Cina Notizia - Settembre 2025

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Settembre 2025

 

A cura dell’Osservatorio Italiano sulla Via della seta/CIVG, sezione italiana del Silk Road Connectivity Research Center di Belgrado. t

 

In questo Cina-Notizie proponiamo un lavoro inedito curato da Alberto Rotundo, ricercatore e conoscitore profondo dell’universo cinese, che ha sottotitolato in italiano il film “My people my Country” uscito in Cina nel 2019 in occasione dei settanta anni della Repubblica Popolare.

Ogni singolo episodio del film (in totale sono sette) è accompagnato da una breve introduzione per il CIVG da parte di Rotundo.

Per poter prendere visione degli episodi è sufficiente cliccare sul link presente prima della nota del ricercatore italiano il cui canale YouTube è il seguente: https://www.youtube.com/@TheCommonGround-t8j

Review | My People, My Country film review: jingoistic anthology of  communist China's biggest achievements offers competently made vignettes |  South China Morning Post

 

“My people my Country” è composto da sette episodi che narrano sette traguardi fondamentali della storia della Nuova Cina: dalla Fondazione nel 1949 alla cerimonia dei 70 anni nel 2019, ognuno affrontato però dalla prospettiva di alcune persone che ne sono state attori o testimoni. Il tutto è un po' romanzato, ma essenzialmente basato su fatti reali. Il lavoro può essere considerato eccellente nel cercare di trasmettere l'idea del sentimento generale del popolo cinese, esemplificandolo nei personaggi, rispetto ad ognuno dei traguardi raggiunti.

 

Primo episodio - "My People my Country"

 

Il primo episodio è il simbolo della preoccupazione e del carico di aspettativa che poggiava sulle spalle della nuova classe dirigente comunista che, dopo 150 anni di miseria, si trovava a dover gestire il paese più grande del mondo dopo il fallimento di tutti coloro che ci avevano provato prima di loro, oltretutto appoggiandosi a un'ideologia giovanissima e testata di fatto solo in URSS.

Pensate a come ci si potrebbe sentire, con 600 milioni di persone che contano su di te e lo sguardo scettico di un mondo che ti disprezza.

 

Secondo episodio - "My People my Country"

 

Il secondo episodio del film "My People my Country" può essere considerato il più difficile da comprendere per un pubblico occidentale, a causa dei diversi retaggi culturali. Tuttavia proprio per questo rimane molto utile per mettere in discussione le prospettive di parte, soprattutto quando si deve dialogare tra mondi così diversi. Narra del lavoro dei tecnici e degli scienziati che hanno costruito la bomba atomica cinese, un evento che ha posto la Cina tra le potenze nucleari e le ha permesso di avere uno sviluppo sovrano, al riparo dalla minaccia di cambi di regime imposti dall’esterno.

 

Terzo episodio - "My People my Country"

 

ll terzo episodio è il primo ambientato nel periodo di Riforma e Apertura, in una Cina che assicuratasi una propria sovranità allenta le tensioni e compete su piani più "diplomatici". Una Cina ancora povera e in cui molti per riscattarsi decidono di emigrare, ma che guarda al futuro con positività.

La vittoria della squadra di pallavolo femminile contro gli Stati Uniti è una fonte di riscatto per tutti i cinesi.

 

Quarto episodio - "My People my Country"

 

Il quarto episodio riguarda la restituzione di Hong Kong alla Cina, questione di cui la sinistra occidentale ha compreso poco. Il ritorno alla Cina è stato tra l'altro un riscatto morale per le centinaia di migliaia di cinesi mainland che vivevano e lavoravano a Hong Kong come cittadini di seconda categoria e rappresentavano le fasce più povere della popolazione. Facile per tutti ricordare le manifestazioni anticinesi (e pro-Trump) con tanto di devastazione del parlamento di Hong Kong, dato che furono sovraesposte nei nostri media, anche se allora nessuno parlò di insurrezione eversiva come quando poi successe la stessa cosa a Washington. Più difficile ricordare che a Hong Kong nel 1967 la polizia coloniale Britannica reprimeva nel sangue le proteste dei gruppi della sinistra cinese legati al PCC, con almeno 22 manifestanti uccisi. Due anni dopo, la Regina Elisabetta riconobbe alla polizia di Hong Kong la qualifica "Reale", premiandola per aver "mantenuto la pace". La fine del dominio coloniale britannico è quindi non soltanto un traguardo della lotta anticoloniale, ma anche della lotta di classe.

