Chiusura Solvay: Nazioni Unite contro Italia e Unione Europea.
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L’autorevolezza di Draghi servì a frenare la proposta di cinque paesi europei (Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia) di vietare l’uso di questi composti cancerogeni.
Ultimo sponsor arruolato: Jessika Roswall, commissaria europea all’Ambiente, per una missione organizzata dall’europarlamentare Letizia Moratti (Forza Italia), guarda caso membro attivo della Commissione per l’ambiente. Per questa missione, a marzo la Roswall ha visitato il sito Syensqo Solvay di Spinetta Marengo, Alessandria. Dopo aver girato, caschetto giallo e camice bianco, a braccetto dell’amministratore delegato Mike Radossich e di Andrea Diotto, ex manager dello stabilimento che la procura accusa di disastro ambientale colposo (omessa bonifica del territorio e ulteriore inquinamento Bormida-falde-suolo-atmosfera con nuove sostanze, tra cui i Pfas), tutta sorridente (foto diffuse su Linkedin) la Roswall ha “postato” un commento entusiasta che comitati e associazioni hanno commentato su un manifesto con un enorme titolo: VERGOGNA.
Vergogna per aver esaltato l’ “eccellenza industriale di un’azienda scientifica innovativa che applica la ricerca chimica allo sviluppo di soluzioni più sicure, pulite e sostenibili, e assicura un’impronta ambientale migliorata”. Senza il rispetto per la popolazione falcidiata da malattie e morti.
Di opposto avviso è Marcos Orellana, relatore speciale delle Nazioni unite sulle sostanze tossiche e i diritti umani, esperto di diritto internazionale e ambientale, insegnante all’American University di Washington e in moltissimi atenei in tutto il mondo, direttore del settore Ambiente e diritti umani di Human Rights Watch.
Nel suo primo mandato come relatore speciale Onu, tra il 2020 e il 2023, si era già occupato dell’inquinamento Pfas in Italia. A seguito della sua visita nel dicembre 2021, nella sua relazione finale Orellana aveva avvertito che a Spinetta Marengo è in corso un “disastro ambientale e sanitario” simile a quello del Veneto, citando la contaminazione delle acque e del suolo e dell’aria da parte del polo chimico Solvay, danneggiando gravemente la salute delle comunità locali. Non solo, aveva denunciato l’inazione politica delle autorità italiane locali e nazionali che non avevano né informato né salvaguardato la popolazione sui rischi per la salute legati alla contaminazione senza limiti da PFAS.
Orellana aveva inquadrato la questione non solo come un problema ambientale, ma come una violazione dei diritti umani fondamentali, in particolare il diritto alla salute e a un ambiente pulito.
La relazione di Orellana aveva fatto luce sulla necessità di intervenire urgentemente per bonificare l’area e tutelare gli abitanti di Spinetta Marengo dagli effetti a lungo termine delle sostanze tossiche. Per questa urgenza, stante l’inazione delle istituzioni italiane ed europee a fermare le produzioni Solvay, le popolazioni alessandrine metteranno in campo le azioni collettive di action class.
A sua volta ora, verso la fine del secondo mandato, Marcos Orellana sta lavorando a un nuovo report che porrà al centro la questione della messa al bando totale dei Pfas.
(clicca qui uno stralcio dell’intervista).
Da reteambientalista












