L’invasione dei datacenter in Italia; due analisi tecniche, sociali e ambientali.
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- Scritto da CIVG

Negli ultimi mesi si sono susseguite senza sosta le notifiche di nuovi progetti per la realizzazione di datacenter, in buona parte concentrati in Lombardia e Piemonte.
Di fronte alla preoccupazione delle comunità locali per gli impatti ambientali e sociali per questo boom di progetti, che ha luogo in assenza di una qualsiasi pianificazione di largo respiro, il governo italiano ha formalmente classificato i programmi di sviluppo dei principali grandi data center come opere di preminente interesse strategico, semplificando (ovvero abbreviando) l’iter di valutazione dell’impatto ambientale e di sicurezza degli stessi.
È una delle tante dimostrazioni che quella dei datacenter non è una infrastruttura politicamente neutra: oltre ai temuti impatti in termini di consumo d’acqua e di energia in un contesto di emergenza ambientale globale, al rischio di inquinamento sonoro, alle ricadute occupazionali quantomeno dubbie, alla questione PFAS, dietro a questi progetti si nascondono gli interessi delle Big Tech e dei fondi di investimento targati USA, con le relative ricadute in termini geopolitici.
Il CIVG porta all’attenzione dei propri lettori e sostenitori due imprescindibili dossier preparati dalla Rete dei Comitati locali impegnati in prima fila per la protezione dei territori e di Medicina Democratica, con la sua storia decennale di lotte per la salute e l’ambiente:
Manifesto della Rete dei Comitati Cittadini Stop Data Center
Medicina Democratica: ANNOTAZIONI SULLA INVASIONE DEI DATA CENTER
A cura di Andrea Bulgarelli, CIVG – settembre 2026













