Notiziario Patria Grande - Gennaio 2025
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- Scritto da PatriaGrande/CIVG

NOTIZIARIO GENNAIO 2025
TELESUR (VENEZUELA) / ESTERI / L’ELEZIONE DI TRUMP
Trump versione 2025
TELESUR (VENEZUELA) / ESTERI / ARGENTINA
Argentina, la tragedia di una società senza Stato
REBELION (CUBA) / ESTERI / LA SITUAZIONE IN COLOMBIA
Colombia: le cause profonde del caos socioeconomico e finanziario
GRANMA (CUBA) / INTERNI / INGERENZE USA
Trump revoca la rimozione di Cuba dalla lista nera degli Stati terroristi
TELESUR (VENEZUELA) / INTERNI / RESISTENZA ALLE INGERENZE
Maduro: il Venezuela si prepara alla lotta permanente per la democrazia
TELESUR (VENEZUELA) / ESTERI / CRONACA
Luigi Mangione e la violenza sterile
RESUMEN LATINOAMERICANO (CUBA) / OPINIONE / LE TENDENZE GLOBALISTE
Lo scisma imperialista e la politica woke
GRANMA (CUBA) / ESTERI / BRICS+
Cuba e Brics+, un’Alleanza che parte dall’Intelligenza Artificiale
GRANMA (CUBA) / INTERNI / LA SITUAZIONE ECONOMICA
La parziale dollarizzazione dell’economia contribuirà al controllo sulle divise circolanti
GRANMA (CUBA) / INTERNI / PRO GRAMMI SETTORI STRATEGICI
Prospettive della produzione petrolifera nazionale
Dossier/ Le catene della guerra in Italia. I fornitori in Emilia Romagna
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- Scritto da Linda Maggiori
29 gennaio 2025

Con i venti di guerra che soffiano sempre più forti, l’industria della difesa traina l’economia. Sempre più aziende civili stanno convertendo parte (o tutta) della loro produzione al settore bellico, si allunga la supply chain (catena dei fornitori) di chi produce armi o sistemi militari. Leonardo Spa, azienda statale con la maggior parte del fatturato nel settore militare, conta oltre 4000 fornitori in Italia, per lo più piccole e medie imprese. Sono aziende legate all’automotive, ai sistemi ottici, alla meccanica di precisione, all’idraulica, al packaging, alla cyber security che nascono come civili e, complice la crisi, si orientano ad una produzione dual use (civile e militare) in una “riconversione al contrario”.
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Kamal Sharaf, pungente disegnatore yemenita
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- Scritto da Enrico Vigna
Febbraio 2025

Il disegnatore yemenita è uno dei vignettisti più prolifici degli ultimi anni sulla questione palestinese e non solo, avendo creato circa cinquecento opere d'arte per la Palestina e il Fronte della Resistenza.
Le opere di Kamal Sharaf, 47 anni, hanno un tono e una pregnante radice politica e sono provocanti, smascheratrici delle politiche di Israele, degli Stati Uniti e anche dell'Islam annacquato americanizzato. Ma molte si riferiscono anche alle Resistenze dei popoli siriano e libanese. Secondo molti osservatori, la satira tematica principale delle sue opere, è quella di svelare le contraddizioni tra le politiche occidentali e l'Islam occidentalizzato.
SIRIA: il regime jihadistaha messo fuorilegge tutti i partiti politici. Comunicato dei comunisti siriani
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- Scritto da Comitato centrale del Partito Comunista Siriano
Febbraio 2025

Dichiarazione del Partito Comunista Siriano.
" L'8 dicembre 2024, una cricca oscura ha preso il potere nella nostra patria, la Siria, attraverso un attacco militare condotto con il pieno supporto di forze colonialiste aggressive membri della NATO. Questo gruppo ha iniziato a limitare i diritti sociali del popolo. Decine di migliaia di lavoratori delle strutture statali e del settore pubblico sono stati licenziati e molte di queste strutture sono state liquidate, portando a un deterioramento delle condizioni economiche e sociali. Inoltre, la discriminazione tra i cittadini basata sulle loro convinzioni e affiliazioni sta crescendo. Rapimenti e omicidi sono avvenuti e continuano a verificarsi, accompagnati da furti, saccheggi ed estorsioni.
Mandato di arresto per il presidente della Repubblica Serba di Bosnia M. Dodik, dopo che “l’Aja di Sarajevo” lo ha condannato a un anno di carcere e sei anni di esclusione dalla politica. In Bosnia si riaccendono pericolosi venti di nuove conflittualità
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- Scritto da Enrico Vigna
12 marzo 2025

Il presidente della Repubblica Serba di Bosnia ha dichiarato che respinge la sentenza di un Tribunale non legittimato e da ora le sue azioni non saranno più riconosciute sul territorio della RS, così come non sarà più acconsentita la presenza di soldati e dell’intelligence della Bosnia Erzegovina nella RS. Questo fino a quando non saranno definite alcune questioni di fondo, ora irrimandabili e irrisolte.










