"Dobbiamo difendere questo progetto nazionale e popolare con la “ cappa e con la spada"
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- Scritto da Hebe de Bonafini
31/07/2014

Madri de Plaza de Mayo
Bene, companeros. Molti sanno che Angelica de Ayacucho non è più fisicamente con noi, Madre di Ayacucho, Ayacucho Angelica come la chiamavamo noi, una donna molto forte, che è stata con noi dal principio. Ma siamo contente perché sappiamo che non potrà mai andare via da questa piazza, ella sarà sempre con tutte le Madri che continueranno ad essere qui.
Penso che questi giorni noi li interpretiamo come grandi giorni, molto storici per l’Argentina, dobbiamo prenderli come un importante fatto storico. L'enorme orgoglio di avere un a Presidente statista, non una Presidenta qualsiasi . Eva Peron è stata una grande donna, in sette anni ha fatto un sacco di cose, ma Cristina è anche una grande statista che ci rappresenta e combatte e lotta ogni giorno e in ogni momento. Per questo viviamo intensamente questo momento.
Ieri ho sentito Axel Kicillof un sacco di volte, tutte le volte che l’ho potuto sentire e mi rende orgogliosa che un giovane sia così scrupoloso, così intelligente, così pronto. Sa rispondere a ogni cosa con risposte chiare.
Dobbiamo viverli, compagni, questi giorni, per essere in grado di dire, di discutere con tanti satrapi, a volte avvoltoi che sono accanto a noi, dobbiamo sapere chi sono e perché dobbiamo combattere e combatterli, perché questo progetto nazionale e popolare dobbiamo difenderlo fino in fondo, anche più in là di ciò che possiamo. Sì potrà anche perdere, naturalmente. Chi ha detto che non potrà succedere. Ma è ancora più importante, quello che è stato raggiunto, quello che stiamo facendo. Dobbiamo fare e difendere insieme. Mettere il corpo e l’anima tutti insieme, perché è l'unico modo per essere felici, per sentire fortemente che stiamo facendo qualcosa. Non importa quanto poco o grande, non importa questo , ma possiamo parlare con il droghiere, il macellaio o l’amico nel club. Dobbiamo parlare a tutti e non stancarci di parlare e ricordare loro quanto abbiamo realizzato e quanto sangue è costato , nulla ci è stato regalato.
Oggi è un giorno molto felice per le madri di essere felici, perché pensiamo che la Presidenta e Axel Kicillof, che è una grande persona, che ci rende orgogliose di un giovane così e ci fa pensare ai nostri figli.
E siamo anche contente perché stiamo celebrando i 100 anni di Juanita, i 90 di Visitacion, i 90 di Chela e i 90 di Chiqui. Gli cantiamo buon compleanno? Che lo compiano felici, felici per esserci incontrate, rispettate, Piccole Madri che si incontrano felici.
Fino al prossimo Giovedì.
Hebe de Bonafini.
Discorso di Giovedi 31 Luglio 2014
Da madres.org
Discorso della Presidenta Cristina Fernández de Kirchner, il 31 luglio 2014 ai giovani del popolo argentino,dopo la firma gli accordi per la ristrutturazione del debito.
"Hola come state! Non sapete quanto mi manca questo saluto. Amo questo slogan di Chavez, quando lo celebrava. Sapete perché mi piace? Domani diranno: "Certo, a lei piace perché a Cristina piace comandare….No, sapete perché mi piace? Perché mi fa sentire parte del compañero, del Comandante Hugo Chávez. Sapete che cosa? L'altro giorno, quando ero a Caracas, sono andata al Quartiere de las Montanas per vederlo, era presente una delegazione della Gioventù del Partito Socialista Venezuelano Unito, in attesa davanti alla porta e hanno cantato uno slogan che mi è piaciuto, io non lo canto, ma vediamo se mi ricordo, qualcosa come "Chavez non è morto, milioni sono Chavez, Chavez sono io…", dicevano. Poi questi giovani sono venuti a salutarmi con grande entusiasmo, studenti universitari, giovani militanti del territorio, acclamavano Chavez, Nestor e anche loro hanno detto, che quando i giovani o quando le bandiere hanno l'immagine di un leader, quando sulle camicie è stampato il volto di un leader, o tatuato sui corpi dei militanti, il significato è che essi sono definitivamente entrati nella storia….”

