PFAS Tfa e pesticidi Pfas nei nostri alimenti: l’allarme del nuovo rapporto Pan Europe. ISDE: “Subito il bando totale”
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- Scritto da www.isdenews.it

Sessantadue anni dopo la pubblicazione di Silent Spring di Rachel Carson, il nuovo report di PAN Europe conferma un dato inquietante: l’Europa non ha imparato la lezione. Abbiamo vietato DDT e aldrin, abbiamo scoperto che gli organofosfati danneggiano lo sviluppo del cervello dei bambini e che i neonicotinoidi devastano impollinatori ed ecosistemi. Ma oggi siamo precipitati nell’“età degli organofluorurati”: l’età dei PFAS, le sostanze chimiche “eterne”.
Tra i PFAS più preoccupanti ci sono i pesticidi PFAS, ancora autorizzati, e il loro prodotto di degradazione principale, il trifluoroacetato (TFA): una sostanza estremamente persistente, mobile, diffusa in tutta Europa e classificata come tossica per la riproduzione.
Il nuovo rapporto Unseen and Unregulated: TFA, the ‘forever chemical’ in Europe’s Cereals documenta la presenza massiccia di TFA nei cereali europei, ampliando le precedenti indagini su acque, vini, frutta e verdura. È un quadro che riguarda direttamente la salute pubblica, e che interpella con urgenza la responsabilità dei decisori politici.
Cereali contaminati nell’82% dei campioni: un’esposizione quotidiana e invisibile
Il report, elaborato in collaborazione con ISDE Italia, analizza 66 prodotti a base di cereali in 16 Paesi europei. I risultati sono inequivocabili:
● TFA rilevato nell’81,8% dei campioni (54 su 66)
● Livello medio di contaminazione: 78,9 µg/kg
● Valori di picco fino a 360 µg/kg, in particolare nei prodotti per la colazione
● Tutti i campioni contaminati superano il valore MRL di default per le sostanze reprotossiche (0,01 mg/kg)
Uno dei dati più allarmanti riguarda il grano:
“I prodotti a base di frumento mostrano livelli di TFA sette volte superiori agli altri cereali” (media: 92,3 µg/kg) .
Studi citati nel rapporto mostrano che il grano assorbe il TFA più rapidamente di qualunque altro PFAS — perfino più del PFOS e del PFOA, già vietati perché cancerogeni e reprotossici.
Una fonte di esposizione molto più rilevante dell’acqua.
Il TFA è talmente persistente e solubile che si ritrova in acque superficiali, falde, piogge, vino e persino nel sangue umano. Ma il nuovo studio mostra che:
“La concentrazione media di TFA nei cereali è 1.071 volte più alta di quella rilevata nelle acque potabili europee” .
Il cibo – non l’acqua – diventa così la principale via di esposizione.
Per i bambini l’esposizione stimata raggiunge livelli di rischio immediato:
● fino al 184% della dose giornaliera accettabile (ADI) proposta da PAN Europe
● anche negli adulti l’esposizione supera il 70% dell’ADI, considerando i soli prodotti a base di cereali.
A ciò va aggiunto che il TFA è presente anche in frutta, verdura, succhi, tè, vino, birra, acqua di rubinetto e acque minerali. L’esposizione reale, quindi, è certamente superiore.
Un problema regolatorio ignorato per 27 anni.
Il rapporto ricostruisce una storia inquietante di ritardi:
● 1998 – L’UE scopre che il TFA contamina le falde e deriva dai pesticidi PFAS.
● 2008 – Viene confermata la sua presenza nei raccolti e nella catena alimentare.
● 2014 – EFSA adotta un valore di sicurezza basato su dati incompleti forniti dall’industria.
● 2025 – Cresce l’evidenza che il TFA è tossico per la riproduzione, interferente endocrino e potenzialmente neurotossico.
Nel frattempo, 31 pesticidi PFAS continuano a essere autorizzati nell’UE e vengono regolarmente irrorati nei campi agricoli.
Le conseguenze sono oggi visibili:
“Le concentrazioni di TFA nelle acque superficiali e sotterranee rappresentano la più ampia contaminazione diffusa da una sostanza antropica mai registrata in Europa”.
ISDE: “Una minaccia per la salute pubblica e per le generazioni future”
La posizione della comunità scientifica è chiara: il TFA è un rischio sistemico per la salute, soprattutto per bambini, donne in gravidanza e fasce vulnerabili.
Il Presidente ISDE, Roberto Romizi, commenta:
“L’esposizione ai PFAS e ai loro prodotti di degradazione come il TFA sta compromettendo il diritto delle nuove generazioni a vivere in un ambiente sano. Non è accettabile che sostanze tossiche per lo sviluppo fetale e per la fertilità finiscano nel pane, nella pasta e nei cereali consumati quotidianamente. È urgente un bando immediato dei pesticidi PFAS e un piano europeo di monitoraggio e bonifica.”
Cosa serve ora: le richieste di ISDE e PAN Europe
Sulla base dei dati raccolti nei quattro report, ISDE Italia sostiene le richieste presentate da PAN Europe:
1. Divieto immediato di tutti i pesticidi PFAS
Sono la principale fonte di TFA nei campi agricoli europei.
2. Adozione di un valore di sicurezza realmente protettivo
PAN Europe propone una ADI di 1,8 µg/kg/die, mille volte più cautelativa rispetto ai valori utilizzati per anni dalle autorità.
3. Monitoraggio obbligatorio del TFA nei cibi e nelle acque
Oggi non esiste un sistema di controllo sistematico.
4. Restrizione degli F-gas e delle altre fonti industriali di TFA
Per fermare l’accumulo ambientale.
5. Transizione dell’agricoltura verso pratiche prive di pesticidi sintetici
Con strumenti economici di supporto agli agricoltori.
Conclusione: prevenire un nuovo disastro sanitario
Il TFA è ovunque misurato: nelle acque, nei cereali, nel vino, nel sangue umano. Ed è destinato ad accumularsi per decenni, forse secoli.
Il rapporto di PAN Europe – insieme ai precedenti dossier su acque e alimenti – costituisce un segnale d’allarme che non può essere ignorato.
ISDE ribadisce: la protezione della salute pubblica richiede un bando immediato dei PFAS in agricoltura e una strategia europea di riduzione delle esposizioni. Ogni rinvio significa più contaminazione, più rischi per la salute, più costi per le generazioni future.
Fonte: www.isdenews.it












