Hands off Assata! Giu’ le mani da Assata!

       

 

Una Taglia di un Milione di Dollari Insanguinati è stato offerto per la cattura di Assata Shakur

L’impero del male sta intensificando gli sforzi per riafferrare la nostra amata sorella Assata. Dobbiamo fare in modo che ogni lettore sappia e possa difendere l'onore della nostra sorella e regina  Assata, dobbiamo fare del suo nome una vocabolo di famiglia come quelli di Malcolm X, Kwame Nkrumah, Martin Luther King. Sappiano quelli di noi che si chiamiamo attivisti e critici della politica americana che e’ giunto il momento di serrare i ranghi. Assata oggi, domani noi tutti. Questo il messaggio che il governo statunitense ha voluto mandare.

Assata Speaks sta attualmente sollecitando idee e suggerimenti su come scuotere, organizzare e mobilitare in difesa di Assata, nel tentativo di proteggere il suo diritto alla libertà e denunciare, quello che riteniamo essere un tentativo in corso, di fermare, imprigionare e screditare autorevoli attivisti neri che combattono le disuguaglianze della società in USA.

Da AssataShakur.com

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La disinformazione e la formazione del consenso attraverso i media

 

Durante i miei frequenti incontri per presentare il mio ultimo libro sul terrorismo israeliano, ho preso l’abitudine di fare un test al pubblico per mostrare quanto siano ingannevoli i mezzi di informazione ai quali, di solito, prestiamo una certa fiducia. L’esempio più efficace è l’attacco alle Torri Gemelle avvenuto l’11 Settembre 2001 a New York. Esordisco dicendo che quasi tutto il mondo seguì in diretta, e per molte ore, tutte le fasi di quello storico avvenimento e, quindi, dovremmo avere tutti una conoscenza abbastanza omogenea di quell’avvenimento attraverso una narrazione comune. Il pubblico acconsente. Faccio la domanda: “Quanti furono gli edifici crollati al suolo a New York l’11 settembre 2001?” Osservo subito qualche indecisione. Alcuni temono di dare una risposta errata: balbettano o tacciono. Altri rispondono: “Due!... Tre!... Quattro!...” Osservo che quelle risposte sono evidentemente contraddittorie e confermano che non vi è un’unica narrazione. Chiedo quali sono gli edifici. Alcuni dicono: “La torre n° 1 e la n° 2”. Altri, più informati ma pochissimi: “La n° 1, la n° 2 e la n° 7”. Altri:“Le Torri Gemelle e il Palazzo della Dogana” che, in realtà, non cadde ma fu gravemente danneggiato. Quando mostro il film che mostra il crollo dell’edificio n° 7, avvenuto alle ore 17, 27, senza essere stato scalfito neanche da un passerotto distratto, osservo un notevole aumento dell’interesse e dell’attenzione tra i miei ascoltatori.

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Dichiarazione delle Confraternite ortodosse, Unione dei Consigli della Fratellanza ucraina in Russia

30/01/2014

Noi, guide delle associazioni locali delle regioni d'Ucraina a Mosca, e rappresentanti dell'Unione delle Confraternite ortodosse, riuniti nella Cattedrale di San Nicola a Bersenevke, per celebrare il 10° anniversario della istituzione del Consiglio della fratellanza locale di Ucraina, esprimiamo la nostra estrema preoccupazione per la situazione in Ucraina .

Milioni di cittadini russi, immigrati provenienti dall’Ucraina, ci è cara la nostra " piccola patria", dove abbiamo persone ancora vicine, le tombe dei nostri antenati - tutto ciò che da tempo immemorabile ci è caro a tutti. Vogliamo essere orgogliosi del nostro paese di origine, di vederlo alla pari con i paesi più sviluppati del mondo .

