Dallo Xinjiang all’Afghanistan, il Corridoio di Wakhan
- Dettagli
- Scritto da Maria Morigi

Nel nord-est dell’Afghanistan il Wakhan, maestoso paesaggio di pascoli e cime innevate nella regione del Pamir, dove si incontrano le catene dell’ Hindukush e del Karakorum, è un antico corridoio per i viaggiatori che si spostavano dal bacino del Tarim (Xinjiang ) verso Occidente. La striscia di territorio si trova nella provincia afghana di Badakhshan, tra il Tagikistan con la Provincia Autonoma di Gorno-Badakhshan, e il Gilgit-Baltistan, regione del Kashmir occupata dal Pakistan. Guardando una mappa generale si comprende perché questo corridoio - in alcuni punti largo solo 15 km - è detto “il dito dell’Afghanistan”.
Leggi tutto: Dallo Xinjiang all’Afghanistan, il Corridoio di Wakhan
CARTA (STAGNOLA) CANTA
- Dettagli
- Scritto da Alberto Piccinni

Nell’ottobre del 2001, mentre Bush junior attaccava l’Afghanistan in risposta agli attentati dell’11 settembre, io cominciavo i miei primi corsi di storia contemporanea e di dottrine politiche all’Università di Bologna. Ero una matricola che cercava di capire i concetti di capitalismo, neo-imperialismo, globalizzazione o esportazione della democrazia e di approfondire la storia del potere, delle guerre e del passaggio di consegne dalla pax britannica a quella americana. Non fu difficile comprendere che le guerre che affrontava la Gran Bretagna nell’800 per il controllo del commercio dell’oppio attraverso eserciti e banche dedicate rappresentavano il precedente in grado di far luce sulle logiche che muovono gli attuali conflitti legati al narcotraffico ma non avevo ancora colto la stretta relazione tra i miei studi e la stagnola annerita che trovavo di frequente per terra sotto i portici vicino al mio appartamento.
Cina Notizia - Agosto 2021
- Dettagli
- Scritto da Osservatorio Italiano sulla Nuova Via della Seta/CIVG

Russia e Cina leader dell'ordine multipolare
- Dettagli
- Scritto da Zivadin Jovanovic
30 luglio 2021

Per più di due decenni, i leader statunitensi hanno ammesso, ma solo a parole, che non sono più in grado di decidere da soli su importanti problemi internazionali, e che è giunto il momento in cui devono cooperare con altri paesi. In pratica, però, trovano difficile venire a patti con questa verità e spesso si comportano come se fossero pronti a imporre e mantenere la loro "eccellenza", "esclusività" e forza armata, soprattutto nucleare.
Sospettato n. 1: il laboratorio di Fort Detrick dovrebbe essere indagato per il tracciamento delle origini globali del COVID-19
- Dettagli
- Scritto da Di Fan Lingzhi, Huang Lanlan e Zhang Hui
Perché i laboratori statunitensi devono essere ispezionati per le origini del COVID-19

La teoria della “fuga dal laboratorio”, secondo cui il COVID-19 sarebbe fuggito da un laboratorio, ha nuovamente suscitato scalpore dall'inizio di quest'anno, dopo che l'ipotesi era stata rigettata nel cestino come teoria del complotto da numerosi scienziati.
Altri articoli...
- La sanità e la salute nella Repubblica Popolare Democratica di Corea
- La via cinese. Sfida per un futuro condiviso
- Uzbekistan. Un altro paese nel mirino delle strategie occidentali antirusse, inserito nel Progetto USA “C5+1”
- Rapporto “Xinjiang. Capire la complessità, costruire la pace” promosso dal Cesem con EURISPES e Istituto Diplomatico Internazionale
Powered by Multicategories for Joomla!2.5












