Recensione libro: RELAZIONI PERICOLOSE (Il movimento sionista e la Germania nazista)

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di FARIS YAHIA    -   Ed. LA CITTA’ DEL SOLE

                           

 

C’è molta confusione nell’uso di termini come sionismo, ebraismo, semiti, Israele, non pretendiamo certo noi di fare una lezione di chiarezza su queste parole, anche se a volte, è sufficiente consultare un dizionario per evitare di usarle in modo improprio.

Oltre al significato oggettivo dei termini esiste un uso politico delle parole, ad esempio criticare una posizione politica dello stato di Israele è spesso interpretato come una critica agli ebrei, oppure non condividere l’ideologia sionista (perché d’ideologia si tratta e non di religione) è interpretato come atteggiamento antiebraico e antisemita.

Sembra abbastanza semplice da capire, addirittura elementare, ma non è così perché è ormai diventato un “luogo comune” perché così viene comunicato a tutti i livelli, dai giornali alle televisioni, tutti orientati verso il pensiero unico: Stato di Israele = democrazia per cui critica a Israele =antisemitismo e razzismo.

Sempre per fare, se possibile, chiarezza, dare informazioni e osservare da punti di vista  diversi, non omologati, proponiamo la lettura di “Relazioni pericolose”.

La storia di questo libro è singolare, a cominciare dal suo autore Faris Yahia il cui vero nome è Godfrey Peter Manley Glubb, figlio del generale inglese John Bagos Glubb che ebbe un ruolo molto importante nella spartizione della Palestina nel 1948-49.

Faris nacque a Gerusalemme nel 1939 e fu chiamato dal padre Godfrey in onore del condottiero crociato Goffredo di Buglione. Crebbe ad Amman e proseguì i suoi studi alla School of Oriental and African Studies di Londra laureandosi in letteratura araba.

Suo padre, il generale, era un reazionario e un convinto sostenitore dell’imperialismo

britannico, mentre lui era un militante antimperialista  e divenne, fra le altre cose, attivista politico della Fondazione Bertrand Russel, fu talmente affascinato dalla cultura e dalla lingua araba da cambiare il suo nome in Faris Yahia.

Faris Yahia morì nel 2004, in Kuwait, vittima di un pirata della strada, fu giornalista, ricercatore, storico e poeta, scrisse diversi libri; noi con questo libro proponiamo una sua ricerca sul sionismo e sui suoi rapporti con il nazismo.

Una delle caratteristiche di questo suo scritto (del 1978) è, oltre a trattare e documentare una pagina oscura e poca nota della storia, che tutta la documentazione di questo lavoro proviene da fonti esclusivamente ebraiche.

L’invito a leggere il libro di Faris “Relazioni pericolose” permette la riconsiderazione, per sommi capi, della nascita del movimento sionista che porterà alla costituzione dello stato di Israele, ma soprattutto aiuta a capire i “perché” della politica israeliana attuata sia nel passato sia nel presente in tutto il medio-oriente in generale e oggi particolarmente nei confronti di Iran e Siria.

L’argomento è delicato ed in qualche misura pericoloso, oggi è facile essere accusati sia da destra che da sinistra di “rossobrunismo”, ma l’onestà intellettuale di chi crede che esista una sola razza umana e che gli uomini possano scegliere la religione che più gli si confà, permette di rimandare al mittente ogni critica strumentale che tende solamente ad offuscare la realtà nuda e cruda dei fatti.

 

Buona lettura. Luigi Cecchetti, CIVG

 

Il libro è reperibile presso il CIVG