Diplomazia della “difesa propria”: l’India stringe accordi strategici con USA, Australia e ASEAN.

 Di Fabio Lugano

 

file:///C:/Users/Diest/Downloads/Senza%20titolo.jpg file:///C:/Users/Diest/Downloads/Senza%20titolo.jpg ASEAN-India Services and Investment FTA Inches Closer to Implementation -  ASEAN Business News

 

L’India ha accelerato sull’Indo-Pacifico. Firmato alla fine del 2025 un patto di difesa decennale con gli USA e rafforzata la cooperazione con ASEAN e Australia. La nuova “ragnatela” strategica di Nuova Delhi per la stabilità regionale.

 

Mentre in Occidente ci si concentra spesso su dibattiti puramente teorici, in Oriente la diplomazia della difesa, produce risultati tangibili. Il 12° Incontro dei Ministri della Difesa dell‘ASEAN (ADMM) e l’ADMM-Plus a Kuala Lumpur non sono stati solo una passerella, ma hanno segnato un’accelerazione tangibile relativa all’architettura di sicurezza nell’Indo-Pacifico, con l’India grande protagonista.

Gli incontri multilaterali si sono concentrati su sfide comuni come la stabilità marittima, l’assistenza umanitaria e il soccorso in caso di disastri (HADR), il controterrorismo e i meccanismi per evitare errori di calcolo in mare. Ma è nei corridoi che Nuova Delhi ha mosso le pedine più importanti.

 

La strategia indiana: “Act-East” e ordine basato su regole.

L’India ha utilizzato la piattaforma ADMM-Plus per ribadire due concetti chiave:

1-     la cooperazione nella difesa è l’espressione pratica della sua politica “Act-East” (Agire a Est), cioè una strategia rivolta all’Asia-Pacifico

2-     la visione indiana dell’Indo-Pacifico si basa sull’apertura, sul rispetto della sovranità e dello stato di diritto.

Il Ministro della Difesa Rajnath Singhha chiarito che l’approccio non è “contro” qualcuno (un messaggio nemmeno troppo velato a Pechino), ma a favore di un ordine regionale basato su regole. Singh ha promesso che l’India è pronta a contribuire “attraverso il dialogo, la partnership e la cooperazione pratica”.

L’India non si limita alle parole. Nuova Delhi sta assumendo ruoli di primo piano. Attualmente co-presiede, insieme alla Malesia, il Gruppo di Lavoro degli Esperti (EWG) dell’ADMM-Plus sul controterrorismo per il ciclo 2024-2027. Questo impegno segue presidenze passate su temi come lo sminamento umanitario e l’assistenza nei disastri.

Gli impegni pratici futuri sono già definiti:

-        Un’esercitazione “Table-Top” (simulazione strategica) in Malesia nel 2026.

-        Un’esercitazione “Field Training” (sul campo) in India nel 2027, entrambe sul controterrorismo.

-        La prossima Esercitazione Marittima ASEAN-India si terrà nel 2026, designato come “Anno della Cooperazione Marittima”.

-        Le marine dell’ASEAN sono state invitate alla Parata della Flotta Internazionale (MILAN) in India nel febbraio 2026.

Quindi una cooperazione allargata con i paesi che si trovano ad est del subcontinente pratica , non solo teorico e approfondita.

 

L’accordo decennale con gli Stati Uniti.

Ma il risultato bilaterale più significativo emerso a Kuala Lumpur è stato il lancio di una partnership di difesa a lungo termine tra India e Stati Uniti. Rajnath Singh e il Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth hanno firmato un accordo quadro decennale.

Secondo il Ministero della Difesa indiano, l’intesa annuncia “un nuovo decennio di partnership“. L’accordo mira a fornire una direzione politica sull’intero spettro della cooperazione militare: interoperabilità, addestramento, logistica e, soprattutto, collaborazione tecnologica e di ricerca.

Questo è un punto tecnico ma cruciale: potrebbe facilitare i percorsi di approvvigionamento (procurement) per nuove piattaforme di difesa. È un passo concreto verso la convergenza strategica, una “zavorra stabilizzante”, come dicono i tecnici, che salda la relazione bilaterale, anche a fronte di altre tensioni negoziali tra i due Paesi.

 

Una rete di partner, non un’unica alleanza.

L’attivismo indiano non si è fermato agli USA. Singh ha tessuto una serie di incontri bilaterali con partner chiave come Nuova Zelanda, Corea del Sud, Vietnam, Singapore e la Malesia ospitante. Inoltre, subito prima di Kuala Lumpur, il ministro indiano era stato in Australia per celebrare i cinque anni della Partnership Strategica Globale (CSP). Lì sono stati firmati tre accordi chiave per migliorare la condivisione di informazioni, la ricerca e il soccorso sottomarino, e per stabilire colloqui di stato maggiore congiunti.

L’implicazione più ampia per l’Indo-Pacifico è chiara. La sicurezza regionale non si sta più costruendo su singole alleanze rigide (stile NATO), ma su una rete di partnership sovrapposte, complementari e funzionali. Non un partner prevalente, ma una rete di rapporti che permetta di avere quello che è necessario sena sudditanze.

L’India sta giocando la sua partita: approfondisce l’impegno con una gamma di partner (dagli USA all’ASEAN), preserva la propria autonomia strategica e si occupa della stabilità regionale tramite progetti concreti (sorveglianza marittima, esercitazioni, industria). È un approccio calibrato che rassicura i partner del Sud-Est asiatico e funge da “hedge”, una copertura, contro le incertezze della competizione tra le grandi potenze.

 

…Cosa cambia concretamente l’accordo decennale tra India e Stati Uniti?

L’accordo non è un’alleanza militare, ma un “quadro politico”. In termini pratici, facilita l’interoperabilità tra le due forze armate (cioè la capacità di operare insieme), aumenta l’addestramento congiunto e la cooperazione logistica. Soprattutto, apre canali privilegiati per la collaborazione tecnologica e la ricerca. Questo potrebbe tradursi in un accesso più facile per l’India a piattaforme di difesa statunitensi avanzate e allo sviluppo congiunto di nuove tecnologie, rafforzando la convergenza strategica tra Washington e Nuova Delhi.

 

Qual è il ruolo dell’ASEAN in questa dinamica?

L’ASEAN rimane il fulcro (“centrality”) dell’architettura di sicurezza regionale. Piattaforme come l’ADMM-Plus (che include l’ASEAN e partner esterni come India, USA, Cina, ecc.) servono a normalizzare la diplomazia della difesa. L’ASEAN non cerca alleanze rigide, ma promuove meccanismi per evitare errori di calcolo.

Per l’India, approfondire i legami con l’ASEAN è fondamentale per rassicurare i partner del Sud-Est asiatico sul suo obiettivo a lungo termine di costruire un consenso per le sue strategie.

 

Da scenarieconomici