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Chi sono le forze che si battono nelle piazze di Kiev per la democrazia, per l’Unione Europea e per la NATO

Capire e interpretare cosa sta accadendo in Ucraina, in questo delicatissimo momento, non è una cosa semplice. Se non altro perché una riposta unica non c’è, è un contesto dove si scontrano strategie internazionali, geopolitiche e geostrategiche, con radici storiche ideologiche legate a sentimenti di alcune frange di popolazione, che si sono riconosciute e non hanno mai abiurato valori e appartenenze alle politiche naziste; e dove probabilmente si giocano prospettive ed equilibri europei ed internazionali, che vanno ben al di là delle proteste di piazza e di molte richieste che, per alcuni aspetti avrebbero talune, anche motivi validi e legittimi. Alcuni dati sono ben visibili, da un lato la grave ingerenza degli USA e dell’Unione Europea in una questione tutta interna a un paese straniero, dove ovviamente l’obiettivo, nemmeno tanto nascosto in alcune dichiarazioni pubbliche è quello di sottrarre alla Russia un paese strategico nella rinata e moderna “guerra fredda” tra Ovest ed Est.  Basti pensare al gravissimo atto compiuto ai primi di dicembre, quando due tra i più importanti membri della politica statunitense, come John McCain e Victoria Nuland sono andati a Kiev nella piazza Maidan per dare il loro appoggio ai manifestanti; un atto definito anche da molti politici europei ed occidentali, non solo gravissimo ma lesivo della usuale diplomazia internazionale.

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Ecco il vero volto della protesta ucraina

 

Bande di neonazisti, pullman di dimostranti finanziati da Usa ed Ue. Tra falsi sondaggi e minacce politiche, ritorna la Guerra Fredda.


26 gennaio 2014


«Il "Wall Street Journal" ha pubblicato un sondaggio che mostra il consenso da parte degli ucraini nei confronti dei dimostranti di piazza Maidan. Secondo quel sondaggio, il 45 per cento sta dalla loro parte, mentre solo il 14 per cento resta fedele al presidente Viktor Yanukovich. Poi c'è il leader dei dimostranti, Vitaly Klichko. Lui sarebbe addirittura amato dal 56 per cento della popolazione.

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L’imperialismo UE all’assalto dell’Ucraina

Nove anni or sono, la rivoluzione arancione (il nome del colore deriva della bandiera di Viktor Jushenko) nacque in Ucraina con il sostegno finanziario e politico del governo e degli strateghi USA, con la partecipazione attiva dell’intelligence USA e diverse ONG e di ricerca come la Open Society Institute del miliardario George Soros, Harvard University, Albert Einstein Institute, International Republican Institute, National Democratic Institute, tra gli altri.

Tale rivoluzione fu la logica conseguenza dell’operazione realizzata da Washington e dai suoi alleati UE, alla fine del secolo XX, avente per obiettivo il “rinnovamento politico” dell’Est Europa e dell’ex URSS, portando al potere propri regimi fantoccio. Tali regimi tendono a cancellare dalla memoria dei popoli di questa regione il sentimento di amicizia per la Russia e la collaborazione dalla Seconda guerra mondiale e la ripresa successiva delle loro economie. Ciò furono la “rivoluzione delle rose” in Georgia (2003), la “rivoluzione arancione” in Ucraina (2004), la “rivoluzione dei tulipani” in Kirghizistan (2005), come i tentativi di attivare la “rivoluzione dei fiordaliso” in Bielorussia (2006), e le rivoluzioni colorate in Armenia (2008) e in Moldavia (2009). Imponenti fondi per l’organizzazione di tali “rivoluzioni colorate” furono stanziati con l’appoggio della Fondazione targata USA, per la Democrazia in Est-Europa (SEED), finanziata dal dipartimento di Stato USA.

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I programmi antisociali dell’opposizione politica ucraina rivelati da Wikileaks

Viktor Pynzenyk , ex ministro delle finanze e ora membro del partito di opposizione Oudar di Vitali Klitschko, ha spiegato nel 2010 all'ambasciatore americano che cosa erano disponibili a concedere  come nuovo governo per l’Europa:

    • Aumentare l'età pensionabile di due anni - tre anni

    • L'eliminazione del pensionamento anticipato

    • La limitazione delle pensioni per i pensionati che lavorano

    • La triplicazione del prezzo del gas per le famiglie

    • L'aumento dei prezzi dell'elettricità del 40 %

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