La giunta Cirio trova risorse per 50 milioni di euro per la neve, una spesa non obbligatoria
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- Scritto da www.fondazionepromozionesociale.it
Torino, 5 dicembre 2025

Comunicato Stampa
La giunta Cirio trova risorse per 50 milioni di euro per la neve, una spesa non obbligatoria
Non ci sono invece nel bilancio della sanità i 50 milioni di euro per cominciare ad abbattere le liste d’attesa per il ricovero in convenzione nelle RSA, una spesa obbligatoria in quanto prestazione LEA
Riprendendo la notizia del finanziamento del “Sistema neve” con 50 milioni di euro del Fondo europeo per «l’attuazione delle politiche di coesione economica, sociale e territoriale» e le critiche espresse da più parti sulle priorità dell’Amministrazione Cirio che dimenticano i più deboli, la Fondazione promozione sociale ETS torna a chiedere alla Giunta che, prima di concentrare l’azione di governo della Regione su spese assolutamente discrezionali, garantisca prioritariamente le risorse per le prestazioni obbligatorie, come quelle dei Lea sanitari e socio sanitari.
La legge nazionale (articolo 30, Dpcm 12 gennaio 2017 in materia di Livelli essenziali di assistenza sanitaria e socio-sanitaria - Lea) stabilisce che i ricoveri in Rsa siano pagati al 50% dalla Sanità per tutti i richiedenti. Invece, le Asl del Piemonte negano la quota a migliaia di malati. Ci sono famiglie costrette a svendere la casa dopo aver esaurito i risparmi e gestori delle strutture che accusano difficoltà di riflesso, derivanti dalla morosità dei ricoverati.
Ricordiamo che alla data del 7 febbraio 2025, secondo i dati della stessa Regione Piemonte, erano 9.347 gli anziani malati cronici non autosufficienti in lista d’attesa per una convenzione Rsa. Oltre 15mila anziani malati non autosufficienti (sui 33mila posti complessivi in struttura) stanno pagando la retta intera per il loro ricovero, con esborsi dai 3.500 ai 4.500 euro al mese!
Nei fatti, l’inserimento in forma privata di una persona anziana malata cronica non autosufficiente in Rsa e il conseguente pagamento per intero della retta di degenza costituisce una “tassa nascosta”, profondamente ingiusta, che spesso grava sui cittadini che hanno già sostenuto per una vita intera il Servizio sanitario tramite le loro tasse.
Non ci sono abbastanza fondi? Il fabbisogno va fatto emergere e comunicato al Governo per i relativi finanziamenti.
Spesso l’Amministrazione regionale usa la metafora del «buon padre di famiglia»: sarebbe considerato tale quello che va in settimana bianca, mentre i suoi cari non hanno nemmeno le cure essenziali previste dalla legge?
Fonte: www.fondazionepromozionesociale.it












