Sorveglianza sanitaria esposti amianto. Ma i processi?
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- Scritto da CIVG

La chiusura definitiva dello stabilimento Eternit a Casale Monferrato è avvenuta il 6 giugno 1986, ponendo fine a decenni di produzione di amianto che hanno causato il disastro ambientale e sanitario nella zona. La fabbrica, simbolo del progresso fino agli anni ’70, era nota per la polvere di amianto che ricopriva la città. L’inalazione delle fibre ha causato una grave epidemia di mesotelioma, con circa una nuova diagnosi a settimana tuttora a Casale sia tra i lavoratori e i cittadini. Per ora, quasi 3.000 morti. Il mesotelioma è un tumore raro e aggressivo che origina dalle membrane sierose (pleura, peritoneo, pericardio), con lunghi tempi di latenza (20-50 anni) e diagnosi nefasta.
La ricerca sul mesotelioma mira disperatamente a migliorare la sopravvivenza attraverso terapie multimodali che combinano chirurgia, chemioterapia e l’immunoterapia. Il Movimento di lotta per la salute Maccacaro ha inteso a favorire le sottoscrizioni a favore della Ricerca Cura Mesotelioma tramite l’intero ricavato dei propri libri: vedi il Sito www.rete-ambientalista.it.
I processi Eternit, per la morte di ex dipendenti e residenti nei siti di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli, sono uno scandalo. Inizialmente, nel 2012, il magnate Schmidheiny fu condannato a 16 anni per disastro ambientale doloso. Tuttavia, nel 2014, la Cassazione ha dichiarato il reato prescritto, annullando le condanne. Nell’Eternit bis l’accusa è passata a omicidio colposo/volontario. Nell’aprile 2025, la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha condannato Schmidheiny a 9 anni e 6 mesi per omicidio colposo di 92 persone. A febbraio 2026, la Cassazione ha disposto un nuovo rinvio a causa di un vizio procedurale (mancata traduzione della sentenza).
Così funziona la Giustizia. E così continuerà perché non c’entra un bel niente con la cosiddetta riforma della giustizia, ovvero con la sbruffonata della separazione delle carriere del Referendum, da bocciare con il NO.
La fabbrica è stata chiusa nel 1986. Il “Programma di sorveglianza sanitaria per gli ex esposti all’amianto”, previsto dalla Giunta regionale, sarà avviato nell’aprile 2026 e gestito dall’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino tramite il Centro di Riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte.
La sorveglianza sanitaria per i soggetti che nella loro vita lavorativa sono venuti a contatto con la sostanza, prevedrà l’erogazione di prestazioni sanitarie di primo e di secondo livello e controlli periodici per i soggetti rispondenti ai criteri relativi alla cessazione dell’esposizione ad amianto.