"Dobbiamo essere molto uniti , perché cercheranno di dividerci", ha detto Cristina Fernandez Kirchner davanti ai giovani, dopo la cerimonia presso il Museo del Bicentenario Argentino, la Presidenta ha sostenuto l'unità nazionale, in un messaggio ai giovani nella Sala dei Patrioti Latinoamericani: "Dobbiamo essere molto forti come argentini, molto, afferma, perché cercheranno cercano di dividerci. Non sarà per loro facile farlo perché Mercosur, Unasur, Sud America, CELAC, sono sicuramente insieme a noi, perché abbiamo imparato che l'unione fa la forza e che solo uniti potremo raggiungere un ruolo di primo piano in questo mondo complesso ".
"Quando parlo di unità, io non parlo di unità di un partito, parlo di unità nazionale, gli argentini hanno mille cose su cui discutere e dibattere, però per difendere il futuro contro coloro che vogliono farci firmare qualsiasi cosa, non contate su di me ".
Ella ha sottolineato ancora che "… tramano contro l’ Argentina perché è un paese con un potenziale enorme, e in questo momento siamo noi stiamo contenendo il debito estero, oggi è uno dei paesi con il più basso rapporto del debito estero con il suo PIL”.
Così ha detto di leggersi il discorso di Nestor Kirchner nel febbraio 2004, ha detto di guardare la data: “…stava parlando di cosa sarebbe accaduto dieci anni dopo e quella che era la linea da seguire…." "Sapete cosa è il grande valore di esso?... Cambiare ciò che ci hanno detto, che non poteva essere. Ci hanno detto che se non facevamo quello che il FMI diceva , ci sarebbe caduto il mondo addosso, e lui ha detto di no. Hanno detto che se non avessimo fatto quello che ci indicavano dall'esterno, saremmo caduti ... ". Ha aggiunto: " Alcuni giornali gli avevano pronosticato solo un anno di vita governativa… Invece il nostro debito in dollari, in valuta estera detenuta da privati titolari è solo l'8 per cento del PIL. Quando Nestor era Presidente, esso arrivò a 150, a 160, eravamo un paese impraticabile. Ed ora, lo stiamo destrutturando, abbiamo pagato più di 190.000 milioni senza ricorrere a nuovi indebitamenti, con la nostra crescita .
Dopo aver ricordato che tale politica di gestione è basata sull’inclusione sociale e ha evidenziato le pensioni aumentate, i diritti concessi a molti argentini. "…Molte persone che ne hanno beneficiato, anche loro si chiedono come è venuto quello che hanno avuto; una parte è il risultato di un proprio sforzo , ma anche pensano che spesso hanno lottato e ottenuto nulla, la cosa importante è sensibilizzare l'altro senza aggressività, senza discredito, perché molte persone non si rendono conto per tutto quello che ricevono ogni giorno, quindi occorre avere pazienza, perché le cose, prima o poi, sempre si ottengono… "
“…Voi, gli argentini sono coloro che hanno pagato, quando ci avevano detto che era impossibile farlo, quando noi abbiamo detto che era impossibile che i parametri del Fmi fossero cosi. E noi, ed altri paesi nella regione abbiamo mostrato, che si può crescere senza escludere. E oggi l'Argentina, secondo le Nazioni Unite, detiene il più alto tasso di sviluppo umano in tutta la regione…”
Discorso nel cortile Malvinas
La Presidenta Cristina Fernandez de Kirchner è andata poi al cortile Malvinas. Dove ha sottolineato cosa pensa del futuro "…non solo come un patto con i 40 milioni di argentini, ma lo sento anche come un profondo patto con chi è stato mio compagno di vita e militanza".

