Una "Generazione perduta"

Grazie alle misure di austerity messe in atto dai governi di alcuni Paesi europei come Grecia, Irlanda, Portogallo, Italia e Spagna, quasi un terzo dei bambini che risiedono in queste nazioni sono stati trascinati nella povertà.

Questo risultato è stato illustrato da Caritas Europa, nel corso di una conferenza stampa, tenutasi giovedì 14 febbraio, presso l’Ufficio di Dublino del Parlamento Europeo, dove ha presentato il suo report dal titolo: L’impatto della crisi europea, il cui scopo è stato quello di esaminare le conseguenze della crisi economica e delle misure di austerità  in cinque Paesi “deboli”.

Secondo la Caritas, infatti, questi Paesi, a causa del taglio del welfare e dell'aumento delle tasse, stanno costringendo le giovani generazioni ad alimentarsi male, a deprimersi e ad avere scarse prospettive per il futuro.
La percentuale di bambini che vivono in famiglie con entrate di almeno il 60% minori rispetto al reddito medio nazionale, con genitori disoccupati o sottoccupati oppure a cui mancano apporti essenziali in termini di cibi ricchi di proteine, abiti e mezzi di riscaldamento adeguati, sta tornando pericolosamente vicino ai picchi del 2008. Nel 2011 i minori a rischio povertà erano il 30% sia in Grecia che in Spagna e al 28,6% in Portogallo. Per Italia e Irlanda i dati del 2011 non sono disponibili, ma  nel 2010, in questi Paesi, i bambini che erano sulla soglia della povertà erano il 37,6% in Irlanda e il 28,9% in Italia. Percentuali  non certo da sottovalutare.

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Progetto di piano di lavoro per l’assemblea generale di Interforum

 

Parigi, 16 luglio 2012

 

Cari Amici,

la prima Assemblea Generale di INTERFORUM si terrà a settembre prossimo a Parigi o a Torino, successivamente (entro la fine del mese) Vi comunicheremo con esattezza il luogo e la data dell’evento allegando il programma.

Il 29 giugno scorso, il nostro ufficio ha ricevuto, a Bruxelles, TUBLU MURKHERJEE, avvocato indiano che difende le vittime dell’amianto nel suo paese e che si è associato ad INTERFORUM.

L’assemblea generale ci consentirà di allargare il nostro perimetro di osservazione sui crimini sociali e ambientali sia nei confronti dell’India, dove siamo preoccupati per l’insediamento dell’industria MICHELIN in aperto contrasto gli interessi e i diritti delle popolazioni locali, sia in America Latina.

Sergio BONETTO ha incontrato recentemente, a Cuba, Magistrati, avvocati e Giuristi specializzati in Diritto del Lavoro che potranno illustrarci le gravi difficoltà alle quali sono sottoposti i lavoratori e la popolazione dell’America Latina.

Infine, valuteremo la possibilità di una cooperazione con l’IAES (International Academy of Environmental Sciences) nel progetto di creazione di un Corte Penale Internazionale e che lavora alla creazione di una rete mondiale di allarme per le catastrofi ambientali.

Troverete qui allegato un progetto di piano di lavoro sulle attività dell’Assemblea Generale, che Vi presentiamo, al fine di raccogliere i Vostri suggerimenti prima della predisposizione del programma definitivo.            

Cordiali saluti.

Per INTERFORUM

                                                                                    Il Presidente JEAN PAUL TEISSONNIERE

                                                                                          Il Segretario SERGIO BONETTO

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Per il riconoscimento e la repressione dei reati sociali e ambientali

 

PER IL RICONOSCIMENTO E LA REPRESSIONE DEI REATI SOCIALI E AMBIENTALI.

 

 Il Professor DELMAS – MARTY[1] evoca giustamente la doppia funzione, quasi antropologica, del diritto penale: da un lato chiarire quali sono i comportamenti vietati, dall'altro reprimere le violazioni.

Forgiati per la maggior parte all'inizio del 19° secolo, modificati nella seconda parte del 20° secolo per tener conto dei crimini di massa commessi durante la 2° guerra mondiale e successivamente integrati per far fronte ai problemi sociali più recenti, i differenti sistemi penali nazionali oggi si rivelano sostanzialmente incapaci di prendere in considerazione in modo adeguato i delitti di massa collegati all'attività industriale e allo sviluppo della tecnologia.

Conseguentemente, le catastrofi industriali e tecnologiche che hanno macchiato gli ultimi decenni (Minamata, Bhopal, Tchernobyl, Fukushima, la questione del sangue contaminato o quella dell'amianto) sono “filtrate” attraverso qualificazioni giuridiche inadatte che non tengono in alcun conto delle volontà collettive e “organizzate” che connotano questi crimini, nonché consenso dei loro autori (in genere grandi gruppi industriali) all'accumulo progressivo di rischi mortali per le vittime.

Le cifre non sono un dato di conoscenza molto diffuso, ma secondo le ultime stime dell'organizzazione internazione del lavoro, per l'anno 2008, le condizioni di lavoro avrebbero provocato più di un milione di morti nei soli paesi asiatici.

La “semplice” utilizzazione industriale dell'amianto provoca 100.000 morti all'anno su scala mondiale.

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Prima udienza del processo promosso da Eternit France

 7 settembre 2012

 

COMUNICATO STAMPA

 

Si è svolta ieri, di fronte al Giudice Istruttore del Tribunal de Grande Instance di Parigi, la prima udienza del processo promosso da Eternit France contro l'avv. Jean Paul Teissonnière (presidente di Interforum) che, tra l'altro, è uno dei difensori di parte lesa nel processo Eternit di Torino.

L'Eternit France (che si è costituita parte civile) ha ritenuto diffamatorie le dichiarazioni rese dall'avv. Teissonnière ad alcune televisioni francesi in occasione della sentenza del Tribunale di Torino del febbraio di quest'anno.

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1° assemblea di Interforum

 Torino, lì 4 settembre 2012

 

 

Cari Amici,

in allegato l'invito alla 1° assemblea di Interforum che si terrà a Torino il 28 e 29 settembre 2012.

 

Abbiamo ricevuto e alleghiamo un contributo di Jean Paul Teissonnière, presidente della nostra ONG, che propone una simulazione di intervento legislativo sul codice penale francese.

La traduzione è artigianale e probabilmente carente soprattutto nella parte del testo proposto.

Per chi è interessato c’è  il testo in francese.

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