 

Quinto episodio - "My People my Country"

 

Il quinto è l’ultimo degli episodi ambientati nel periodo di Riforme e Apertura iniziato con Deng e chiusosi con la presidenza di Hu Jintao. Un episodio che racconta una storia di persone comuni, sullo sfondo del terremoto del Sichuan e delle Olimpiadi di Pechino del 2008. Ci ricorda come ognuno dei 1,4 miliardi di cinesi abbia una vita, un lavoro, una famiglia, dei problemi e delle vicissitudini comuni ma uniche, esattamente come noi: sembra banale, tuttavia per molti in Occidente non lo è, dato che spesso i cinesi sono visti come una massa omogenea e informe di semi-umani, privi di storie, dolori, passioni e aspirazioni individuali.

 

Sesto episodio - "My People my Country"

 

Con il sesto e penultimo episodio del film si entra nella terza fase della storia della nuova Cina inaugurata dalla presidenza di Xi Jinping. Si tratta di un episodio in cui si affrontano temi cardine dell’ultima Era: l'eradicazione della povertà estrema, l'esplorazione spaziale, ma anche la questione della reintegrazione degli ex-detenuti nella società. Regista dell'episodio è Chen Kaige, che ha diretto anche il celeberrimo film "Addio mia concubina", con cui vinse la Palma d'oro alla regia nel 1993, e del kolossal di guerra "La battaglia del Lago Changjin", film più costoso della storia della Cina.

 

Settimo episodio - "My People my Country"

 

Con l'ultimo episodio siamo ormai in piena fase "ringiovanimento della Nazione". L'occasione storica è la parata del 2015 per i 70 anni della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, che la Cina pagò con un prezzo di sangue altissimo, secondo solo a quello dell'URSS (ricordiamo che quasi i tre quarti delle forze giapponesi nella guerra furono impiegate sul fronte cinese). In questo episodio torna una dimostrazione muscolare e senza scuse della forza militare cinese, in un "top gun" al femminile che però come sempre, a differenza delle americanate di Hollywood, non esalta tale forza a spese altrui. L'episodio dà perciò spunti per riflettere su temi complessi quali le forze armate e lo sviluppo tecnologico. Ovviamente altro tema evidente dell'episodio è l'emancipazione femminile, questione sulla quale la Cina ha vissuto fasi alterne e quasi completamente sconosciute in Occidente. In estrema sintesi, si può affermare che nella fase maoista l'accento era posto fortemente sul concetto di eliminazione e abbattimento delle differenze in favore di un'uguaglianza sostanziale tra uomini e donne, mentre nella fase di Riforma e Apertura l'approccio viene di fatto ribaltato: le politiche governative e l'ingresso dell'industria del marketing concorrono alla formazione di un modello femminile che esalta le differenze rispetto al genere maschile, con tutti i pro e contro di tale approccio. Il terzo periodo inaugurato da Xi torna a riproporre in forme moderne il modello di "ragazza di ferro" maoista, basato sul principio che "una donna può fare tutto ciò che può fare un uomo", mostrando quindi di voler controbilanciare una cultura di massa ormai globale che promuove un'emancipazione femminile fortemente sessualizzata, ossia che gioca sulla differenza. Ognuno (e soprattutto ognuna) può farsi la propria idea su quale percorso sia il più emancipatorio, in ogni caso osservare le tendenze su questo tema in Cina rimane reciprocamente arricchente.