Il capo dello Stato argentino ha preso atto della situazione in Palestina. "La nostra immensa solidarietà con la Palestina, con tutti i bambini, le donne e per tutto ciò che sta accadendo lì. Il nostro dolora viene dal più profondo sentire. Oggi abbiamo parlato con un sacerdote con 29 bambini disabili e le suore, che sono in un seminterrato di una chiesa a Gaza. Siamo in contatto per fargli arrivare cibo e viveri, e sono bambini che egli non intende abbandonare. Dio illumini , qualsiasi Dio, non si può parlare di Dio e di fare quelle cose. C'è un solo Dio e questo Dio non potrà mai giustificare la devastazione di innocenti, quindi voglio esprimere la mia solidarietà con la situazione e chiedere un cessate il fuoco e la pace in questo mondo di tanta violenza e ingiustizia ".
Cristina Fernandez de Kirchner ha ribadito che la lotta principale deve essere quella perché prevalga la ragione sull’odio e ha aggiunto: "…faccio una chiamata da qui, con la bandiera dell'Argentina, per la Palestina, a tutti gli Stati per la pace e l'unità dei popoli…", ha aggiunto.
Ha ribadito il messaggio a tutti gli argentini: "Voglio chiedere a tutti i companeros che portino il messaggio a ogni argentino, che la pensino come la pensino, che in questo momento alto, ciò che dobbiamo avere al di sopra di tutto, è una unità nazionale…" " Il paese è in attesa, un paese in cui già abbiamo fatto molto ma manca molto ancora, ci riusciremo solo se resteremo uniti. Un paese che sarà in grado di essere tra i più importanti, che non significa con idee di colonizzatori, noi non crediamo in questo, noi crediamo nella solidarietà, nella cooperazione e nell'unità del popolo. ", ha concluso.
Cortile di las Palmeras
Infine, L a Presidenta è andata al Cortile di las Palmeras, dove ha salutato i presenti dicendo: " Benvenuti companeros lavoratori, questa è la vostra casa".
Ha ringraziato "…tutti coloro che sono venuti oggi a sostenere un progetto del nostro paese, un progetto di Nazione indipendente, che è solo per ora negli indirizzi, i dettagli verranno …", ha detto. Ha ricordato la sua "speranza infinita nei giovani, negli accademici, nei militanti e attivisti, nei lavoratori, negli scienziati, che alla fine rappresentano il reale patto verso il cambiamento e la trasformazione…." Ha osservato che si tratta di un progetto nazionale "…con l’obiettivo di trasformare il paese e favorire ulteriori cambiamenti, in modo che non ci siano più poveri, che ci sia più istruzione, salute, più case, un mondo complesso che si deve andare ad affrontare, un mondo che si deve costruire. Questo non avverrà in modo improvvisato, questo non ci sarà perché qualcuno parla bene… ".
Ha detto che questo mondo nuovo necessiterà di uomini e donne preparati, che conoscano la storia, che per decifrare ciò che sta succedendo dovranno capire cosa succede, con l'emergere di nuovi attori mondiali.
"Un dirigente è colui che comprende la storia, è che interpreta correttamente la realtà, che può distinguere l'importante dal meno importante e guida il suo popolo verso la vittoria. Necessità di prepararsi per questo, ognuno di voi deve avere come obiettivo la Patria. Questa è la bussola …".
"…Desidero dirvi di stare tranquilli, questa compagna che parla non è il Presidente, è la compañera Cristina, che sempre sarà, e sempre andrà ad essere, da nessuna altra parte che non sia qui, perché non potrò mai smettere di amare la mia patria, non potrò mai smettere di lottare per la mia Patria, e non potrò mai modificare la responsabilità che ho come militante, come uno di voi e insieme a voi… ", ha concluso.
Grazie, grazie a tutti voi. Vi voglio bene!
GRAZIE e FORZA! UNITI VINCEREMO!

Da presidencia.gov.ar
Traduzioni di Ugo V. per civg.it












