Sahara occidentale: “il silenzio sugli innocenti”.
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- Scritto da CIVG
9 Luglio 2026

“Promesse infrante, droni e accordi commerciali sulla pelle del popolo Saharawi.”
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Storie. “Altro calcio”: Sadio Manè, la fierezza di ricordare da dove si proviene, non dimenticare le proprie radici e mantenere una coscienza sociale.
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- Scritto da Enrico Vigna

Sadio Manè, uno dei giocatori più forti nel panorama mondiale calcistico. Un fiero e orgoglioso capitano della nazionale del suo paese, il Senegal. Un uomo che non ha mai dimenticato da dove proviene e sembra bizzarro celebrarlo quasi in contrapposizione, con quello che è lo stereotipo del calciatore moderno glamour e social.
In occasione del 50° anniversario della proclamazione della Repubblica Araba Democratica Saharawi.
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- Scritto da CIVG
9 Aprile 2026

I Comitati di Solidarietà tra i Popoli e per la Pace (COSPAZ) di Spagna, porgono i loro fraterni e sinceri saluti al popolo saharawi, al Fronte Polisario e all'Esercito di Liberazione del Popolo Saharawi in occasione della commemorazione del 50° anniversario della proclamazione della Repubblica Araba Democratica Saharawi (RASD), che si celebra l'8 aprile.
Nel Sahara c’è un muro lungo più di 2.700 chilometri.
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- Scritto da ilPost

Un carro armato marocchino distrutto dal Fronte Polisario nel Sahara Occidentale (REUTERS/ Zohra Bensemra)
Cioè la distanza in linea d’aria tra Palermo e Kiev: separa una regione contesa da decenni, ma che ora il Marocco è vicino a fare sua.
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Aisha al-Qaddafi ha pianto e ricordato con queste parole suo fratello Saif al-Islam, assassinato da uomini armati nella città occidentale di Zintan.
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- Scritto da Enrico Vigna - SOSLibia/CIVG
6 Febbraio 2026

Così, Aisha Gheddafi ha ricordato e pianto Saif, in modo ufficiale e pubblico:
“…Avete tradito la montagna. Il grande cuore del Paese. Avete tradito quelli che si sono rifiutati di andarsene nonostante tutti gli inviti. Aveva scelto di stare con il suo paese e il suo popolo. Avete tradito e oltraggiato il sogno della sovranità e della dignità. Avete tradito l'ultimo cavaliere, conficcandogli proiettili nel petto. È così che i miei coraggiosi fratelli ricevono proiettili nel petto sulla terra della loro patria e la lasciano in piedi ritti dignitosamente. Oggi fissiamo le loro grandi condoglianze. Saif al-Islam Maamar Al-Gheddafi, che ora Dio ti protegga e si prenda cura di te e della salute della tua anima...”.
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