Rapporto sugli sfollati dal Donbass
30 giugno 2014

Abbiamo ricevuto i primi 5 sfollati che ospiteremo con i nostri sforzi. Abbiamo due donne adulte e tre bambini. Non darò alcuna informazione su questo gruppo o sul modo in cui è venuto a noi, al di là di dirvi che queste sono persone speciali che nessun altro avrebbe potuto aiutare. Quando questa guerra sarà finita vi racconterò alcuni dettagli degli sfollati. Finora il gruppo che siamo riusciti a portare fuori è in tutto di 8 donne e bambini. Il primo gruppo di 3 donne era composto da madri di un gruppo precedente di bambini con la cui evacuazione non siamo stati coinvolti direttamente. Mia madre sta prendendo cura di loro per cibo e alloggio.
Questo gruppo è stato preso e portato alla struttura in cui vivranno per tutta la durata del conflitto. Il loro viaggio non è stato tranquillo. Dopo che abbiamo organizzato tutto per loro, V. ha trascorso tre ore a parlare con loro e a tradurre per me mentre si davano il cambio a fare la doccia e a ripulirsi. Sono esauriti ma tre di loro erano ansiosi di raccontare la loro storia. La migliore terapia per loro è di parlare delle loro esperienze.
Io sono abbastanza bravo a estrarre delicatamente informazioni dalle persone. Quando tre persone mi raccontano la stessa storia nel corso di tre ore, e spesso non tutte e tre sono insieme, e io di tanto in tanto ritorno a conversazioni fatte una o due ore prima di quel momento e faccio una domanda e ottengo la stessa risposta di base, tendo a credere che stanno dicendo il vero. Inoltre, V. ha trascorso qualche tempo a parlare da sola con loro e ha ottenuto esattamente la stessa storia con particolari aggiunti.
A fianco del popolo del Donbass

Dall’Italia: il Centro Iniziative Verità e Giustizia…. ritenendo completamente interno ai propri valori, ai propri intenti e obiettivi fondanti, ha aderito e collaborerà con il Comitato Internazionale di Solidarietà con il popolo del Donbass e si mette a disposizione sulle campagne e iniziative di sensibilizzazione e solidali.


La storia si ripete….
Medio Oriente: Mutamenti profondi e forse irreversibili
Comincia con questa riflessione, la collaborazione di Angelo Travaglini, ex Ambasciatore, sancendo così l’adesione al CIVG di cui entra a far parte nel Comitato Scientifico.
Premessa
Gli eventi in corso di svolgimento in Iraq rivestono un’importanza primordiale nella misura in cui potrebbero rivelarsi portatori di mutamenti irreversibili nella mappa del Medio Oriente quale noi conosciamo.
La proclamazione, da parte dell’ISIL (Stato islamico in Iraq e nel Levante), di un Califfato su un’area che va dall’est della Siria all’ovest dell’Iraq, dall’alto significato simbolico seppur dalla portata effettiva tutta da verificare, avvenuta lo scorso 29 giugno, primo giorno del sacro mese del Ramadan, suona conferma degli intendimenti dello schieramento estremista, sorto in Iraq, di conferire tratti di legittimità e credibilità internazionale alla sua azione destabilizzante volta ad alterare la configurazione territoriale concordata agli inizi del secolo scorso dalle diplomazie di Francia e Gran Bretagna.
Con la proclamazione del Califfato la formazione jihadista ha ridato vita ad una forma di potere politico venuta meno nell’universo islamico con la scomparsa dell’Impero ottomano all’indomani della prima guerra mondiale.
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Scusate se non siamo morti a Slavjansk

