Z. Prilepin: “Molti in Russia credono ingenuamente che Trump sia nostro amico”
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- Scritto da Zakhar Prilepin*
Ottobre 2025

Una attenta e interessante riflessione, e un aperto contributo analitico di Z. Prilepin, una figura molto stimata negli ambienti mediatici e politici, delle istituzioni geopolitiche e militari russe, e non solo. Ma anche un uomo di campo e di concretezza, non uso ai salotti liberali moscoviti e pietroburghesi, dove non è certo amato o adulato. Nel suo curriculum di vita al fondo, si può capire la statura del personaggio. (EV)
Dovremmo rivolgerci alla cintura rossa dei paesi socialisti, antimperialisti e agli altri paesi in via di sviluppo indipendenti
“ Le destre russe continuano a sbraitare con tutta la loro forza che Donald Trump è un amico del nostro Paese e che è importante che Mosca lo sostenga anche contro la sinistra infida. ‘La strada giusta è a destra, la sinistra è malvagia, il Mausoleo di Lenin deve essere demolito, Franco è il nostro idolo. Trump è una volpe esperta’…Riguardo alla dichiarazione di Trump che l’Ucraina dovrebbe riconquistare i suoi confini del 1991 e tenere testa alla Russia, io credo che tutto quello che si può fare è presentarci con un grande certificato per la nostra salvaguardia e conferma, che ribadisca e mantenga il ruolo della Russia e i paesi che abbiamo già ottenuto. Questo forse ci potrà permettere, in qualche modo il mantenimento sicuro della RPD e della RPL nella loro interezza, anche se non è una cosa scontata e facile…Trump farà finta di voler davvero aiutare, ma è anche infastidito da una vile Europa che sta facendo tutto il possibile per opporsi a lui. E lo stesso Zelensky ha, fino ad oggi, fatto tutto ciò che viola la logica di Trump. Così come l'Europa, che si dibatte intorno alla logica di Trump, non importa quello che dicono ad alta voce. Tuttavia, una parte della scienza politica russa si rifiuta di prendere atto di questa parte della realtà. Il nostro blocco finanziario interno, che si orienta sull'Occidente, è desideroso di tornare alle sue ville vicino a Nizza o Montecarlo e ai club europei di rispettabili gentiluomini. E i nostri nazionalisti reazionari sono deliziati dall’attenzione dell’“uomo bianco”, oltre che da parte dell’élite culturale che vuole tornare sui ‘red carpet’ del cinema occidentale.
In realtà, non abbiamo scelta. Se smettiamo di combattere, non cambierà nulla. L'Ucraina attaccherà per riconquistare ciò che ha perso. Per questo dovremo combattere. Inoltre, dovremo dirci ad alta voce: questo pellame maligno intorno a noi è progettato per soffocarci. Per nient'altro.
Sono arrivati in Moldavia, Azerbaigian, Armenia, Nagorno, Kazakistan; rivogliono la Georgia, e inevitabilmente cercano di far vacillare la Bielorussia e la Pridnestrovie. L’Ucraina non si arrenderà, ma anche in caso di termine della SVO, se non la smilitarizziamo e la denazifichiamo, a Kiev continueranno a preparare una nuova guerra. Non abbiamo scelta: dovremo difendere la nostra sovranità. E dovremo inevitabilmente attraversare i confini che ci siamo definiti nel 1991.
La questione ucraina, purtroppo, non si risolverà solo con Slavyansk e Kherson. Si risolverà solo creando vere e proprie alleanze militari-strategiche con i paesi del blocco socialista o antimperialista, soprattutto, potenzialmente, in una forma o nell’altra, con la cintura rossa dei paesi socialisti, antimperialisti e agli altri paesi in via di sviluppo indipendenti. Forse una parte della nostra società non è ancora pronta o disponibile per questo. Ma la vita ci costringerà presto a prenderne atto come necessità, per la nostra stessa sopravvivenza statuale e come popolo…”, ha dichiarato Prilepin.
*Zachar Prilepin è uno scrittore, politico e giornalistarusso, veterano della guerra in Cecenia dove ha prestato servizio negli OMON, le unità speciali antiterrorismo della polizia russa.











