: "Se ciò fosse inevitabile, interromperemo la fornitura di energia elettrica, di cui l'Ucraina ha urgentemente bisogno durante le interruzioni della rete, o studieremo un altro metodo", ha affermato.

Il primo ministro slovacco ha aggiunto che, dopo la cessazione del transito del gas russo attraverso l'Ucraina, le perdite dell'UE potrebbero ammontare fino a 120 miliardi di euro nel 2025 e nel 2026.

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