Igor’ Druz’, consigliere del ministro della Difesa della Repubblica Popolare di Donec’k per l’informazione e la politica.
I miliziani hanno dovuto andarsene da Slavjansk. Certo, eravamo pronti a combattere fino alla fine, eravamo pronti a eseguire anche quest’ordine del comandante. Tutti noi abbiamo già fatto testamento e ci siamo congedati dalla famiglia. Ma siamo soldati, ed eseguiremo anche un ordine diverso. Tanto più che crediamo nella rispettabilità di Igor’ Strelkov e ci fidiamo della sua esperienza in ambito militare. Del resto ha già partecipato a quattro guerre come volontario. Che cosa sarebbe successo se l’esercito russo avesse deciso di difendere fino alla fine Mosca nel 1812, o Kiev nel ’41? Non ci sarebbe stata la presa di Parigi, e di conseguenza quella di Berlino, e i membri dell’“unico esercito alleato della Russia” sarebbero morti invano. Sono assolutamente convinto che vinceremo e libereremo anche Kiev. Pur non sapendo ancora a quale prezzo e quanto tempo ci vorrà. Perciò e’ molto strano leggere le odierne speculazioni di alcuni, in teoria patrioti, i quali accusano Strelkov di tutto e di più. Anche della resa della città. Farebbero meglio a ricordarsi che per mesi Strelkov e i suoi soldati, all’inizio solo alcune centinaia, poi un paio di migliaia, hanno eroicamente bloccato gli attacchi di un intero esercito. Armati quasi esclusivamente di armi leggere, hanno contenuto l’offensiva di 15mila militari professionisti.
Kosovo: a Vitina distrutto il Monumento in memoria della lotta di liberazione dal nazifascismo
Un monumento che era stato costruito in onore dei partigiani Serbi e Albanesi che combatterono contro l’occupazione nazifascista è stato distrutto nel centro del paese di Vitina da estremisti albanesi. L’atto vandalico è avvenuto sotto gli occhi della polizia kosovara, alcuni membri della quale hanno infatti tranquillamente osservato la distruzione del Memoriale, senza minimamente intervenire.
Il fatto che che l’obiettivo non sia stato attaccato per motivi “etnici”, (era dedicato alla memoria sia dei serbi che degli albanesi) chiarisce ancora meglio la situazione di violenza, di sopruso e di aggressività presenti nella realtà del Kosovo “liberato”. Ma soprattutto fa capire quali sono i valori e le radici storiche cui si rifanno le forze secessioniste.
La memoria dei partigiani antifascisti del Kosovo, ormai annientata.
Il patrimonio e la memoria storica e culturale del Kosovo, fino al 2000 conservato nelle tradizioni della ex Jugoslavia, viene oggi sistematicamente rimosso e spesso distrutto dai “nuovi” governanti della provincia serba. Agim Gerguri, direttore dell'Istituto per la Protezione dei Monumenti in Kosovo, membro del consiglio di governo, ha dichiarato che nessun monumento legato alle vicende della Seconda guerra mondiale è sulla lista dei monumenti che lo “Stato” del Kosovo protegge. Un altro monumento jugoslavo sulla ex piazza “Fratellanza e Unità” a Pristina, sarà sostituito da un monumento al comandante UCK ucciso, Adem Jashari.
PUSSY RIOT: la vera storia
Le Pussy Riot litigano per denaro

Il fattore commerciale nel caso Pussy Riot ha completamente sopraffatto quello politico. Le componenti del gruppo, i loro avvocati e sostenitori sono tutti concentrati sul dibattito intorno alle Pussy Riot come su di un progetto di business di successo.
La prima prova del movente nascosto delle "anti- Putin” Pussy Riot è emersa nel mese di aprile di quest'anno, quando si è saputo che l’Agenzia Russa dei Brevetti ( Rospatent ) ha ricevuto una domanda di registrazione di “Pussy Riot” come marchio di fabbrica . L’attribuzione giuridica del marchio è stata condotta dalla società cinematografica Web - Bio . Il direttore generale della società è Natalia Kharitonova , la moglie di Mark Feigin, uno degli avvocati delle ragazze . Dopo la registrazione del marchio della band punk era prevista la produzione di abbigliamento, distintivi, penne, stampe, giocattoli , film , così come spettacoli e concerti .
SOS da Slavyansk, Donbass
Messaggio da una donna ucraina di Slaviansk

Vivo a Slavyansk, in quella città, dove c'è una guerra imposta dalla auto proclamata GIUNTA di Kiev (così si fa chiamare il cosiddetto governo), contro la popolazione civile. Ogni notte e ogni giorno dalla periferia della città, stanno bombardando le nostre case con cannoni di vario calibro. Alcune famiglie sono senza un tetto, ci sono feriti dai colpi di armi, da schegge e detriti dei muri colpiti. Nelle vicinanze della città ci sono cadaveri abbandonati di soldati dell’esercito ucraino che si rifiutavano di sparare sui civili, essi sono stati uccisi alle spalle dai militanti di “Pravy Sector” ( Settore Destro). La popolazione della città si rivolge a tutto il mondo: “ Fermate la Giunta di Kiev!” Noi lanciamo un appello alla comunità internazionale per proteggere i bambini, le donne, gli anziani, perché si blocchi questa Giunta, si condannino le sue azioni e venga avviato un processo penale per le fucilazioni di civili!













