Tassare i milionari.
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- Scritto da sbilanciamoci

La proposta principale contenuta nell’ultimo libro di Riccardo Staglianò per Einaudi, condivisa da Sbilanciamoci, è quella di una patrimoniale tra l’1 e il 3% sulle grandi ricchezze (50 mila super-ricchi). Porterebbe nelle casse statali 13 miliardi con cui assumere infermieri e medici, mettere al sicuro le scuole e i comuni esposti ad alluvioni e frane.
Il nuovo libro di Riccardo Staglianò ci propone una altra tappa del suo decennale lavoro di scavo e critica della crescita delle diseguaglianze e delle grandi ricchezze in Italia. In Tassare i milionari(Einaudi, 2026) – oltre alla parte analitica e di approfondimento (sempre piena di dati e di fonti utili) Staglianò si sofferma, come viene indicato dal titolo, sul “che fare”, sulle proposte necessarie ad arginare le diseguaglianze e la concentrazione della ricchezza alla base di tanti privilegi economici, sociali e politici.
Sì, anche politici: i più ricchi (anche essendo pochi) sono i più rappresentati nei parlamenti e nei governi e sono capaci di influenzare (come lobby) le scelte delle istituzioni italiane e internazionali. Il potere della ricchezza fa deragliare la democrazia, rompe la coesione sociale, non fa funzionare l’economia. La abnorme concentrazione della ricchezza è insostenibile per una società sana e capace di progredire. Staglianò cita all’inizio i numeri più “forti” dello sconcio delle grandi ricchezze e delle diseguaglianze: “lo 0,1% più ricco degli italiani, circa 50 mila persone, dal 1995 al 2016, ha quasi raddoppiato la propria quota di ricchezza. Ieri deteneva meno del 6% del totale, oggi quasi il 10%”. E poi: “Nello stesso periodo la quota di ricchezza della metà più povera della popolazione, oltre 25 milioni di persone, è sprofondata dal 12 a meno del 4%”. E ancora: “Il 10% dei percettori di redditi più elevati detiene oggi quasi il 40% dei redditi nazionali contro il 28 che intascava negli anni ‘80”. E tanti altri dati ancora, approfonditi e richiamati in queste settimane anche dall’ultimo rapporto di OXFAM sulle diseguaglianze. In Italia giustamente parliamo molto della povertà (i poveri sono in aumento nel nostro Paese) e l’ISTAT produce annualmente i suoi importanti rapporti sulla povertà assoluta e relativa: sappiamo quasi tutto. Ma sui guasti dell’abnorme concentrazione di ricchezza, il dibattito politico e parlamentare è quasi assente e sulla ricchezza dei super-ricchi non sappiamo quasi nulla: solo stime degli istituti di ricerca e un po’ di folclore sui giornali. Con l’eccezione di Staglianò e pochi altri che studiano nel profondo il fenomeno e sono capaci di spiegarlo con parole semplici e comprensibili.
La proposta principale di Riccardo Staglianò (condivisa da Sbilanciamoci) è quella di una tassa patrimoniale progressiva tra l’1 e il 3% sulle grandi ricchezze dello 0,1% degli italiani (50 mila super-ricchi), che porterebbe nelle nostre casse ben 13 miliardi di euro con cui mettere in sicurezza le scuole, assumere infermieri e dottori e mettere al sicuro i molti comuni esposti ad alluvioni e frane. Poi naturalmente ce ne sono tante altre: l’aumento della tassazione (oggi praticamente simbolica) sulle successioni ereditarie, la riduzione delle detassazioni di plusvalenze e dividendi, la revisione radicale dei regimi fiscali di favore (ad esempio sull’affitto degli immobili) che generano piccoli grandi privilegi.
Da sbilanciamoci












