70 ° anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica, nell’Ucraina non sottomessa alla Giunta nazifascista e all’occidente
La memoria antifascista del popolo ucraino ha radici profonde e non si sottomette, gli ucraini, in tutte le loro differenze o visioni, o credo religioso o ideologico, uniti, ricordano coraggiosamente il prezzo pagato dal proprio popolo contro il nazifascismo. Queste immagini testimoniano e documentano questo. E questo è ciò che nessuno nei Media occidentali ci fa vedere. Perché questa è l’Ucraina non asservita e non sottomessa; e per la riuscita delle politiche occidentali c’è bisogno di uomini assoggettati e conquistati, questi sono invece donne e uomini non asserviti…quindi nemici. Nonostante un clima di violenza, sopraffazione e intimidazioni anche terroristiche, questa è la parte di popolo ucraino che non si arrende ai nazifascisti moderni e agli euro colonizzatori. A loro e su di loro il peso enorme per la rinascita e la vittoria di una Ucraina libera, indipendente, sovrana e popolare. A loro va il nostro HURA!
Padre Daniel: ai 'reporter di guerra' che dopo 4 anni ancora continuano con la propaganda.

Qara, 27 febbraio 2015
Una Quaresima bizantina con tante varietà
Venerdì, sabato e domenica scorsi erano collegati a celebrazioni speciali nella liturgia bizantina di quaresima. Adesso ogni venerdì si canta in piedi il lungo ”acathist”, cioè un inno cantato in onore alla Madonna. Tanto tempo fa, con questo inno fu posto fine all’assedio di Costantinopoli. In ogni caso nel novembre 2013, quando eravamo assediati, abbiamo anche noi cantato questo inno ”acathist” nel nostro rifugio (anche quando eravamo stesi sul nostro materasso) e siamo anche stati risparmiati in modo più miracoloso. I terroristi erano improvvisamente scomparsi come neve al sole.
Una Via Basca verso la Pace, per avanzare nella risoluzione delle conseguenze del conflitto.
24 aprile 2015

Sono passati tre anni e mezzo da quando si è tenuta la Conferenza internazionale di pace di Aiete e dell’annuncio tre giorni dopo da parte dell'ETA in cui annunciava la fine definitiva della sua attività armata. Senza dubbio, questa è stata una notizia molto importante ed entusiasmante per la società basca, e che ha spalancato le porte ad adottare misure al fine di costruire la pace e la convivenza in Euskal Herria.
Il primo punto che aveva stabilito la risoluzione annunciato dai rappresentanti internazionali che avevano partecipato alla Conferenza di Pace Aiete, era la scelta della cessazione definitiva delle attività armate dell'ETA, e proprio questo è stato finora l'unico punto che si è concretizzato.
Non dimentichiamolo!

Oles' Alekseevich Buzina
Nato a Kiev il 13 luglio 1969
Assassinato a Kiev (via Degtjarevskaja 58) il 16 aprile 2015
Lascia una moglie, una figlia e un paese impazzito
Kosovo: cronache di quotidiane violenze

Nel villaggio di Pasjan accoltellato un serbo e il giorno dopo aggredito un altro.
Zoran Kostic di Pasjan è stato attaccato da due albanesi armati di coltello, mentre tornava a casa con la sua famiglia da Gnjilane, verso sera. Portato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Gnjilane, gli sono state riscontrate lesioni da coltello nel braccio, sulle gambe e al torace; in serata è stato poi dimesso. Altri abitanti paesani di Kostic , che erano accorsi in suo aiuto riuscendo a far fuggire gli aggressori, hanno riconosciuto in essi due albanesi del vicino villaggio di Vlastica, che erano arrivati con una macchina Mercedes e hanno avvisato la polizia di Gnjilane, che ha fermato uno dei due aggressori, mentre l’altro è fuggito.
Putin: la vita è una cosa semplice. E crudele.
Il Presidente Putin ha raccontato alla rivista "Russkij Pioner" dei suoi genitori durante la guerra, di suo fratello, delle incredibili coincidenze verificatesi durante la sua vita.

I suoi genitori non potevano e non volevano odiare i loro nemici.
"Mio padre non amava parlarne. Ma quando parlava e ricordava qualcosa con i suoi coetanei, ero vicino. Ho tutte le informazioni sulla guerra e su quello che è successo alla mia famiglia grazie alle conversazioni tra gli adulti.
Prima della guerra mio padre lavorava in fabbrica e viveva con la madre a Petrodvorets, vicino Leningrado (San Pietroburgo). Lì avevano costruito la propria casa.













