La fusione fra le aziende sementifere porta al dominio sulle forniture alimentari mondiali


Lungo tutto l’arco della storia dell’agricoltura di tutto il mondo, l’attività agricola è sempre stata un settore a parte dell’economia: piccole ed autosufficienti famiglie di agricoltori erano la condizione standard nella maggior parte delle culture. Anche quando le piccole fattorie crebbero e si specializzarono nell’arco degli anni, molti continuarono a mettere da parte semi o ad acquistarli da altri agricoltori, il che manteneva il controllo dell’agricoltura nelle mani della sua gente. 

 Oggi, invece, è tutto cambiato dato che i grossi complessi industriali chimici ed agroalimentari hanno acquisito, o si sono fusi con, aziende produttrici di sementi e di altre componenti del settore agricolo. Inoltre, sono riusciti con successo ad imporsi sul mercato delle sementi geneticamente modificate con elementi transgenici (OGM). 

 Questi fattori principali, insieme con altri, hanno facilitato l’avanzata verso il controllo globale dell’agricoltura da parte dei grandi gruppi industriali, e da lì, il controllo sulle forniture alimentari mondiali. La misera situazione attuale non è un effetto improvviso, ma ha subìto un’accelerazione decisiva subito dopo l’introduzione, alla metà degli anni ‘90, delle sementi OGM. Da quel momento, i grandi gruppi industriali multinazionali quali la Monsanto, la DuPont e la Syngenta, hanno agguantato una bella fetta di controllo sull’industria mondiale delle sementi, con l’effetto di limitare gravemente la diversità e la libertà agroalimentare.

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Il limite dell'autoreferenzialità

"Cosa entra nell'inceneritore e che cosa esce dal suo camino?", "A che cosa serve questo CLC?".

Chi c'era ieri in una più che gremita Sala Consiliare avrà sentito più volte porre queste domande, al CLC (Comitato di Controllo Locale) durante la seduta convocata d'urgenza grazie alle reiterate richieste dei cittadini di Beinasco e Grugliasco, a seguito agli ultimi sforamenti dei limiti degli agenti inquinanti.

 Ieri è successa una cosa importante: si è celebrato il de profundis all'Autoreferenzialità di questa politica/partitica, ieri a Grugliasco, è avvenuta la fine morale di un meccanismo che, negli anni, ha inquinato l'ambiente politico partecipato deturpandolo nella sua natura e inducendo il credo, purtroppo diffuso, che tanto non si può cambiar nulla.

Ieri Cittadine e Cittadini si sono riappropriati della politica mettendo in crisi un Sistema semplicemente ponendo domande, benchè non fosse concessa l'autorizzazione (perchè questo è il loro senso di democrazia), e con quelle domande hanno schiacciato al muro della verità amministratori locali e provinciali, responsabili dell'ARPA e dirigenti di TRM che più volte hanno provato a replicare ma invano. Da parte loro solo silenzi o omissioni: l'insulto l'hanno fatto loro derubricando le nostre legittime e motivate perplessità.

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Il pentito e quelli che non si pentono mai, ovvero la societa’ dei rifiuti tossici.

L’estate scorsa Carmine Schiavone, ex camorrista pentito, ha cominciato a rilasciare interviste, a chiunque le volesse, sui rifiuti tossici e radioattivi interrati dalla camorra in un’area che va dal basso Lazio fino a Napoli, passando per tutta la provincia di Caserta.

“Interviste” simili, ma ben più articolate e particolareggiate, le aveva rilasciate dal 1993 ai magistrati e (udite, udite!) nel 1997 alla commissione parlamentare sulle ecomafie.

Carmine Schiavone, nella sua ignoranza, si aspettava che qualcuno, lo Stato con la esse maiuscola, prendesse provvedimenti. E un provvedimento lo prese, lo Stato: secretare la sua testimonianza. Con una scusa plausibile: c’era un’inchiesta in corso. Non si sa mai che i camorristi, saputo della testimonianza (come, non lo sapevano dal ’93?), riuscissero a nascondere le prove, rimuovendo magari, favoriti dal buio e dalle tenebre, qualche milione di tonnellate di veleni che ci muori solo ad abitarci sopra.

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Marlane Di Praia A Mare: La Lotta Continua

Si è riunita a Praia a Mare l’assemblea del “Comitato per le bonifiche dei terreni,dei fiumi e dei mari della Calabria”. Una riunione ricca di argomenti e di profonde riflessioni sulla situazione ambientale oggi in Calabria. L’assemblea ha ribadito la volontà di continuare la lotta per dare completa verità e giustizia a quanto avvenuto all’interno della fabbrica della morte Marlane, dando piena fiducia al processo in corso a Paola. Non ci fermeranno le elemosine che il Conte Marzotto ha distribuito ai familiari delle vittime. Il nostro silenzio non è in vendita e continueremo a sostenere le lotte per giungere alla piena verità su quanto avvenuto in quella fabbrica. Non è vero quanto si dice che il processo si è sgonfiato o è finito. Sono voci messe in giro ad arte. Il processo, nonostante i tentativi del conte Marzotto, continua con le altre parti civili delle associazioni ambientaliste come Legambiente e WWF, come la CGIL e lo SLAI Cobas, come Medicina democratica, e le istituzioni come la Regione Calabria, la Provincia di Cosenza e lo stesso Comune di Praia.

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Il nostro cibo nelle loro mani: Quali interessi serve l'Autorità europea per la sicurezza alimentare?

(globalresearch.ca)

Secondo il sito web dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)la valutazione dei rischi in materia di alimenti e mangimi è la chiave di volta dell'Unione europea (UE) . Il sito afferma che l'EFSA fornisce consulenza scientifica indipendente nonché una comunicazione chiara sui rischi esistenti ed emergenti e che si tratta di un'agenzia europea indipendente finanziata dal bilancio dell'UE. L'autorità opera separatamente dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e dagli Stati membri dell'UE. Parole dal suono dolce,  più della metà dei 209 scienziati dirigenti nei  vari settori dell'agenzia hanno legami diretti o indiretti con le industrie che hanno lo scopo di regolamentare. Infatti, secondo una recente analisi indipendente effettuata da Corporate Europe Observatory (CEO) il giornalista freelance Stéphane Horel, osserva che  quasi il 60% degli esperti, i vari quadri esperti scientifici dell'EFSA hanno legami diretti o indiretti con le  industrie che dovrebbero poi regolamentare con l'agenzia.

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