Carcere, il bilancio del 2025 è drammatico.

31 dicembre 2025

Foto di Jennifer Grismer/Unsplash

 

Il piano del governo Meloni è fallito: mancano gli spazi per i detenuti, le condizioni degli istituti sono pessime e morti e suicidi hanno raggiunto numeri senza precedenti.

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Il Contratto dei metalmeccanici

4 Dicembre 2025

 

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Il 21 novembre è stato firmato il CCNL dei metalmeccanici con 17 mesi di ritardo rispetto alla scadenza naturale del 1°luglio 2024. I punti salienti del contratto:

Salario – Aumento medio di 205,32 euro al livello C3 in 4 tranche – da giugno 2025 euro 27,70 – dal 1°giugno 2026 euro 53,17, 1°giugno 2027 euro 58,58, 1°giugno 2028 euro 64,87.
Un aumento del 9,64% con l’utilizzo dell’IPCA, uno strumento di tutela nel caso di alta inflazione.

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No alla chiusura dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro!

11 Dicembre 2025

 

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La sicurezza sui luoghi di lavoro si difende, non si smantella. Negli ultimi mesi si è tornato a discutere con insistenza della possibile chiusura dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e del trasferimento del suo personale e delle sue funzioni direttamente sotto il Ministero del Lavoro. Questa ipotesi rappresenta un rischio gravissimo per l’autonomia degli organi ispettivi e per la tutela della sicurezza e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

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Tra cancelli e quaderni: 200 passi per ricominciare

10 dicembre 2025

 

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Ogni mattina, davanti al portone del carcere, una trentina di docenti aspetta il proprio turno al box office per il “check-in”, stringendo registri, libri consumati, appunti sparsi. Superati i controlli, iniziano i duecento passi verso le aule, scanditi dal cigolio dei cancelli automatici che si aprono e si richiudono come un metronomo di ferro. All’altezza del blocco 50 c’è la “spartenza”: gli indirizzi si dividono, ma la missione è la stessa per tutti — incontrare i detenuti-alunni e provare, dietro le sbarre, a riaccendere la voglia di imparare e di ripensare il proprio futuro.

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L’ex Ilva di Taranto è morta, ma per qualcuno è ancora viva. Così la politica continua a bluffare

15 ottobre 2025

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Questa immagine è stata creata con l’intelligenza artificiale

 

Da una ventina di anni la Puglia contempla il declino di una storia senza muovere un dito. La città non ha in testa un modello alternativo. Attende una soluzione dall’alto. Come sempre

A forza di parlare di un morto come se fosse vivo e in buona salute, in molti si sono illusi che l’asta per la vendita dello stabilimento ex Ilva di Taranto avrebbe raccolto l’interesse del mondo industriale, consentendo alla vecchia fabbrica dell’acciaio di rinascere avviandosi verso una nuova, florida epoca da azienda ecocompatibile. Le probabilità che questo accada non sono molte. Per il momento sappiamo che le sole proposte per rilevare l’intera Ilva sono arrivate da due fondi americani, Bedrock e Flacks Group, disponibili a mettere sul piatto addirittura un’offerta di un euro per portarsi a casa quella che era un tempo il più grande centro siderurgico a ciclo integrale d’Europa. Altri otto gruppi hanno manifestato interesse a rilevare brandelli di ex Ilva (oggi Acciaierie d’Italia), ma il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, si è affrettato a dire che il governo non è interessato a vendere l’azienda a pezzi.

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